Dalla Sicilia a Vinoble 2026: “Sun Belt” patrimonio culturale immateriale dell’umanità

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

C’è una storia europea fondata sul vino, sulla cooperazione tra territori e sulla valorizzazione del patrimonio immateriale mediterraneo. Coinvolge la Sicilia e sarà raccontata alla prossima edizione del Vinoble di Jerez de la Frontera, che si svolgerà dal 30 maggio al 1 giugno 2026 in Andalusia. La partecipazione della Regione Siciliana al Vinoble 2026 segnerà l’identità e la crescita enologica dell’Isola nel panorama internazionale all’interno del più prestigioso salone dedicato ai vini liquorosi, fortificati e dolci naturali.

Il direttore dell’Istituto Regionale Vino e Olio (IRVO) Vito Bentivegna e il presidente dei Paladini di Sicilia Diego Maggio, presenzieranno in Spagna in rappresentanza della Regione Siciliana a seguito della stesura del dossier e del coordinamento con i partner internazionali del progetto finalizzato alla candidatura UNESCO della antica pratica della fortificazione dei vini nella “Sun Belt”, la Fascia Mediterranea del Sole, mirando a innalzarne l’identità come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Il progetto coinvolge attualmente quattro grandi poli della produzione storica dei vini fortificati: Marsala per l’Italia; Jerez-Xérès-Sherry per la Spagna; Samos per la Grecia; la Confederazione dei Vins Doux Naturels della Francia Mediterranea.

L’ambito riconoscimento UNESCO è la meta: non solo sigillerebbe la pratica della fortificazione dei vini come tecnica produttiva, ma la identificherebbe come patrimonio culturale vivente, frutto di saperi tramandati, identità comunitarie, relazioni storiche e antichi commerci marittimi ed evoluzioni contemporanee che abbracciano i territori del Mare Nostrum tra l’Europa mediterranea e l’Atlantico.

Nel corso del Vinoble 2026 verrà illustrato lo stato di avanzamento del progetto di candidatura UNESCO, saranno condivisi i risultati già raggiunti dalla “Sun Belt” lungo il percorso d’intesa che coinvolge la rete europea dei vini fortificati formalmente, già istituita con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa a Marsala nel 2025. Per la candidatura partecipano alla cabina di regia coordinata dall’ingegnere e progect manager Calogero Foti, Diego Maggio esperto incaricato per il dossier UNESCO, Giuseppe Cudia amministratore delegato di PRC Repubbliche e coordination manager, il presidente Baudouin Havaux e l’ambasciatrice per l’Italia Karin Meriot, i vertici del Concours Mondial de Bruxelles che hanno favorito il dialogo internazionale per la costruzione della rete europea dei vini fortificati e la progressiva convergenza per la candidatura UNESCO della “Sun Belt”. A Jerez saranno coinvolti inoltre esponenti del comparto storico produttivo di Marsala e dell’Isola, tra cui Roberto Magnisi e Tommaso Maggio rispettivamente direttore generale ed enologo Florio e Alexandra Curatolo della cantina Curatolo Arini.

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