Tenuta Monteti è un’azienda vitivinicola nella bassa Maremma Toscana, nei pressi di Capalbio. Nasce nel 1998 dal progetto pionieristico di Gemma Bracco e Paolo Baratta, affiancati fin dall’inizio dall’enologo consulente Carlo Ferrini, ed è guidata oggi dalla figlia Eva Baratta e da suo marito Javier Pedrazzini. La proprietà si estende su 142 ettari, in una piccola valle protetta dal colle Monteti e aperta alla brezza del mare, dove i 30 ettari di vigneto sono lavorati come “30 volte un ettaro”: ogni parcella viene seguita, vendemmiata, vinificata e affinata separatamente, in un percorso di ricerca fondato su precisione, sostenibilità e riconoscibilità territoriale.
Una scelta pionieristica nella bassa Maremma
La storia di Tenuta Monteti comincia alla fine degli anni Novanta, quando Gemma e Paolo Baratta, dopo anni di ricerca in Toscana, individuano una piccola valle nelle prime colline della Maremma meridionale. In un’area allora ancora lontana dai principali percorsi della viticoltura di alta qualità, la loro scelta assume fin dall’inizio un carattere pionieristico, abbracciando in pieno la libertà di partire da zero, senza un modello produttivo già tracciato, ascoltando il suolo, il clima e il paesaggio, per costruire una propria identità.
Una valle protetta, a 15 chilometri dal mare
La proprietà si estende oggi su 142 ettari, di cui 30 vitati e 20 dedicati agli olivi in regime biologico. Il resto è composto da boschi, campi liberi, giardini e roseti, in un paesaggio ancora profondamente silvestre, dove macchia mediterranea, colline, luce e brezza marina definiscono il contesto produttivo della tenuta. Il colle Monteti, che dà il nome all’azienda, protegge le vigne dai venti diretti del Mediterraneo e permette alla brezza di attraversare la valle costantemente, favorendo salubrità ed equilibrio nella maturazione delle uve.
Il metodo parcellare: “30 volte un ettaro”
Fin dall’origine, Tenuta Monteti ha impostato il proprio lavoro su un metodo parcellare rigoroso. I 30 ettari di vigneto sono considerati come “30 volte un ettaro”: ogni parcella viene osservata, seguita, vendemmiata, vinificata e affinata separatamente, per comprenderne il carattere e accompagnarne l’espressione con precisione. La cantina, completata nel 2004, anno della prima vendemmia, è stata progettata in coerenza con questa visione: interrata per due terzi, circondata da flora autoctona, integrata nel paesaggio, concepita per lavorare per gravità e per vinificazioni parcellari distinte.
La continuità familiare
Dal 2010, Eva Baratta, figlia dei fondatori, e suo marito Javier Pedrazzini guidano l’azienda, portando avanti il progetto originario con una crescente attenzione alla precisione agronomica, alla sostenibilità e alla definizione stilistica dei vini. Negli anni, il lavoro in vigna e in cantina si è progressivamente affinato: agricoltura di precisione, gestione mirata delle singole parcelle, selezione manuale delle uve, vinificazioni separate e ricerca sui legni, concorrono a un obiettivo comune: produrre vini riconoscibili, sartoriali, capaci di restituire la Maremma di Capalbio attraverso equilibrio, profondità ed eleganza.

Sostenibilità certificata
La sostenibilità è parte integrante di questo percorso. Dal 2017 Tenuta Monteti ottiene la certificazione V.I.V.A. “Vitivinicoltura Sostenibile” del Ministero dell’Ambiente, relativa all’intero processo produttivo, non solo alla vigna ma anche alla vinificazione. A questa si affianca la certificazione SQNPI Qualità Sostenibile. La produzione di olio extravergine di oliva biologico completa una visione agricola che considera vigneti, oliveti, boschi e campi come elementi interconnessi dello stesso ecosistema.
Tre vini, una gamma essenzialeLa gamma dei vini è volutamente essenziale, segno di un lavoro che si focalizza sulla ricerca e sulla massima qualità. Monteti e Caburnio, nati con la prima annata, sono pensati fin dall’inizio come due vini distinti, non come primo e secondo vino: il primo legato alla profondità dei boschi e al fascino del Petit Verdot; il secondo alla solarità della Maremma e alla macchia mediterranea. Nel 2014 si aggiunge TM Rosé, nato per completare il dialogo della tenuta con il proprio paesaggio costiero. Tre vini, tutti Toscana IGT, che, attorno ai loro vitigni portanti, vengono costruiti ogni anno senza formule fisse ma interpretando l’andamento dell’annata e l’evoluzione delle singole parcelle.

