Nikolas Juretic è il Giovane Vignaiolo dell’anno di Slow Wine 2027

Articoli interessanti

Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Nikolas Juretic, vignaiolo dell’omonima azienda agricola di Cormons nel Collio goriziano, è il vincitore del Premio al Giovane Vignaiolo di Slow Wine 2027. Il riconoscimento gli è stato consegnato il 17 ottobre a Milano, durante la presentazione della diciassettesima edizione della guida di Slow Food Editore, che ogni anno dedica questo premio speciale a un interprete della nuova generazione del vino italiano. 

La guida lo premia «per la capacità di osservare prima di agire e ascoltare prima di decidere. Per una viticoltura fatta di conoscenza, sensibilità e attenzione quasi individuale alla vite, capace di tradursi in vini mai scontati e profondamente legati ai luoghi da cui provengono. E per aver affiancato al lavoro personale una visione collettiva, contribuendo con Senza Meja a riunire una nuova generazione di vignaioli friulani e sloveni». 

Slow Wine 2027 assegna inoltre all’azienda la Bottiglia, il simbolo riservato alle cantine che esprimono una qualità elevata e costante su tutti i vini degustati, e segnala il suo Mont 2024 come Top Wine e Vino Slow, i riconoscimenti con cui la guida premia i vini eccellenti all’assaggio e capaci di esprimere nel bicchiere territorio, storia e ambiente. 

Classe 1990, Nikolas ha costruito il proprio percorso interamente sul campo. Dopo il liceo artistico, a diciannove anni inizia a viaggiare e a lavorare in aziende vitivinicole in Italia e all’estero. Decisivo il periodo in Australia, nel 2012 e nel 2013, da Quealy Winemakers sulla Mornington Peninsula: è dall’altra parte del mondo che, lavorando a un Friulano macerato – il vitigno di casa – matura il desiderio di fare un giorno il proprio vino. Rientrato in Italia, entra nel team di Simonit&Sirch: per oltre dieci anni si occupa di consulenza e formazione sulla potatura ramificata tra Nord e Sud America ed Europa. Un mestiere che insegna a osservare la pianta e a immaginarne la crescita con pochi tagli, e che ritorna oggi nel modo in cui Nikolas lavora le sue vigne.  

Nel 2018 inizia a vinificare a Cormons le uve delle vigne di famiglia, che il padre aveva sempre coltivato vendendone la produzione. Dal 2020 al suo fianco c’è la compagna Lena-Maria Julier detta «Lelle», enologa cresciuta in una famiglia di vignaioli in Germania, con cui condivide ogni scelta produttiva. Dal 2025 Nikolas si dedica all’azienda a tempo pieno: oggi i vigneti sono circa 3 ettari, per una produzione di 15.000 bottiglie, destinate per il 70% all’estero. 

Le vigne, tutte con oltre cinquant’anni di età, si trovano nei cru di Montona, Pradis e Bosc di Sot e a San Floriano del Collio, sulla ponca, il flysch di marne e arenarie calcaree tipico della zona. Gli impianti, a bassa densità (tra 2.500 e 3.500 ceppi per ettaro), confinano con il bosco, sono certificati biologici da venticinque anni e condotti secondo i principi della permacultura. Nelle parcelle a impianto promiscuo le varietà – Friulano, Malvasia Istriana, Ribolla Gialla, Pinot Grigio e Picolit tra i bianchi, Schioppettino, Merlot e Carmenere tra i rossi – vengono vendemmiate e vinificate insieme: ogni vigna dà il proprio vino, con tutte le sue varietà. In cantina, macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea, lungo affinamento sulle fecce in legno e cemento e imbottigliamento senza filtrazione. 

La gamma comprende oggi quattro etichette, tre bianchi e un rosso. Il vino simbolo è Mont, Friulano con piccole quote di Picolit e Malvasia Istriana da una vigna del 1968 sul Monte Quarin, da sempre della famiglia: un bianco di spiccata tensione acida e chiusura salina. Le etichette sono dipinte dallo stesso Nikolas.  Accanto al lavoro in vigna c’è quello collettivo. Nikolas è presidente di Senza Meja, l’associazione transfrontaliera nata nella primavera del 2025 che riunisce 25 giovani vignaioli tra Collio, Brda, Carso e Colli Orientali, accomunati dall’agricoltura biologica o biodinamica e dalle fermentazioni spontanee. L’associazione promuove il territorio con eventi e degustazioni, anche attraverso l’enoteca pop-up di Gorizia, e organizza formazione e momenti di confronto tra i soci, al di là di un confine che per questi vignaioli è soltanto una linea sulla mappa.

- Supporta Bereilvino.it -Donazione Paypal

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Supporta Bereilvino.it -Donazione PayPal

Ultimi articoli

Cantine Italiane