Situata a metà strada tra il massiccio della Maiella e il mare Adriatico, da oltre vent’anni Di Sipio traduce il peculiare microclima di questo angolo di Abruzzo in vini frutto di tradizione, territorio e memoria familiare. Questo legame diretto trova oggi una nuova sintesi nella consulenza di Graziana Grassini, che dal 2025 affianca la proprietà nel dare forma alla sua visione di eccellenza enologica abruzzese.
La storia di Di Sipio ha inizio con un ritorno alle origini. Nicola Di Sipio, oggi imprenditore e Cavaliere del Lavoro, nel 2001 decide di acquistare una tenuta a Ripa Teatina, la stessa dove il padre Peppino, decenni prima, lavorava come bracciante. Quello che nasce come un omaggio alle radici si trasforma in un progetto vitivinicolo concreto nel 2004 con l’inaugurazione della cantina. Dal 2019, la guida dell’azienda è affidata al figlio Paolo Di Sipio, che ha impresso una fase più strutturata e orientata a un alto posizionamento qualitativo, consolidando un’identità precisa e riconoscibile nel panorama italiano. Di Sipio è però un luogo prima ancora che un’azienda: i 40 ettari vitati si sviluppano in un unico appezzamento tra i 100 e i 280 metri di altitudine, in un ecosistema agricolo articolato dove vigneti, uliveti, campi coltivati e un lago convivono in equilibrio, rendendo la biodiversità una componente strutturale del progetto. Il microclima, caratterizzato da escursioni termiche significative e ventilazione costante, favorisce maturazioni lente e profili aromatici complessi. La filosofia produttiva mette al centro il vigneto, con una gestione agronomica attenta all’equilibrio naturale e a un’idea di sostenibilità concreta. Il Montepulciano d’Abruzzo trova qui una delle sue espressioni più autentiche, coltivato nei vigneti della tradizione, dove i filari di vite si alternano agli ulivi secondo un assetto agricolo antico, ancora profondamente radicato nel paesaggio rurale abruzzese.
Il progetto architettonico della tenuta riflette questo dialogo costante tra passato e futuro: il recupero di una villa del Millecinquecento, un tempo frequentata da Gabriele d’Annunzio, si integra armoniosamente con la cantina contemporanea, firmata dall’architetto Rocco Valentini e premiata per il suo design d’avanguardia. Proprio da questa filosofia produttiva e di accoglienza prendono forma alcuni dei vini simbolo di Di Sipio: il Metodo Classico Brut Rosé, di cui l’azienda è stata pioniera in regione, e il Cerasuolo d’Abruzzo Setterose, nato dal racconto di un gesto d’amore familiare.
Eccellenza ante-litteram: Metodo Classico Brut Rosé
Il Metodo Classico Brut Rosé rappresenta una delle espressioni più distintive della filosofia Di Sipio, realtà che ha aperto la strada a questa produzione in Abruzzo. La sua identità è profondamente legata al territorio e, in particolare, alla presenza del lago naturale interno alla tenuta, il cui microclima influisce direttamente sulla maturazione dei vigneti di Chardonnay. L’azione del bacino idrico mitiga le temperature e garantisce una freschezza costante, fondamentale per preservare l’acidità e l’eleganza delle uve. Ottenuto da un blend di Pinot Nero e Chardonnay, questo spumante affronta un lungo affinamento sui lieviti di oltre 36 mesi. Il risultato è un vino dal colore rosa antico e dal perlage finissimo, caratterizzato da note di frutta selvatica, fiori freschi e sentori agrumati di mandarino e bergamotto. Al palato è salino, verticale e dinamico, perfetto per accompagnare i momenti più conviviali.
Setterose Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025: il rosato del cuore
Setterose è l’interpretazione più fine del Cerasuolo d’Abruzzo di casa Di Sipio. Il suo nome nasce da un ricordo intimo e radicato nella storia della famiglia: il mazzo di rose che Peppino Di Sipio regalava ogni domenica alla moglie Elisa. Un gesto quotidiano che racchiude un’idea di armonia e benessere autentico, la stessa che questo vino restituisce nel calice. Prodotto con uve Montepulciano coltivate su suoli freschi limoso-sabbiosi vicino al lago della tenuta, si distingue per un colore ciliegia luminoso e un profilo olfattivo sincero, con richiami di petali di rosa e frutti rossi croccanti. La sua progressione verticale e la spiccata mineralità lo rendono un vino estremamente versatile, perfetto dall’aperitivo ai piatti di mare.


