Un vino fuori dagli schemi, che affonda le sue radici nel Quattrocento e riporta in vita una tradizione enologica unica, fatta di tempo, memoria e sentimento. In anteprima a Wine Paris (09-11 febbraio), l’Azienda Salvaterra presenta Lovers’ Gambit, una nuova linea che segna un profondo rinnovamento di immagine e di filosofia produttiva, restituendo al Valpolicella una lettura inedita, colta e profondamente contemporanea.
Il progetto nasce nel cuore della Tenuta Salvaterra, racchiusa tra mura del 1400 e circondata da cinque ettari che conservano intatto il fascino di un tempo sospeso. È qui che l’enologo Enrico Nicolis, insieme al team della Cantina, ha intrapreso un percorso di ricerca che guarda indietro nei secoli per andare avanti, riscoprendo pratiche antiche e reinterpretandole con sensibilità moderna.
Per comprendere Lovers’ Gambit bisogna tornare all’epoca del Rinascimento, quando la potente famiglia veronese Giona scelse questi luoghi come residenza di villeggiatura. In un periodo di grande fermento culturale, artistico e intellettuale, nella Tenuta si svilupparono tradizioni enologiche straordinarie: i lavoranti pigiavano l’uva ricevuta dalla famiglia durante l’inverno e fermentavano piccoli quantitativi alla volta, senza sprechi, garantendo continuità di vino e nutrimento. Ogni fermentazione dava origine a un vino diverso. Una consuetudine antica che, ancora oggi, ispira la produzione Salvaterra.
Nascono così vini come il Riposato, il Bianco e il Rosso. Il Riposato Bianco, definito nei documenti storici “Flavum Aurum Tenutae”, l’oro giallo della Tenuta, mentre i rossi rappresentavano il cuore del commercio della famiglia Giona, protagonisti di feste, banchetti e incontri nei celebri giardini all’inglese e all’italiana. Un contesto in cui si intrecciano storie di amori, promesse mancate, fughe, duelli e partite a scacchi – l’arte nobile che animava le sale della biblioteca e le lunghe estati protette da sguardi indiscreti.
Lovers’ Gambit riporta tutto questo nel presente. Le bottiglie diventano capitoli di un racconto romantico, le etichette ne custodiscono la narrazione, e il vino restituisce profumi e gusti antichi, quasi dimenticati. Salvaterra sceglie così di preservare la bellezza e l’identità di questi luoghi, condividendole con il pubblico attraverso una linea che unisce storia, eleganza e autenticità.
Le occasioni di consumo sono molteplici e trasversali: dall’aperitivo con il Rosato Spumante Charmat da Corvina, produzione limitata e unica, al Riposato Bianco, elegante e strutturato, con sentori di frutta esotica, ideale con pasta fresca e verdure dell’orto. Il Valpolicella accompagna formaggi e salumi, il Ripasso Rosso esalta gli stracotti, mentre l’Amarone, suadente e profondo, invita a essere gustato anche da solo, per puro piacere.
La produzione è limitata e destinata principalmente al canale Ho.Re.Ca., ma pensata per essere accessibile e comprensibile a un pubblico ampio ed eterogeneo. Presentata in anteprima durante Amarone Opera Prima a Verona, la linea ha già suscitato grande interesse e numerose richieste.
I vini Lovers’ Gambit saranno disponibili presso la Tenuta a partire dalla prima settimana di marzo 2026 e successivamente distribuiti dai principali operatori Ho.Re.Ca.
Lovers’ Gambit: ogni sorso diventa una mossa nel gioco dell’amore, dove il gusto incontra la storia e ogni bottiglia racconta un romance del Quattrocento.

Storica realtà della Valpolicella Classica, Salvaterra nasce in una tenuta di fine Quattrocento attorno a Villa Giona, dimora rinascimentale circondata da vigneti storici. Oggi la cantina gestisce circa 200 ettari vitati, produce 3 milioni di bottiglie ed esporta in oltre 55 Paesi nel mondo. Guidata da una visione che unisce tradizione, ricerca enologica e sostenibilità, Salvaterra interpreta il territorio con vini eleganti, identitari e capaci di coniugare memoria storica e sensibilità contemporanea.

