Al Prix Italia l’Abruzzo si racconta anche attraverso i suoi vini

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Il vino accanto al racconto contemporaneo dell’Italia. È questo il senso della partecipazione del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo al Prix Italia 2026, il grande appuntamento internazionale organizzato dalla RAI dal 1948 e dedicato alle migliori produzioni radiofoniche, televisive e multimediali provenienti da broadcaster pubblici e privati di tutto il mondo e in programma a L’Aquila dal 28 settembre al 2 ottobre prossimi.

Per cinque giornate L’Aquila sarà luogo di incontro e confronto tra protagonisti della cultura, dell’informazione, delle istituzioni, dell’università e della ricerca, chiamati a interrogarsi sulle trasformazioni che attraversano il servizio pubblico e l’ecosistema dei media: dall’innovazione all’intelligenza artificiale, dalla sostenibilità ai nuovi linguaggi della comunicazione. In questo scenario, i Vini d’Abruzzo portano al Prix Italia un racconto che parte dalla terra e arriva alle persone fatto di paesaggi, biodiversità, cultura produttiva e saperi che si tramandano, ma anche di innovazione e nuovi strumenti attraverso i quali il territorio può essere tutelato, conosciuto e vissuto.

Il tema dell’edizione 2026 del Prix Italia, “Play Human”, offre in questo senso una chiave particolarmente significativa: riportare la dimensione umana al centro del rapporto tra creatività, persone e nuove tecnologie. Ed è proprio questa “dimensione” umana a caratterizzare il vino, espressione di un territorio ma anche del lavoro, della sensibilità e del savoir-faire di chi ogni giorno custodisce il territorio e i suoi saperi.

I Vini d’Abruzzo saranno protagonisti dei momenti di degustazione e convivialità riservati ai delegati, ai broadcaster e agli ospiti italiani e internazionali del Prix Italia con aperitivi e cene, coordinati e realizzate da Cia Abruzzo, che offriranno l’occasione di incontrare e conoscere produzioni e piatti identitari insieme alla varietà della viticoltura regionale, dal Montepulciano d’Abruzzo al Cerasuolo d’Abruzzo, dal Pecorino alle altre espressioni dei vitigni autoctoni. Accanto alle degustazioni, il Consorzio porterà anche il territorio con “Vini d’Abruzzo Experience”, il corner dedicato al progetto “Abruzzo Virtual Tour” che sarà allestito all’interno della Sala Baiocco: un’esperienza immersiva, attraverso speciali visori, pensata per accompagnare gli ospiti alla scoperta dell’Abruzzo vitivinicolo e dei paesaggi da cui nasce la sua identità. Dalle montagne alla costa, dai parchi ai borghi, dalle vigne alle cantine, il calice diventa così una porta d’accesso a un territorio. Un modo semplice e immediato per raccontare un Abruzzo contemporaneo, nel quale tradizione e innovazione convivono e nel quale la tecnologia può amplificare il racconto senza sostituirsi all’autenticità dei luoghi e delle persone che li abitano e li custodiscono.

““Play Human” ci ricorda che, anche nell’epoca della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, al centro rimangono le persone, il loro lavoro, la loro creatività e la capacità di costruire relazioni – afferma Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. – È un tema che sentiamo particolarmente vicino perché il vino è, per sua natura, il risultato di un sapere umano che si tramanda e si rinnova. Nei Vini d’Abruzzo c’è la cura dell’ambiente, la tutela di un territorio straordinariamente ricco di biodiversità, ma anche l’arte e il savoir-faire dei nostri vignaioli, che ogni giorno trasformano questa ricchezza in un prodotto capace di raccontare l’Abruzzo nel mondo. Portare i nostri vini accanto al Prix Italia significa proprio questo: mettere il territorio e le persone che lo custodiscono in dialogo con il mondo della cultura, della comunicazione e dell’innovazione”.

PER APPROFONDIRE

La partecipazione al Prix Italia si inserisce in un percorso di valorizzazione dell’identità vitivinicola regionale. L’Abruzzo sta vivendo una fase di evoluzione nella quale la storica centralità del Montepulciano d’Abruzzo si affianca all’affermazione, sempre crescente, di un paniere di vini identitari capaci di raccontare la varietà del territorio e di intercettare nuovi consumi.

Tra questi il Cerasuolo d’Abruzzo, rosato dalla forte riconoscibilità, che con il caratteristico colore “cerasa” e il legame con il Montepulciano rappresenta una delle espressioni più distintive della regione. La denominazione si attesta oggi intorno ai 12 milioni di bottiglie, un risultato che testimonia la crescente affermazione di una tipologia capace di coniugare identità territoriale, versatilità e contemporaneità. Il Cerasuolo interpreta infatti una domanda sempre più orientata verso vini gastronomici e versatili, capaci di accompagnare cucine e occasioni di consumo differenti. Alla crescita sul mercato nazionale si affianca una presenza sempre più significativa sui mercati internazionali, con particolare attenzione agli Stati Uniti e ad altri mercati europei.

Accanto al Cerasuolo, il Pecorino d’Abruzzo è il volto di una nuova stagione dei bianchi regionali. Fresco, sapido e versatile negli abbinamenti, il Pecorino contribuisce a rafforzare l’immagine dell’Abruzzo anche come terra di grandi vini bianchi, affiancando il Trebbiano d’Abruzzo, la Passerina e gli altri vitigni autoctoni. L’evoluzione della viticoltura abruzzese procede insieme alla crescente consapevolezza del valore ambientale del territorio. L’Abruzzo è una regione nella quale la viticoltura convive con un patrimonio naturale di grande rilevanza, caratterizzato dalla presenza di quattro parchi, numerose riserve naturali e una significativa biodiversità, in un territorio che si estende dall’Appennino all’Adriatico.

In questo contesto, sostenibilità e cura del paesaggio rappresentano una componente sempre più importante dell’identità produttiva regionale. La viticoltura diventa così anche uno strumento per custodire il territorio e mantenere vivo il rapporto tra agricoltura, ambiente, comunità e paesaggio.

A questa evoluzione si collega anche il “Modello Abruzzo”, il percorso di revisione e valorizzazione del sistema delle denominazioni che punta a rendere più chiaro e riconoscibile il rapporto tra vino e territorio. La riorganizzazione delle denominazioni, l’introduzione della menzione “Superiore” e la valorizzazione delle sottozone rappresentano passaggi orientati a rafforzare l’identità geografica delle produzioni e a offrire al consumatore strumenti sempre più immediati per comprendere l’origine dei vini. Il vino diventa quindi uno strumento per raccontare un Abruzzo contemporaneo, nel quale tradizione e innovazione non sono alternative, ma parti dello stesso percorso. Un territorio capace di utilizzare anche gli strumenti digitali e immersivi per rendere più immediata la conoscenza del proprio patrimonio, senza perdere il legame con la terra, con il paesaggio e con le persone.

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