E sono nove! Iniziata con quella targata 2019, la serie delle Guide “on line” che Vinodabere.it, prima e unica testata specializzata a farlo, dedica ai Vini della Sardegna taglia, col rilascio dell’edizione 2027, un traguardo davvero importante. E che assume ulteriore valore visto il momento particolarmente complesso (e non semplice) che tutto l’enomondo italiano e internazionale stanno vivendo. E se i numeri su questo fronte, al solito, non mentono (i campioni inviati e testati dal team della Guida, curata dai giornalisti Maurizio Valeriani e Antonio Paolini, indice della vivacità complessiva del comparto produttivo che li fornisce, sono in calo, pur lieve, rispetto all’edizione precedente), le stesse cifre parlano però poi chiaro, anzi chiarissimo, sia sulla costante ed evidente tendenza al rialzo della media qualitativa dei vini proposti (e dunque del comparto vitivinicolo sardo nel suo complesso) che sull’interesse che questo spicchio sempre più definito e originale della produzione nazionale riesce a suscitare tra professionisti, appassionati e semplici ma attenti consumatori.
L’uscita della Guida completa è stata infatti preceduta da ben 16 trailer, uscite parziali dedicate ognuna a uno spicchio territoriale o di tipologia del comparto. Ebbene: la media di visualizzazioni per i 16 “episodi” di questa serie alla Netflix è stata di 35 mila per un totale di 560 mila. Un risultato che parla chiaro. Cosi come parlano chiaro le 118
Standing Ovation assegnate sui 331 campioni che hanno meritato la recensione in Guida, con una percentuale siderale del 35,6%, ovvero più d’un premio d’eccellenza per ogni tre campioni censiti.
A fare la differenza sono la capacità in costante ascesa (e premiata appunto da meritati riconoscimenti), l’impegno di quelli storici e l’affacciarsi di nuovi protagonisti. Confortati soprattutto sul fronte Bianchi (dunque anzitutto Vermentino) dalla complicità di un’annata, la 2025, decisamente umana e propizia se paragonata a precedenti e alla attuale. E che, in un sub-territorio particolarmente vocato e celebre per finezza come la Gallura ha regalato sensazioni e risultati incantevoli per eleganza anche sul versante rosso, alias Cannonau.
Tra le Standing Ovation, sette i magnifici super top approdati al diploma di vino perfetto: i 100/100. Sono due bianchi, due rossi, e, a sorpresa (fino a un certo punto: la Sardegna ne è patria orgogliosa e malgrado la tendenza commerciale non esaltante, il livello, Vernaccia oristanese in testa, si è confermato in degustazione straordinario) un vino da ossidazione e due vini dolci (l’elenco dei super 7 chiude questo comunicato).
Ovviamente, e in base a quanto detto, non poteva che essere la già citata Gallura a far la parte del leone, anzitutto col suo prodotto bandiera, il Vermentino: 19 Standing Ovation su 38 vini in Guida (contro il rapporto 8 a 62 del resto dell’isola) e poco altro da aggiungere.
Benissimo sul fronte colorato, parlando di Cannonau, e oltre la crescita gallurese, ancora una volta Mamoiada: 11 Standing Ovation su 20 presenze. Ma fanno benissimo anche i Carignano con 12 vini al top di 24 e si propone in rampante ascesa il Cagnulari, che si assicura 6 allori su 23 recensiti. E infine, a ulteriore conferma che un terroir, quando è Grand, sa aver anche più facce, Mamoiada si ripropone anche, imperiosa, con le sue Granazza (4 Standing Ovation su 6). E altrettanto, esaltata dalla già citata grazia d’annata, fa la Gallura affiancando al rullo compressore Vermentino ben 5 Cannonau a premio. Con la varietà gratificata anche dai risultati di Romangia (3 premiati), Orgosolo e Ogliastra, entrambe con due decorati sugli appena 3 vini rispettivamente presentati.
Un’ultima notazione, che va oltre i numeri e, in un certo senso anche lo stesso ambito del riscontro di qualità del singolo calice o bottiglia, è il rapporto intimo e identitario che lega i vini sardi alle loro sottozone di produzione, e intreccia anche qui in modo unico gusto, bellezza e paesaggio. È per questo (e pensando a un incoming turistico isolano sempre più interessato anche alle zone interne con i loro sapori e i loro vini come calamita) che ogni puntata della Guida è stata aperta da foto di copertina “vere” dei vigneti della sottozona e/o tipologia corrispondente. Perché mai come in questo caso è importante che anche l’occhio – come si dice comunemente – abbia la sua parte. La stessa logica ha indotto il progetto della Guida a testimoniare l’impegno sempre più evidente ed evoluto che i produttori dedicano al packaging dei loro vini. Ognuno di quelli recensiti dunque viene presentato in una scheda corredata dalla foto della bottiglia.
La Guida Completa è di accesso gratuito e disponibile qui:
La Squadra
Curatori: Maurizio Valeriani e Antonio Paolini.
Revisione dei testi a cura di Pino Perrone.
Attività di redazione web a cura di Daniele Moroni.
Autori dei testi:
Salvatore Del Vasto, Federico Gabriele, Maurizio Gabriele, Emanuele Giannone, Paolo Manna, Daniele Moroni, Gianmarco Nulli Gennari, Antonio Paolini, Pino Perrone, Stefano Puhalovich, Cristina Santini, Franco Santini, Susanna Schivardi, Gianni Travaglini, Paolo Valentini, Maurizio Valeriani.
Hanno completato la squadra di assaggio: Paolo Carpino, Paolo Frugoni, Riccardo Mugnaini.
Di seguito l’elenco dei 7 vini che hanno centrato i 100/100
Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Campianatu 2024 – Campianatu
Vermentino Ruinas del Fondatore 2023 – Depperu
Vernaccia di Oristano Riserva 2016 – Fratelli Serra
Vino da uve stramature Latinia 2021 – Cantina Santadi
Moscato di Sorso Sennori Antas 2024 – Cantina Sorso Sennori
Carignano del Sulcis Superiore Arruga 2022 – Sardus Pater Cannonau di Sardegna Ghirada Elisi Sa’e Antoni 2024 – Francesco Cadinu

