L’Abruzzo del vino conquista New York: oltre 4.000 presenze per Move the Passion

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Un autentico bagno di folla, migliaia di partecipanti e lunghe file agli ingressi delle diverse strutture coinvolte. L’Abruzzo del vino conquista New York e chiude con un bilancio positivo l’edizione 2026 di Move the Passion, l’evento internazionale dedicato ai vini abruzzesi e promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo che ha animato nei giorni scorsi Manhattan con degustazioni, masterclass, incontri professionali e appuntamenti aperti al pubblico. Oltre 4.000 persone hanno preso parte alle iniziative organizzate tra Hall des Lumières, New York Vintners e Arlo Soho Rooftop, confermando l’interesse crescente del mercato americano per le produzioni vitivinicole abruzzesi.

L’iniziativa, inserita nel programma The Charming Taste of Europe, progetto cofinanziato dall’Unione Europea per la promozione dell’agroalimentare di qualità e della cultura del vino europeo, che si è svolto nella prima settimana di giugno, ha coinvolto operatori del settore, giornalisti, buyer, ristoratori, influencer e consumatori. Nel cuore della grande mela, le eccellenze regionali del vino si sono raccontate anche con una masterclass dedicata al Cerasuolo d’Abruzzo, guidata da Alison Napjus, senior editor e tasting director di Wine Spectator, una delle più autorevoli testate del giornalismo enologico statunitense, cui hanno preso parte oltre 70 persone qualificate tra giornalisti, sommeliers, operatori commerciali e professionisti del settore.

Apprezzata anche la degustazione “walk-around” riservata agli operatori. Un’occasione di incontro diretto tra produttori e mercato americano con protagoniste 28 cantine abruzzesi: Agricola Olivia, Azienda Tilli, Biagi, Buccicatino, Cantina Orsogna, Cantina Valle Tritàna, Cantine Mucci, Cantine NAE, Casal Thaulero, Cascina del Colle, Castorani, Ciavolich, Citra, Colle Moro, Contesa, Crea, Fratelli Barba, Lidia e Amato, Mastrangelo, Nicodemi, Pasetti, Talamonti, Tenuta I Fauri, Tenuta Terraviva, Tenuta Tre Gemme, Torre Zambra, Valori e Vignamadre.

Interesse anche per gli appuntamenti di networking. Alla cena di gala ospitata alla Hall des Lumières, con professionisti del settore, rappresentanti dei media, buyer, operatori dell’ospitalità e ospiti istituzionali, ha preso parte il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, la cui presenza ha conferito ulteriore prestigio a un appuntamento dedicato a rafforzare i rapporti culturali ed economici tra Italia e Stati Uniti. Tra gli ospiti, anche i rappresentanti delle principali testate specializzate americane e numerosi protagonisti della ristorazione e del commercio del vino della città di New York.

A rendere ancora più significativa la missione americana è stata la formula diffusa dell’evento, sviluppata su tre diverse prestigiose strutture di Manhattan. La Hall des Lumières ha rappresentato il cuore scenografico dell’esperienza, tra videomapping immersivi, degustazioni e momenti di intrattenimento. New York Vintners ha ospitato il percorso più tecnico e didattico dedicato ai vini e ai territori, mentre l’Arlo Soho Rooftop ha proposto una dimensione più di tendenza unendo vino, musica e socialità con una vista privilegiata sullo skyline di New York. Una proposta esperienziale, dunque, che ha consentito ai visitatori di muoversi tra le diverse sedi e vivere un racconto originale della vitivinicoltura abruzzese.

“La risposta del pubblico e degli operatori è stata straordinaria. Abbiamo registrato un forte interesse in tutti gli appuntamenti; dalla masterclass, che ha fatto registrare il tutto esaurito, fino agli eventi aperti al pubblico che hanno coinvolto circa 4.000 persone. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per i vini abruzzesi e vedere una partecipazione così ampia e qualificata conferma che il percorso intrapreso negli ultimi anni sta dando risultati importanti. Oggi l’Abruzzo – ha raccontato il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Alessandro Nicodemi – è sempre più riconosciuto e apprezzato non solo per la qualità dei suoi vini, ma anche come territorio e come brand. È un segnale che abbiamo riscontrato non solo a New York, ma anche in altre città americane come Boston e Denver, dove il nome Abruzzo è sempre più presente nelle carte dei vini, nelle attività di promozione e nelle scelte degli specialisti del settore. Un interesse crescente – ha aggiunto Nicodemi – che testimonia come il lavoro di valorizzazione portato avanti negli anni stia producendo risultati concreti e contribuendo a consolidare l’identità della regione tra le realtà vitivinicole italiane più apprezzate e riconoscibili sul mercato internazionale”. È prima volta che l’Abruzzo del vino si presenta a New York con un’iniziativa di questa portata, capace di coinvolgere contemporaneamente l’aspetto commerciale e il grande pubblico. Un risultato che rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di promozione internazionale sviluppata dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo sui mercati considerati più strategici. Gli Stati Uniti si confermano, infatti, il principale mercato estero per i vini abruzzesi, la cui presenza negli ultimi dieci anni, è cresciuta costantemente oltreoceano, sia in termini commerciali sia sotto il profilo della riconoscibilità del territorio e del valore del brand Abruzzo.

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