Cascina Gilli presenta la Freisa “343”: la limited edition da viti storiche di oltre 80 anni

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Fin dalla sua fondazione, Cascina Gilli ha scelto di essere portavoce dell’identità più fiera e autentica dell’Alto Monferrato, guidata dall’ostinata volontà di valorizzare un territorio unico e i suoi vitigni autoctoni. Oggi, questa missione si arricchisce di un nuovo importante capitolo: il lancio sul mercato italiano di “343” Freisa d’Asti DOC Vigna del Forno 2025, un’esclusiva edizione limitata prodotta in soli 600 esemplari. Il progetto nasce per celebrare il 40esimo anniversario del vino Il Forno, l’iconica Freisa ferma prodotta per la prima volta nel 1985 dallo storico vigneto di Cascina Gilli.

A sottolineare l’eccezionalità di questa selezione, il vino è il primo a recare in etichetta la menzione “Vigna del Forno”, l’apice della piramide qualitativa della denominazione che certifica la provenienza esclusiva delle uve da questo singolo micro-terroir. Il cuore del progetto risiede in una rigorosa selezione operata all’interno del vigneto: isolando una parcella di circa 3000 metri caratterizzata da ceppi originali di oltre 80 anni di età – veri e propri custodi del DNA della Freisa – si è scelta la strada della vinificazione separata. Un percorso volto a dare vita a un’espressione di assoluta purezza, capace di estrarre l’essenza territoriale più profonda della tenuta, intrecciando le radici della vite con la filosofia tattica del mister Gian Piero Gasperini (allenatore e padre di Davide, oggi alla guida di Cascina Gilli insieme a Paolo Vergnano e Federico Mussetto), in un parallelo perfetto che unisce le geometrie dei filari a quelle del campo da gioco.

«Questo progetto nasce per celebrare una carriera sportiva straordinaria, costruita sulla forza delle idee e sulla capacità di guardare oltre, legandola indissolubilmente alla storicità di un grande vino che compie quarant’anni», dichiara Davide Gasperini. «C’è una consonanza profonda tra la filosofia calcistica di mio padre e il lavoro che portiamo avanti in Cascina Gilli, e la Freisa 343 ne è l’essenza».

Il 50% del ricavato delle vendite online della Freisa “343” sarà destinato alla Fondazione Giovanni Dalmasso di Grugliasco (TO), per finanziare progetti di sperimentazione e ricerca sulla Freisa.

Custodi del tempo: la valorizzazione della Freisa tra vigne storiche e biodiversità

L’eccellenza di Cascina Gilli trae origine dal vigneto aziendale situato attorno alla sede di Castelnuovo Don Bosco, nel cuore del Monferrato: Bricco Gilli. In questa zona di terreni franchi di matrice marnosa, caratterizzati da un perfetto equilibrio di componenti limose, argillose e sabbiose, la vite si distingue per una grande adattabilità e costanza qualitativa. Qui, a un’altitudine compresa tra i 300 e i 350 metri con esposizione a sud e sud-ovest, si estende circa un ettaro coltivato a Freisa, all’interno del quale la Vigna del Forno custodisce le sue piante più vecchie. Questi ceppi di 80 anni, allevati a Guyot con una densità di 3600 piante per ettaro, risalgono a un’epoca pre-clonare e derivano da una meticolosa selezione massale, configurandosi come il vero e proprio nucleo d’origine e fonte di propagazione per il resto del vigneto. L’approccio di Cascina Gilli a questa parcella storica è quello di un custode che opera in perfetta armonia con l’ambiente circostante. La vigna è interamente gestita a inerbimento spontaneo, favorendo la crescita di specie come il tarassaco e le crucifere per reintegrare il suolo. Circondato da boschi, prati e altre colture, il vigneto è volutamente lasciato a libero passaggio per la fauna selvatica, preservando non solo la longevità delle piante, ma un intero ecosistema vivo e integrato.

Il modulo di gioco si fa arte e vino

Il nome stesso del vino, 343, e la sua identità visiva racchiudono una potente metafora che unisce la terra al mondo del grande calcio, celebrando il viaggio umano e professionale di Gian Piero Gasperini. Il nome omaggia il celebre modulo tattico che il tecnico piemontese ha adottato e difeso con ostinazione fin dalle giovanili. Inizialmente accolta con forte scetticismo e critiche da parte dei puristi e degli osservatori, questa visione geometrica si è progressivamente affermata fino a influenzare lo stile di gioco dell’intero panorama calcistico europeo. Il parallelismo con la Freisa è immediato: un vitigno nobile, fiero e dalle potenzialità enormi, che storicamente ha faticato a ricevere il giusto riconoscimento su scala globale. Proprio come l’Atalanta – un tempo “regina delle provinciali” e poi plasmata da Gasperini fino a competere stabilmente con i giganti della Champions League – la Freisa trova in questo progetto la sua definitiva rivincita. L’etichetta della bottiglia, realizzata attraverso una stampa serigrafica a freddo dall’artista torinese Fabio Perino, traduce visivamente questo percorso. Un segno grafico netto unisce idealmente le tappe della carriera di Gasperini: dalle origini a Torino, passando per le città vissute da calciatore (Reggio Emilia, Palermo, Cava de’ Tirreni, Pistoia, Pescara, Salerno, Pesaro), fino alle panchine che hanno fatto la storia da allenatore (Crotone, Genova, Milano, Palermo, Bergamo) e all’approdo a Roma.

“343” Freisa d’Asti DOC Vigna del Forno 2025: l’anima della Freisa

Frutto di una filosofia produttiva orientata al massimo rispetto della materia prima, questo vino nasce per estrarre e proteggere la pura essenza e l’anima più autentica del vitigno Freisa. Un risultato plasmato anche dall’andamento climatico dell’annata 2025, una stagione calda contraddistinta da piogge rare ma intense. Le forti precipitazioni di inizio settembre hanno svolto un ruolo provvidenziale, riequilibrando perfettamente la maturazione fenolica e quella zuccherina e consentendo una vendemmia classica, non anticipata. In cantina Cascina Gilli asseconda questa armonia naturale escludendo ogni intervento artificioso o tecnologico, al fine di esaltare al massimo l’espressività della terra. Le uve Freisa in purezza, provenienti esclusivamente dalle viti più antiche della Vigna del Forno, affrontano una vinificazione classica e “dolce”. La macerazione dura circa una decina di giorni, ritmata da rimontaggi e movimentazioni lente del cappello per un’estrazione delicata. Dopo la fermentazione malolattica, il vino affronta un affinamento complessivo di 12 mesi: 6 in barrique di secondo passaggio – scelta mirata a preservare la freschezza e la giovinezza del vitigno – e i successivi 6 di sosta in bottiglia, ideali per raggiungere una grande bevibilità nel tempo.

Il risultato è un vino di straordinaria identità dal colore rosso rubino intenso che tende al violaceo. Al naso regna un equilibrio perfetto che esprime l’intero spettro olfattivo della Freisa: la parte più carnosa del frutto scuro – ribes nero, mora e lampone– si fonde a una speziatura dolce e a un carattere vivo, fresco e verde, anima dinamica del bouquet. Al palato, “343” rivela una profondità sorprendente; la Freisa si esprime appieno nella sua trama tannica, ma grazie all’equilibrio della vigna vecchia e dell’annata, i tannini risultano setosi e la sensazione tattile è profonda, mai irruente. Il sorso si congeda con un finale ricco, dominato da ritorni di frutta, spezie e nitide note pepate sul fondo dell’assaggio. Pur presentandosi con un approccio giovane, ha una spiccata capacità di affinare ed evolvere nel tempo. Questa duplice anima lo rende ideale in abbinamento ai piatti identitari della tradizione piemontese, come i primi di carne, ma anche un perfetto ponte gastronomico verso la cucina internazionale delle steakhouse o i piatti speziati della cucina etnica.

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Dal 1983, Cascina Gilli rappresenta un punto di riferimento nella valorizzazione dei vitigni autoctoni del Monferrato, interpretando con determinazione l’identità più autentica del territorio. Situata a Castelnuovo Don Bosco, in Piemonte, l’azienda coltiva 11 ettari di proprietà vitati a Freisa, Malvasia, Barbera, Bonarda e Nebbiolo, distribuiti in un mosaico di sabbie e terre bianche tra le colline patrimonio UNESCO del Monferrato. Dopo oltre 40 anni di storia, attualmente l’azienda è guidata da Davide Gasperini, Paolo Vergnano, figlio del fondatore Gianni, e da Federico Mussetto. Una squadra che apporta nuove competenze e la volontà di valorizzare un territorio e vitigni unici, anche attraverso la conservazione di un luogo storico: una cascina del Settecento che diventa occasione di incontro e di propulsione della cultura locale. Tra le icone della tenuta si annoverano Il Forno — Freisa d’Asti raffinata, ottenuta da un vigneto storico della cantina — la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco DOC, aromatica e senza tempo, e l’Albugnano DOC Notturno, espressione d’eccellenza del Nebbiolo di collina. Nel solco di una filosofia produttiva autentica, questi vini rappresentano oggi la testimonianza dell’importante lavoro di custodia e valorizzazione del patrimonio viticolo autoctono portato avanti dall’azienda. A garanzia del costante impegno verso una produzione più sostenibile, nel 2021 l’azienda ha ottenuto la certificazione SQNPI, che ne attesta la dedizione alla valorizzazione della biodiversità e all’attuazione di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente attraverso i metodi della produzione integrata.

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