Vino italiano in crisi: consumi in calo e costi di produzione in aumento

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Inflazione di ottobre a +5,4%, e contestuale prezzo al consumo del vino che per Istat si attesta a -2,6%. A ciò si aggiunge l’aumento dei costi produttivi, rilevato da Ismea a settembre, dell’8,9% su base annua. Il settore – rileva Unione italiana vini (Uiv) – paga doppiamente la congiuntura negativa aggravata dall’escalation degli energetici. Da una parte i tagli dei consumatori a spese discrezionali come quelle per il vino, come rilevato nella recente indagine Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore con il vino in cima alla lista dei tagli dichiarati dagli italiani (35%) al carrello della spesa. Dall’altra l’aumento dei costi per un comparto fortemente esposto ai rincari dell’energia senza un corrispondente aumento dei prezzi di vendita.

“Sempre più spesso – ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – il nostro settore deve far fronte a fattori esogeni in un contesto di mercato sempre più sotto pressione. In tema di energetici, il disegno di legge di Bilancio prevede opportunità anche per il settore vitivinicolo, con misure di sostegno ai costi e incentivi agli investimenti per l’efficienza energetica, di cui auspichiamo una rapida e concreta attuazione. Sul fronte internazionale, chiediamo invece al Governo uno stanziamento straordinario aggiuntivo per la promozione del vino italiano sui mercati esteri, rafforzando le risorse già previste per l’internazionalizzazione. Una misura oggi più che mai necessaria per sostenere la competitività delle nostre imprese, alle prese con gli effetti dei dazi, la contrazione dei consumi e le difficoltà sui mercati internazionali, con la crescente competizione di nuovi Paesi che sono divenuti produttori di vino”.

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