Cantina Futurista, a Treviso l’enologo lavora dietro il vetro: a settembre la vinificazione si guarda dal ristorante

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

I fratelli Enrico e Alberto Fagotto trasformano 750 metri quadrati in via Fonderia a Treviso in una “urban winery” d’avanguardia con ristorante e cocktail bar. Durante tutto il mese di settembre, all’ora dell’aperitivo, gli ospiti possono osservare dal vivo dietro grandi vetrate la vinificazione delle uve di Incrocio Manzoni macerato, Traminer a macerazione leggera, Malbech, Teroldego in invecchiamento, Ciliegiolo in anfora e Vermentino col fondo. Il percorso culminerà il prossimo 3 ottobre con un grande evento interamente dedicato alla celebrazione della vendemmia

Treviso scommette sull’innovazione enogastronomica con un concept che unisce la cultura della terra alla visione della metropoli contemporanea. In via Fonderia 41, gli spazi di Cantina Futurista prendono vita grazie all’intuizione dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto, originari di Montebelluna, capaci di fondere le rispettive esperienze professionali in un’iniziativa unica per il territorio veneto.

La struttura si estende su 750 metri quadrati complessivi — divisi tra i 600 metri quadrati del piano terra e i 150 del soppalco — ed è stata progettata per ospitare l’intero ciclo di produzione del vino. Il cuore pulsante del locale è rappresentato dalla cantina a vista, separata dalle sale del ristorante da imponenti lastre di vetro. Al centro della sala principale, una grande vasca da vinificazione racchiude un olivo secolare, simbolo di un dialogo costante tra natura e architettura.

Per tutto il mese di settembre, in concomitanza con i riti della raccolta, i clienti che frequentano il locale durante l’aperitivo hanno la possibilità di assistere dal vivo al processo produttivo. Attraverso le vetrate è possibile osservare le varie lavorazioni dei vitigni selezionati: dall’Incrocio Manzoni macerato al Traminer a macerazione leggera, fino alla lavorazione di Malbech, Teroldego destinato all’invecchiamento, Ciliegiolo affinato in anfora e Vermentino col fondo. Un’esperienza sensoriale diretta che culminerà il 3 ottobre con una grande giornata di festa e approfondimento dedicata alla vendemmia. Le bottiglie vinificate “in diretta” saranno poi disponibili alla mescita a partire dall’anno prossimo, dopo l’affinamento.

“Cantina Futurista nasce per far vivere l’emozione della vendemmia nel cuore della città, portando la campagna dentro il ristorante”, commentano i fratelli Fagotto. “Volevamo creare un luogo in cui la passione per l’enologia e l’arte della miscelazione si potessero fondere senza filtri. Vedere i clienti che sorseggiano un calice mentre, al di là del vetro, osservano la lavorazione delle uve in anfora o le fermentazioni, significa aver realizzato il nostro sogno. Non offriamo solo cibo o vino, ma un’esperienza produttiva reale e trasparente, dove ogni bottiglia e ogni distillato raccontano la nostra storia e la ricerca dell’eccellenza”.

Enrico Fagotto, enologo con esperienze maturate in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, cura la vinificazione cittadina avvalendosi di anfore e barrique. La produzione iniziale conta già 20 etichette proprietarie e una linea di Metodo Classico con invecchiamento minimo di tre anni, realizzate selezionando la materia prima da conferitori di fiducia.

Parallelamente, Alberto Fagotto, bartender con un passato nei locali di punta tra l’Italia e Londra, gestisce la sala, la cucina e il cocktail bar. L’offerta beverage non si limita ai vini: Cantina Futurista propone una linea di otto distillati prodotti in esclusiva su ricette originali (tra cui Gin, Bitter, Amaro, Vodka e Rum Blanca), oltre a una selezione di whisky e rum premium sviluppata in collaborazione con lo storico distributore Rossi e Rossi (Wilson & Morgan).

L’intervento di ristrutturazione dell’ultimo anno ha portato anche alla creazione di uno shop interno, di una stanza di stoccaggio a temperatura controllata a 15 gradi e alla sistemazione del plateatico affacciato sul canale della Piavesella. Un punto di incontro pensato per un pubblico adulto e consapevole, dove la cultura del cibo e della miscelazione si fonde con lo spettacolo della trasformazione dell’uva.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL MENÙ E LA CARTA DEI VINI

La proposta enogastronomica di Cantina Futurista (via Fonderia 41, Treviso) si presenta come un manifesto di sapori decisi e accostamenti creativi, dove la tradizione veneta viene reinterpretata attraverso una lente contemporanea e sperimentale.

La Cantina: Una Selezione Autentica e Dinamica

La carta dei vini rispecchia l’anima artigianale del locale, con una forte predilezione per le fermentazioni spontanee e le tecniche di macerazione.

Le Bollicine: La selezione di spumanti si apre con i vini “col fondo”, come il Caneva (da uve Glera) e il Duro (da uve Durella). Per chi predilige il Metodo Classico, sono presenti etichette prestigiose come il Riesling Italico “Hahahahah” o il Pinot Nero “Pino”, affinato per ben 36 mesi.

Bianchi e Orange: Tra i bianchi si spazia da blend armoniosi di Bronner e Chardonnay a vitigni autoctoni come la Boschera fermentata in acciaio e barrique. Nota di merito per i vini macerati (orange wine), come il Sovinier Gris lasciato a contatto con le bucce per 40 giorni o il Famoso da lieviti indigeni macerato per 45 giorni. I Rossi: La proposta dei rossi è altrettanto variegata, offrendo sia vini freschi vinificati in acciaio, come il Pinot Nero “Ombra Rosso”, sia etichette più strutturate e invecchiate in legno, come il Sangiovese romagnolo “Amen” o il blend di Merlot, Cabernet e Marzemino denominato “Moro”. Una menzione speciale va al “1/2 Pieno”, un particolare Sangiovese passito lavorato con metodo solera.

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