Enyo e Korì, il bellone in doppia verticale

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enyo e korì bellone in doppia verticale

Il Bellone è l’uva a bacca bianca autoctona di Cori, se ne ricavano vini freschi nei profumi e intensi nel gusto, seguendo il profilo dei Monti Lepini che cominciano ad innalzarsi verso l’interno e sfruttando al meglio la brezza marina che arriva indisturbata dalla costa tirrenica lontana, solo una dozzina di chilometri. Ma la storia del legame tra Bellone e Cori non finisce qui, come testimonia la doppia verticale (con sorpresa) organizzata dalla cantina Cincinnato lo scorso 19 giugno, sapientemente moderata dal giornalista Fabio Turchetti.

Gli assaggi

In degustazione la Cincinnato ha portato i due “nuovi” vini a base Bellone realizzati a partire dal 2015. Enyo – Cori Doc Bellone e Korì – Metodo Classico Brut Millesimato. Insieme, infatti, a etichette ormai storiche e famose come il Castore, Quinto la versione ferma e lo Spumante Charmat Brut in produzione da oltre 40 anni (dal 1976 il primo Bellone spumantizzato nel Lazio), la Cincinnato ha avviato la sperimentazione su due tipologie nuove, una “Riserva” e un Metodo Classico, degustati nelle sei annate fin qui prodotte (tranne la 2019 dell’Enyo per un problema tecnico dell’ultimo minuto).

Queste le due batterie in assaggio:

Korì Brut M.C. 2015 (sbocc. 06/2019)
Korì Brut M.C. 2016 (sbocc. 11/2022)
Korì Brut M.C. 2017 (sbocc. 05/2023)
Korì Brut M.C. 2018 (sbocc. 12/2023)
Korì Brut M.C. 2019 (sbocc. 01/2024)
Korì Brut M.C. 2020 (sbocc. 03/2024)

Enyo 2017
Enyo 2018
Enyo 2020
Enyo 2021
Enyo 2022

La degustazione

Sorprendente la linearità e lo sviluppo del Korì, la prima sfida lanciata dall’azienda dopo anni di successi sulle versioni ferme e con spumantizzazione in autoclave. Nonostante l’influenza delle diverse annate e dei differenti periodi di permanenza sui lieviti (in parte condizionati anche dalla pandemia, ma ormai in fase di assestamento) è risultata evidente la linearità del progetto. Elegante all’olfatto, il Korì Brut – al quale dal 2016 è stata affiancata anche la versione Pas Dosé – vira verso aggiunte di liquer sempre meno marcanti, lasciando al vitigno la capacità di esprimere le note di erbe aromatiche, mentre al palato l’acidità di cui è dotato il Bellone fa sempre bella mostra di sé.

Allineamento ancora in corso per l’Enyo, la versione strutturata e complessa del Bellone fermo che dal 2017 al 2022 ha visto un netto cambio di lavorazione. Nelle prime annate infatti si è puntato ad “aggiungere” tramite macerazioni con le bucce e sosta sulle fecce fini. Passaggi ridotti di anno in anno, andando in sottrazione per lasciare pieno spazio al Bellone e alle sue caratteristiche principali, naso di erbe officinali e acidità spiccata. Nelle ultime due annate si è puntato ad ottenere una maggiore morbidezza dalla fermentazione malolattica, completamente svolta, e nella 2022 aggiungendo un processo nuovo, ovvero la vinificazione separata di uve non a piena maturazione (stesso periodo della base spumante) e di uve a completa maturazione, per poi assemblare i due vini perseguendo un risultato finale fatto di acidità spiccate e complessità nel frutto.

degustazione verticale di bellone presso la cantina cincinnato
Degustazione verticale di bellone presso la cantina Cincinnato

Le conclusioni

Una degustazione che ha riempito di orgoglio il presidente della Cincinnato, Nazzareno Mìlita, e che fa ben sperare per il futuro di questo vitigno e del territorio ad esso in qualche modo dedicato. Come risulta chiaro anche dalle crescenti preferenze dei produttori per questa uva, +11% dal 2020 a oggi, giugno 2024, sullo schedario viticolo regionale (dati Arsial), con una predilezione per la spumantizzazione, che nel 2022 ha visto imbottigliati (come IGT Lazio Bellone Spumante – dati Arsial) ben 560 hl.

Tornando all’appuntamento organizzato da Cincinnato c’è da dire che le potenzialità della versione spumantizzata con Metodo Classico sono risultate evidenti e di concreta attualità, la versione ferma da affinamento ha destato grande curiosità e sicuramente potrà dire la sua nel futuro grazie ad un percorso di crescita già costellato di punti fermi. Come detto in apertura di giornata anche da Giovanna Trisorio, responsabile marketing e comunicazione dell’azienda, il Bellone in purezza ha oramai dalla sua una lunga storia produttiva e può esprimere con certezza potenzialità e capacità espressive. Per questo gli appuntamenti come quello organizzato da Cincinnato possono concorrere a fissare i riferimenti per il futuro del vitigno.

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