Cincinnato, la storia si fa BIO: lanciati tre nuovi vini in esclusiva per la ristorazione

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Cincinnato linea Bio
Cincinnato BIO - Nazzareno Milita e Giovanna Trisorio

“Il progetto bio Cincinnato parte dal lontano 1998 con la produzione di uve biologiche, ed oggi dopo tanta ricerca e sperimentazione, presentiamo: Lelio, Argeo e Quinto per raccogliere l’esigenza di vivere in modo più sostenibile e offrire una proposta in più agli amici ristoratori, che sono un pezzo fondamentale della nostra economia ma anche della nostra socialità”.

Dalle parole di Nazzareno Milita – presidente della Cincinnato – si capisce come la nuova linea di vini biologici dell’azienda di Cori (in provincia di Latina, a 60 km da Roma) nasca con grandi prospettive. Tre etichette, alle quali presto se ne aggiungerà una quarta, con protagonisti sempre i vitigni autoctoni più rappresentativi del Lazio: Bellone, Nero Buono e Cesanese. Prodotti pensati per essere distribuiti esclusivamente nella ristorazione, un settore che necessita in questo periodo delle maggiori attenzioni possibili e di nuovi strumenti. D’altra parte è proprio tra i tavoli dei nostri ristoranti che è più appropriato spiegare e far apprezzare determinati vini, potendo approfondire con i consumatori gli aspetti salienti di quello che troveranno in bottiglia.

Nella linea BIO di Cincinnato gli appassionati troveranno vini che hanno un valore in più da raccontare, quello della storia del territorio e delle persone. Argeo, Lelio e Quinto sono infatti i nomi di alcuni soci che, potremmo dire, si espongono in prima persona per garantire il prodotto. Conduzione biologica del vigneto, stessa cura in cantina, per arrivare in bottiglia con le caratteristiche tipiche dei vini di Cori, da sempre presenti nella produzione di Cincinnato.

Una scelta, quella biologica, che non riguarda solo i vini certificati e presenti nella linea dedicata – contraddistinti da splendide etichette color tabacco – ma una produzione ben più estesa che arriva a 2400 ettolitri totali distribuiti su Bellone, Nero Buono, Cesanese, Malvasia e Greco. La conduzione biologica riguarda circa 100 ettari, sui 268 vitati gestiti in totale dalla Cincinnato, con una percentuale aziendale che tocca il 37%, ovvero più del triplo rispetto alla media della Regione Lazio (ferma all’11% nel 2019).

La cura dei dettagli è importante per fare biologico bene, – specifica Giovanna Trisorio, responsabile marketing di Cincinnatoma per noi questo aspetto non ha rappresentato un problema. I nostri vini e i nostri packaging sono da sempre oggetto di attenzioni maniacali, per offrire ai nostri appassionati prodotti buoni e belli. Anche in questo caso la scelta è partita dalla terra, da vigneti lavorati con la massima attenzione, passando per pratiche di cantina rispettose della materia prima e dell’ambiente, arrivando poi in bottiglie che hanno un chiaro segnale di riconoscimento sul tavolo dei tanti ristoratori che in queste settimane stanno riaprendo finalmente le loro porte”.

Come è evidente anche dai numeri della produzione biologica, la scelta della Cincinnato non è semplicemente quella di una linea specifica e circoscritta ad un progetto, bensì un atteggiamento complessivo tendente alla sostenibilità e al minor impatto ambientale possibile. Una strategia che sposa le origini dell’azienda e il suo ruolo sul territorio, offrendo anche nuove possibilità di conoscenza per vitigni autoctoni di qualità che meritano di essere scoperti da tutti gli appassionati.

SCHEDE VINI

Argeo, Quinto e Lelio sono tre soci storici della Cincinnato, che hanno trasmesso la sua “arte” in vigna ai propri figli e poi ai nipoti, dal loro lavoro e da quello di tutti i nostri soci nascono questi vini.

QUINTO – Bellone Bio 2020

Ottenuto dalla vinificazione in purezza del Bellone, uva di origine antica conosciuta anche come uva pane per la sua buccia sottile e delicata. Basse rese per ettaro e una accurata vinificazione originano un vino fragrante e delicatamente fruttato.

Classificazione: IGT Lazio Bianco

Uve: Bellone 100%

Gradi alcool: 13%

Località: Colline laviche

Altitudine: 200-250 m. slm

Terreno: Vulcanico–Argilloso

Sistema di allevamento: filare a guyot

Resa per ettaro: 70-90 q.

Epoca di raccolta: 10-20 settembre

ARGEO – Cesanese 2019

Cesanese 100% – antico vitigno laziale coltivato sulle terre laviche delle colline coresi. Basse rese per ettaro, selezione delle uve, accurata vinificazione con un leggero affinamento in legno di rovere lo rendono unico ed escluso. Vino dalla forte personalità colore rosso rubino intenso dai sentori balsamici.

Classificazione: IGT Lazio Rosso

Uve: Cesanese 100%

Gradi alcool: 13%

Località: Colline laviche

Altitudine: 200-250 m. slm

Terreno: Vulcanico–Argilloso

Sistema di allevamento: filare a cordone speronato

Resa per ettaro: 70-80 q.

Epoca di raccolta: prima decade di ottobre

LELIO – Nero Buono 2019

Ottenuto dalla vinificazione in purezza del Nero buono di Cori, antico vitigno di millenaria tradizione, recuperato e rilanciato mediante ricerche e sperimentazioni che ne hanno documentato le peculiari caratteristiche qualitative.

Classificazione: IGT Lazio Rosso

Uve: Nero Buono 100%

Gradi alcool: 13%

Località: Colline laviche

Altitudine: 200-250 m. slm

Terreno: Vulcanico–Argilloso

Sistema di allevamento: filare a guyot

Resa per ettaro: 80 q.

Epoca di raccolta: Ultima decade di settembre

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CINCINNATO. Nata nel 1947, la Cincinnato è una delle più importanti realtà cooperative vitivinicole del Lazio, fin dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso ha scelto di lavorare sulla qualità, puntando sui vitigni autoctoni. Un percorso che l’ha proiettata nel futuro andando però in controtendenza in quel momento storico, quando l’opzione più ricercata erano i vitigni internazionali. Raggruppa oggi 105 soci per un totale di 550 ettari tra vigneti ed uliveti, tutti compresi nel territorio della Doc Cori, comune posto sui monti Lepini, in provincia di Latina, a circa 60 km a Sud di Roma. Le tappe storiche più importanti, dopo la fondazione, sono sicuramente la costruzione di una cantina innovativa e ad alto contenuto tecnologico nel 1979 e, nel 2001, l’inizio del citato progetto qualità mirato alla valorizzazione e al recupero ampelografico degli antichi vitigni autoctoni Nero Buono e Bellone.

www.cincinnato.it
Social: @cincinnatovini – @cincinnatowineresort

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