Bianca dei Censi, Garofano Vigneti e Cantine lancia un Fiano per celebrare i 30 anni dalla fondazione

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Garofano Vigneti e Cantine nasce a Copertino, nel cuore della omonima Doc, dall’iniziativa di Severino Garofano, enologo brillante e visionario che ha segnato la svolta della viticoltura in Puglia innovandone lo stile e la percezione qualitativa in Italia e nel mondo. A 30 anni dalla fondazione, l’azienda guidata dai fratelli Stefano e Renata vuole celebrare l’importante traguardo con il lancio di un nuovo progetto, un nuovo vino, il primo di una serie che coniuga eredità storica, valorizzazione del territorio e racconto del cambiamento senza dimenticare le radici, perché il passato è il fondamento solido su cui costruire il futuro.

Bianca dei Censi, IGP Salento Fiano in purezza, è il nuovo bianco di Garofano Vigneti e Cantine dopo un lungo periodo in cui è prevalsa la produzione di vini, rossi e rosati, da Negroamaro. Bianca dei Censi porta nel nome la memoria del territorio e nel calice la sua evoluzione contemporanea: elegante, autentico e luminoso. È un vino dai profumi intensi e fini, con note dal richiamo mediterraneo e suggestioni esotiche, espressione di equilibrio e identità territoriale, la moderna versione del Fiano salentino. “Ad censum” erano chiamati i terreni sottoposti a tassazione nel Medioevo, le rendite dovute ai signori o agli enti religiosi che venivano spesso versate in natura, e il vino rappresentava la forma più preziosa di tributo. Bianca dei Censi ricorda proprio quel legame antico tra il sacrificio del lavoro e la ricchezza della terra.

“Abbiamo scelto questa varietà dopo diverse prove di vinificazione fatte nelle ultime vendemmie: la sua complessità e freschezza, i suoi profumi e il legame con la Campania, terra di origine di nostro padre Severino è per noi il fil rouge che arricchisce la storia della nostra cantina – sottolinea Renata Garofano -. Quando è nata la nostra azienda, allora Tenuta Li Monaci, si contava tra i vigneti di Negroamaro una piccola produzione di uve Chardonnay che abbiamo vinificato solo per un brevissimo periodo”.

In occasione del trentennale la veste grafica è stata rinnovata; non passa inosservato il dettaglio dei petali del garofano, a sottolineare la centralità che la famiglia ha nell’identità aziendale. In Bianca dei Censi i colori ricordano i paesaggi salentini: oro sulla capsula e sul nome del vino, cerasuoli e gialli tenui per i petali del fiore.

In Girofle le sfumature del rosa virano dal cerasuolo al salmone tenue, su capsula e trame dei petali e poi sul nome del vino.

In Eloquenzia si mantiene l’essenzialità e il minimalismo dell’etichetta per richiamare l’immediatezza espressiva del vino, eloquente per definizione. I contorni dei petali, così come il nome e la capsula, sono rosso rubino intenso a richiamare il rosso del Negroamaro.

L’exploit del Fiano, clone Avellino, nella piana salentina – che da sempre ha una lunga tradizione di uve nere antiche e identitarie, quali Negroamaro, Primitivo e Malvasia Nera di Lecce – è avvenuto negli ultimi 15 anni. L’ottima adattabilità delle caratteristiche della varietà ai terreni argillosi delle pianure del Salento insieme alle temperature mitigate dai venti che soffiano da Ionio e Adriatico sulla zona, ha consentito l’attuale successo della varietà. Il fiano è una tipologia che caratterizza i bianchi dalla Campania fino al sud della Puglia. “Nel 1995, con timidezza e determinazione, io e Renata, abbiamo intrapreso assieme a nostro padre Severino un percorso lavorativo impegnativo e appassionante – racconta Stefano Garofano -. Sembra ieri ma a cavallo tra il 2025 e il 2026 sono trascorsi trent’anni. Oggi, lo portiamo avanti con la stessa dedizione ed energia; per festeggiare abbiamo deciso di ripartire da noi, dalle nostre radici, dal solido legame alla nostra terra ricca di pietra, battuta dai venti e stretta tra due mari e dalle storie di un Sud ricco e controverso. Ripartire non è ricominciare, ripartire è un’evoluzione, un continuare, un portare avanti, ciò che è stato non scompare ma si trasforma”.

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