Campo alla Sughera celebra i 25 anni dalla sua prima vendemmia che ha portato alla produzione di un unico vino: Arnione, il Bolgheri Superiore della tenuta. Un anniversario che ripercorre un quarto di secolo di vendemmie, condizioni climatiche diverse e continua ricerca della massima espressione qualitativa del territorio. La storia di Campo alla Sughera comincia infatti nel 2001, con una prima vendemmia coincisa con una delle migliori annate in Toscana: uve perfettamente sane, un equilibrio particolarmente favorevole tra zuccheri e acidità, grande spessore e ricchezza polifenolica: un esordio importante, che ha dato il via a un percorso di costante ricerca della perfezione enoica.
«In questi 25 anni abbiamo visto passare davanti ai nostri occhi condizioni molto diverse. Annate calde, annate più fresche, stagioni regolari e altre decisamente più impegnative. Ed è proprio questa variabilità che ci ha insegnato a conoscere sempre meglio i nostri vigneti» racconta Francesco Gagliardi, Responsabile Enologico di Campo alla Sughera. Di queste, alcune annate hanno avuto un impatto particolarmente significativo sullo sviluppo qualitativo dei vini della tenuta di proprietà della tedesca famiglia Knauf: il 2006, con il caldo accompagnato da importanti escursioni termiche, ha dato vini tra i più pieni e strutturati della storia dell’azienda; il 2009, caratterizzato da un andamento regolare, ha portato ricchezza e armonia. Nel 2013 è stata invece la maturazione lenta e graduale, favorita da un’estate asciutta e da un settembre stabile, a permettere di attendere in vigna il momento giusto. E ancora, il caldo e l’assenza di piogge del 2016, l’avvio più fresco del 2019 seguito da un rapido recupero, fino alla 2021, una vera annata “classica” bolgherese: ogni stagione ha posto domande diverse e richiesto risposte diverse.
«Il nostro Team riesce ad ottenere il massimo della qualità in ogni condizione climatica. Fare vini a Bolgheri in condizioni ottimali può sembrare ‘facile’; farlo in condizioni sfidanti è un’altra cosa ed è quello che sappiamo fare meglio» sottolinea il Winery Director Tommaso Alessandri.
È qui che i 25 anni di Campo alla Sughera acquistano il loro significato più profondo. Non nel tentativo di replicare ogni anno lo stesso vino, bensì nella capacità di interpretare ciò che ogni vendemmia porta con sé, mantenendo riconoscibile l’identità dei vini.
«Fare un vino perfetto è pressoché impossibile, ma ambire sempre alla perfezione fa tendere all’eccellenza» aggiunge Alessandri. Dopo 25 anni, Campo alla Sughera continua così il proprio percorso: con la consapevolezza maturata nel tempo, ma con la stessa ambizione della prima vendemmia. Quella di portare nel bicchiere, ogni volta, la migliore espressione possibile di Bolgheri.
ARNIONE 2022
L’espressione contemporanea di un percorso lungo 25 anni
Disponibile oggi sul mercato, Arnione Bolgheri Superiore 2022 è un vino dall’identità inconfondibile, elegante e ricercata. Nasce dalle migliori parcelle di Campo alla Sughera, vendemmiate e vinificate separatamente, per dare vita a un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Cabernet Franc, in ogni assaggio rivela la felice complessità di Bolgheri, tra la freschezza del mare e la struttura delle sue possenti colline.
Affina in barriques e tonneaux di rovere francese e prosegue la maturazione in bottiglia, esprimendo oggi il risultato di un’esperienza costruita vendemmia dopo vendemmia.
Rosso rubino denso, al naso esprime una grande e profonda complessità aromatica, con note balsamiche di eucalipto, arancia amara, amarena, fragola matura, completate da un’aria macchia mediterranea e spezie. In bocca è estremamente elegante, fine, strutturato e morbido, piacevolmente sapido, con un sorprendente finale di frutta rossa matura.

