Fondata nel 1142 a pochi chilometri da Bressanone e nel cuore della Valle Isarco, l’Abbazia di Novacella rappresenta uno dei complessi monastici più prestigiosi dell’Arco Alpino ed è al tempo stesso una delle cantine attive più antiche al mondo. Ancora oggi abitata dai Canonici Agostiniani, si presenta come una vera e propria cittadella fortificata in cui convivono spiritualità, arte, cultura, accoglienza e produzione enologica. Il complesso custodisce un patrimonio architettonico che attraversa i secoli, dove stili diversi – dal romanico al gotico, dal barocco al rococò – si fondono armoniosamente.
In questo contesto, l’attività vitivinicola rappresenta da secoli uno dei pilastri economici e identitari dell’Abbazia di Novacella, oggi tra le principali eccellenze del panorama vinicolo altoatesino. La sua posizione geografica privilegiata ha favorito nei secoli una viticoltura di montagna, caratterizzata da forti escursioni termiche, suoli morenici e vigneti che raggiungono i 900 metri di altitudine, condizioni ideali per i grandi bianchi dell’Alto Adige. La produzione si esprime infatti prevalentemente nelle varietà a bacca bianca più rappresentative del territorio – in particolare Sylvaner, Kerner e Riesling – provenienti dai vigneti di Novacella, che costituiscono circa l’80% della produzione complessiva. Il restante 20% è rappresentato dai vini rossi della Tenuta Marklhof a Cornaiano, a pochi chilometri da Bolzano, vocata alla coltivazione di Lagrein, Schiava, Pinot Nero e Moscato Rosa. La qualità della produzione, confermata ogni anno da prestigiosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, è frutto anche di una gestione sostenibile perseguita da decenni: Novacella è infatti tra le prime realtà vitivinicole altoatesine ad aver adottato un approccio a impatto climatico zero già dal 1992.
Accanto alla produzione vinicola, l’Abbazia di Novacella si configura anche come una destinazione enoturistica unica nel suo genere, con un complesso museale visitabile tutto l’anno che offre un ricco percorso tra arte, storia e vino: dal chiostro gotico affrescato alla basilica barocca, dalla Biblioteca in stile rococò alla cantina vinicola, fino al giardino abbaziale, aperto nella stagione da maggio a ottobre. All’interno del complesso si trovano inoltre l’Osteria dell’Abbazia, una struttura ricettiva con camere in stile monastico e il wine shop.
I VINI DELL’ABBAZIA DI NOVACELLA
La tradizione vitivinicola dell’Abbazia di Novacella è antica quanto il monastero stesso e documentata già nel XII secolo, quando il pontefice Alessandro III ne riconobbe la proprietà dei vigneti circostanti. Nei secoli, acquisizioni e donazioni hanno consolidato un ampio patrimonio vitato, ampliato nel Seicento con terreni nei pressi di Bolzano e nel 1938 con il podere Marklhof a Cornaiano, destinato ai vitigni a bacca rossa. Oggi la tenuta comprende circa 100 ettari di vigneti, tra proprietà diretta e soci conferitori.
La cantina, diretta da Werner Waldboth, responsabile vendite e marketing, con l’enologo Lukas Ploner responsabile della produzione, esporta oggi circa il 25% dei vini in oltre 40 Paesi. La produzione annua della cantina è di circa 800.000 bottiglie e si articola in diverse linee. La linea Praepositus rappresenta l’eccellenza qualitativa: vini cru provenienti da vigneti selezionati situati a diverse altitudini, dotati di grande profondità e longevità. A questa visione si affianca Perlaetus, Metodo Classico da Sylvaner, che ne traduce in chiave spumante freschezza e identità. La Linea Classica offre una lettura fresca e immediata dei vitigni provenienti dalle due tenute di Novacella e Cornaiano, mentre la Linea Insolitus esplora nuove possibilità stilistiche e varietali, nate dalla volontà di rispondere alle sfide del cambiamento climatico e di perseguire una viticoltura sempre più sostenibile, nel solco di una tradizione in continua evoluzione.
LE DUE VIGNE SINGOLE, TOP DI GAMMA DELLA PRODUZIONE
Il vertice qualitativo della produzione si esprime nei due vini con menzione di vigna, esito del lavoro di ricerca e selezione condotto negli ultimi decenni tra i siti storici di Novacella e della Tenuta Marklhof. Il Sylvaner Stiftsgarten nasce dal vigneto adiacente all’Abbazia, impiantato oltre cinquant’anni fa su suoli ricchi di sedimenti glaciali: una sintesi identitaria del vitigno coltivato a Novacella da oltre un secolo. Il Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof proviene invece dal podere Marklhof a Cornaiano, su terreni ghiaioso-morenici particolarmente vocati alla varietà, massima espressione del terroir e vino di grande carattere.
Con queste due etichette, l’Abbazia di Novacella valorizza per la prima volta nella sua storia millenaria la menzione di vigna, portando in bottiglia l’identità più profonda dei propri terroir storici.

COMPLESSO MUSEALE ED ESPERIENZE TRA ARTE, STORIA ED ENOTURISMO
L’Abbazia di Novacella rappresenta un polo culturale e artistico di primaria importanza nell’area alpina, scrigno di stili e opere che raccontano quasi un millennio di storia. Il complesso offre un percorso tra architettura, arte e paesaggio, affacciato sui vigneti e sul corso del fiume Isarco, dove la dimensione spirituale e quella enologica convivono da secoli.
Nel cortile interno, il Pozzo delle Meraviglie – realizzato nel 1669 – raffigura le sette meraviglie del mondo antico affiancate dall’Abbazia stessa; all’interno del complesso si trovano inoltre il chiostro gotico affrescato, e il Museo abbaziale, diretto da Peter Natter e curato da Hanns-Paul Ties, che custodisce collezioni dal Medioevo all’età barocca, tra pale d’altare, dipinti, oggetti liturgici e strumenti scientifici esposti nella Sala delle Scienze, affiancate oggi anche da esposizioni di arte contemporanea. All’ingresso del complesso si erge la Cappella di San Michele, che ricorda Castel Sant’Angelo di Roma e risalente alla fine del XII secolo. La sala barocca della Biblioteca, considerata una delle più belle dell’area germanica meridionale, conserva circa 20.000 volumi nelle 40 scaffalature intagliate; recenti restauri hanno inoltre riportato alla luce, nell’anticamera, un ciclo di affreschi tardo-settecenteschi a soggetto cinese, oggi nota come “Sala Cinese”. La chiesa abbaziale, con impianto romanico e rielaborazioni gotiche e barocche, presenta ricchi cicli decorativi e stucchi scenografici. All’esterno, il Giardino abbaziale di origine barocca, con padiglione e voliera, si articola tra parterre ornamentali, erbe officinali e frutteti storici, particolarmente suggestivi durante la stagione estiva.
Il complesso accoglie ogni anno circa 60.000 visitatori e propone diverse modalità di visita che integrano patrimonio artistico e cultura del vino. L’esperienza enoturistica si completa con proposte immersive come la visita guidata ai vigneti attorno all’Abbazia e la Visita Guidata Deluxe, che consente l’accesso a spazi esclusivi e si conclude con degustazioni dei vini della cantina in abbinamento ai prodotti del territorio.
ACCOGLIENZA E ATTIVITÀ NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE MONASTICA
Sin dalla sua fondazione, l’Abbazia di Novacella ha svolto un ruolo centrale nell’accoglienza e nella diffusione della cultura lungo le vie di transito alpine, rappresentando nel Medioevo un riferimento per i pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa. Questo spirito di ospitalità continua a caratterizzare la vita abbaziale, sotto la guida dell’abate Eduard Fischnaller, insieme all’impegno nella formazione. La comunità dei Canonici Agostiniani – oggi composta da 13 membri – svolge attività pastorale in 25 parrocchie tra Alto Adige e Tirolo orientale e cura il mantenimento e lo sviluppo dell’Abbazia.
La vocazione educativa risale al XII secolo, con l’istituzione di una scuola interna; oggi il convitto accoglie circa 95 studenti tra gli 11 e i 19 anni, mentre il centro di formazione permanente organizza ogni anno circa mille appuntamenti tra seminari, corsi ed eventi culturali.
L’Abbazia gestisce inoltre un ampio patrimonio agricolo e forestale e servizi di accoglienza connessi alle proprie attività culturali ed enoturistiche. Nel complesso si trovano la struttura ricettiva con camere in stile monastico, l’enoteca – con tutti i vini della cantina, prodotti di produzione propria e di altri produttori regionali – e l’Osteria abbaziale, con specialità alpine in abbinamento ai vini e alle produzioni dell’Abbazia. Oggi l’Abbazia impiega circa 100 persone, numero che sale a 120 durante i periodi stagionali.

