Ogni vendemmia nasce dall’incontro tra il carattere del territorio e l’andamento irripetibile della stagione. Nel 2026, a Monteverro, la cantina di Capalbio affacciata sulle colline della Costa d’Argento, questo dialogo si è tradotto in un’annata particolarmente precoce, segnata da abbondanti riserve idriche nei suoli durante la prima parte dell’anno, da un’estate molto calda e da una maturazione accelerata che ha richiesto scelte tempestive e un’osservazione costante di ogni singola parcella.
«L’inverno e l’inizio della primavera sono stati molto piovosi e ci hanno permesso di arrivare all’inizio di giugno con una disponibilità d’acqua molto elevata nei suoli. Le piante erano in ottimo equilibrio e hanno iniziato la stagione estiva nelle condizioni migliori», racconta Matthieu Taunay, enologo di Monteverro.
Il cambio di passo è arrivato a partire dalla prima settimana di giugno, quando le temperature sono aumentate in maniera significativa. Dall’inizio di luglio le viti hanno iniziato a risentire dello stress idrico, con una conseguenza evidente soprattutto sulle dimensioni degli acini, più piccoli rispetto alla norma. Un fenomeno che ha determinato una forte accelerazione della maturazione dopo l’invaiatura.
Lo chardonnay è stato il primo a manifestare gli effetti di questa annata eccezionalmente precoce: la vendemmia è iniziata il 31 luglio e si è conclusa già il 3 agosto, in una finestra estremamente concentrata. Una scelta netta, dettata dalla volontà di cogliere il momento di massima espressione delle uve: «abbiamo deciso di anticipare in maniera importante la raccolta e di concentrarla in pochissimi giorni. Era fondamentale preservare l’equilibrio tra acidità, alcol e componente aromatica, tre elementi che definiscono l’eleganza del nostro chardonnay», ha commentato Taunay.
La precocità non ha riguardato soltanto le varietà bianche. Anche le varietà a bacca rossa più precoci, merlot e syrah, sono state raccolte eccezionalmente presto, prima di Ferragosto. In questo caso la dimensione ridotta degli acini ha reso particolarmente importante monitorare il rischio di disidratazione, che avrebbe potuto compromettere la freschezza e soprattutto la componente di frutta rossa, elemento essenziale per la purezza e l’eleganza aromatica dei vini Monteverro.
Il 25 agosto, la vendemmia è entrata nella fase dedicata ai primi cabernet, mentre le selezioni provenienti dalle parcelle più qualitative sono previste a inizio settembre. A guidare le decisioni saranno ancora una volta l’assaggio diretto delle uve e l’osservazione quotidiana delle singole parcelle.
«Un’annata così particolare ha generato una forte eterogeneità tra le diverse parcelle. Per noi questa può diventare una grande opportunità, ma soltanto se riusciamo a controllarla e a non subirla. Dobbiamo continuare ad assaggiare, osservare e soprattutto essere flessibili, perché nel 2026 più che mai ogni decisione dovrà essere presa in funzione della singola vigna», conclude Taunay.
La vendemmia 2026 di Monteverro si presenta dunque come un esercizio di precisione e capacità di adattamento. In un’annata che ha accelerato i tempi e ridisegnato gli equilibri consueti, la sfida sarà trasformare la variabilità in complessità, preservando quella ricerca di equilibrio, eleganza e purezza aromatica che da sempre caratterizza lo stile della cantina.
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