Consorzio Tutela Roero: è Alessandro Costa il nuovo presidente

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Si è svolta mercoledì 15 luglio l’assemblea per la nomina del nuovo presidente e dei membri del Consiglio del Consorzio di Tutela del Roero: sarà Alessandro Costa a guidare il Consorzio piemontese fino alla primavera del 2029. 

Quarta generazione della cantina Nino Costa di Montà, storica realtà vitivinicola nel cuore del Roero, dopo la laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università degli Studi di Torino, Costa ha arricchito la propria formazione con esperienze negli Stati Uniti e in Francia, prima di entrare stabilmente nell’azienda di famiglia. Quarantatre anni, quattro lingue parlate, oggi guida, insieme alla famiglia, lo sviluppo della cantina, impegnandosi nella promozione del Roero attraverso vini che ne interpretano l’identità, integrando una conoscenza profonda delle proprie radici con la capacità di guardare al futuro, attraverso un approccio aperto all’innovazione, alla qualità e alla valorizzazione del territorio.

“Accolgo questo incarico con grande emozione e con un profondo senso di responsabilità, ringraziando innanzitutto Massimo Damonte e Francesco Monchiero, che mi hanno preceduto nello svolgimento di questo incarico. – sono queste le prime parole del neo eletto presidente Alessandro Costa – Essere chiamato a presiedere il Consorzio Tutela Roero è per me un grande onore e rappresenta l’opportunità di mettere la mia esperienza al servizio di un territorio che amo profondamente. Sono consapevole che la mia nomina rappresenti anche un segnale di fiducia verso una nuova generazione di produttori, chiamata a raccogliere il testimone con entusiasmo, spirito di iniziativa e una visione orientata al futuro. Insieme al nuovo Consiglio di Amministrazione, formato da produttrici e produttori di grande competenza e valore, lavoreremo per dare continuità al percorso intrapreso negli ultimi anni, valorizzando quanto è stato costruito e portando nuove idee, energie e progettualità. Il Roero ha dimostrato di saper crescere con determinazione e oggi ha tutte le potenzialità per rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento. Il nostro impegno sarà quello di continuare a investire e a raccontare con orgoglio un territorio unico al mondo, capace di distinguersi per qualità, identità e coesione”.

Alessandro Costa nuovo presidente Consorzio Tutela Roero
Alessandro Costa, nuovo presidente Consorzio Tutela Roero

Alessandro Costa sarà affiancato dal Consiglio di Amministrazione composto da 14 consiglieri, espressione delle diverse realtà produttive del Roero. La nuova governance rappresenta la continuità del percorso intrapreso a partire dal 2013, anno di fondazione del consorzio che oggi conta 265 soci e oltre 1300 ettari di vigneti, con l’obiettivo di promuovere, tutelare e valorizzare i vini Roero DOCG e, al tempo stesso, l’avvio di una nuova fase orientata a rafforzare il ruolo della denominazione sul mercato locale e internazionale. Il tutto continuando a divulgare l’identità unica di un territorio Patrimonio UNESCO, congiuntamente alla tradizione produttiva portata avanti dai viticoltori e produttori della zona.  Il Consorzio Tutela Roero rinnova così il proprio impegno al servizio dei produttori e del territorio nel promuovere un modello di sviluppo condiviso fondato sulla qualità, sul rafforzamento dell’identità enologica e sulla sostenibilità ambientale ed economica che accresce il valore di una realtà d’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

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