Casale dello Sparviero, una bella realtà del Chianti Classico

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piscina casale dello sparviero

Casale dello Sparviero sorge nel versante sud occidentale delle splendide colline di Castellina in Chianti, in una posizione privilegiata del Chianti Classico senese con terroirs ideali per l’attività vitivinicola di qualità. La cantina ha sede in un antico monastero seicentesco e si distribuisce su una superficie totale di 378 ettari, con 88 ettari di superficie vitata ad un’altitudine media di 250 metri sul livello del mare.

Nei vigneti il protagonista è il Sangiovese, affiancato da vitigni complementari tradizionali come il Canaiolo, per una produzione vocata ai grandi vini rossi Chianti Classico DOCG. Una piccola produzione di Merlot e Cabernet Sauvignon danno uno stile più internazionale ad alcuni vini della gamma. La produzione vitivinicola è seguita da Franco Bernabei, enologo tra i più stimati a livello internazionale.

L’azienda da molti anni impiega tecniche e pratiche di vinificazione moderne e rispettose della natura, avviando nel 2016 il percorso ufficiale tre generazioni di viticoltoriverso la certificazione di vino biologico per una produzione bio al 100%. La certificazione bio ha reso ufficiali processi produttivi in realtà già adottati da anni presso l’azienda. La tenuta prende il nome dallo sparviero, rapace che vive nel territorio nidificando in primavera nell’antico Casale. Un animale nobile ed elegante, che ben riflette lo stile e la natura dei vini dell’azienda.

Tre generazioni di viticoltori

All’inizio degli anni 1970 Olindo Andrighetti, un imprenditore veneto, compra la tenuta e la fattoria di Campoperi, nei pressi di Siena, circondata da vigneti, ulivi, foreste e terreno coltivabile. Percependo un grande potenziale per la produzione vinicola, Olindo rinnova completamente la fattoria e la trasforma in una tenuta vinicola nel 1972.

Nel 1994 Ada Andrighetti, la figlia di Olindo, prende il controllo dell’azienda, acquisisce la tenuta confinante di Casale e la trasforma in un nuovo centro operativo e produttivo, dando ufficialmente vita al Casale dello Sparviero. Ada fa ripiantare tutti i vigneti e adotta un modello di business moderno.

“Quando mio padre, alla metà degli anni ’60, decise di investire in Toscana – ricorda Ada Andrighetti – restai incantata dalla natura che circondava la fattoria. Capii ben presto che dietro ad una bottiglia di vino si nascondeva un mondo di passione e fatica che richiedeva anni per mostrare i propri frutti. La stessa passione tramandata da mio padre Olindo ho cercato di trasmetterla ad Arrigo, mio figlio fermamente convinta che il nostro lascito passi anche attraverso l’emozione di stappare una bottiglia di Chianti Classico contornati dai propri affetti”.

Negli anni a seguire, Arrigo Barion, il figlio di Ada, inizia infatti a contribuire alla gestione della tenuta. Arrigo, rappresentando la terza generazione di produttori vinicoli nella famiglia Andrighetti, è pronto per condurre Casale dello Sparviero attraverso il ventunesimo secolo e a consegnarlo alla prossima generazione.

casale dello sparviero
Casale dello Sparviero

La storia del casale e di Paronza

Il nucleo originale, le cui tracce oggi sono ancora visibili sull’ala a sud del casale, è fatto risalire all’X secolo, epoca in cui qui fu costruita dai longobardi una torre fortificata per il controllo della zona. Le tracce rinvenute in manoscritti della fine del XVII secolo certificano poi la conversione del casale in monastero. Le prime tracce cartografiche risalgono invece al catasto leopoldino, istituito dal Granduca Leopoldo II alla fine del XVIII secolo.

Sulla mappa catastale – realizzata a partire dal 1765 – sono già presenti le strutture principali dell’odierna geografia aziendale, quali Casale, Campoperi, Spazzavento (oggi chiamato Campoperino) e Paronza. Paronza (o Paronzola, secondo la toponomastica regionale) merita un cenno a parte. Individuata all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso questa collina come quella destinata alla produzione dell’eccellenza aziendale, il Chianti Classico Gran Selezione Paronza, è stata per secoli un importante nucleo abitativo, clericale e produttivo.

Situata su un percorso della via Francigena, Paronza ospitava agli inizi del primo millennio l’Hospitale di Santa Maria in Paronzola, luogo di ristoro per i pellegrini in viaggio verso Roma e la chiesa adiacente di dedicata alla Madonna ed oggi andata perduta. Il primo documento in cui si parla dell’hospitale è datato 1190 e se ne riporta un estratto sotto.

I vini e la cantina

La produzione Casale Dello Sparviero comprende 7 diversi vini suddivisi in 3 diverse tipologie: Chianti Classico DOCG, Chianti DOCG e IGT Toscana (rosso, rosato e bianco). Questo permette ad ogni persona di scegliere il vino che meglio si abbina al proprio palato e ai diversi abbinamenti enogastronomici.

Per la produzione vengono utilizzate due cantine attigue. La prima, interamente climatizzata, è situata di fianco al Casale e ospita le vasche di cemento e di acciaio inox e la linea di imbottigliamento e etichettatura. La seconda cantina è stata invece ricavata nel basamento del Casale stesso ed ospita botti, barriques e tonneaux: il clima interno in questo caso è garantito da spessi muri di pietra e dal terreno tufaceo.

Con una capacità produttiva massima di circa mezzo milione di bottiglie e una così vasta superficie vitata, Casale dello Sparviero rappresenta ad oggi una delle prime realtà produttive della regione del Chianti Classico.

www.casaledellosparviero.com

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