I vini sanniti conquistano operatori del settore, comunicatori e wine lovers

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Oltre 3.000 calici serviti dai sommelier della delegazione di Benevento dell’Associazione Italiana Sommelier, circa 1.200 porzioni di piatti tipici preparati dallo chef Daniele Luongo e 300 degustazioni di pizza fritta di Gino Sorbillo: sono questi i numeri che sanciscono il successo dell’iniziativa ‘Casa Sannio’, allestita dal Sannio Consorzio Tutela Vini con la collaborazione della Camera di Commercio di Benevento nell’ambito della XXX edizione del ‘Merano Wine Festival’, la kermesse svoltasi in Alto Adige dal 5 al 9 novembre.

Numeri importanti, che sono andati ben oltre le aspettative, considerato le restrizioni degli accessi imposte dalle norme di sicurezza legate al Covid-19. Numeri importanti, soprattutto se si considera che i visitatori che hanno partecipato alla cinque giorni dell’evento sono stati molto di meno rispetto all’edizione precedente. L’edizione 2021 del ‘Merano Wine Festival’ ha totalizzato, infatti, 5.000 partecipanti; un numero di molto inferiore rispetto all’edizione 2019, quando all’evento si registrano 11.500 presenze. Nonostante questo sensibile calo, l’affluenza a ‘Casa Sannio’ è stata continua, composta da qualificati operatori del settore e protagonisti del mondo della comunicazione enogastronomica, oltre che da wine lovers particolarmente attenti ed esigenti.

Questo successo conferma la validità della formula che il Consorzio Sannio propone fin dal 2016 nell’ambito dell’evento internazionale. All’interno dell’accogliente struttura di ‘Casa Sannio’, ampliatasi nel corso degli anni tanto da disporre oggi di uno spazio di 72 metri quadrati, il centro della scena è stato riservato al vino e ai produttori sanniti di eccellenza. Aglianico e falanghina, ma anche coda di volpe, fiano, greco, camaiola e piedirosso hanno affascinato i visitatori, che hanno avuto modo di poter degustare le etichette delle numerose aziende partecipanti alla trasferta meranese, servite dai preparati sommelier sotto la regia della delegata Ais Benevento, Mariagrazia de Luca. Vino ma anche sapori.

Nello spazio di ‘Casa Sannio’, infatti, sono state protagoniste diverse tipicità sannite: i formaggi vaccini, pecorini e caprini; la soppressata e la salsiccia rossa di Castelpoto; la fiavola di Circello; il croccantino di San Marco dei Cavoti nelle sue diverse versioni. Ad arricchire il tutto i piatti elaborati da Daniele Luongo (chef di ‘Locanda della Luna’ di San Giorgio del Sannio): Fusilli fatti a mano con ragù di Marchigiana; la sua versione della Scarpella di Castelvenere; Stregottini con zucca e tartufo; Filetto di maialino con mela cotogna e porcini; Zuppa di castagne, funghi porcini e fave di cacao; Millefoglie allo Strega con amarene di mamma. Luongo ha preparato “fuori carta” anche un risotto al tartufo bianco.

Intorno a questo piatto, il Consorzio Sannio ha ospitato quello della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato per un gioco di abbinamenti che ha visto protagonisti uno Piemonte Doc – Spumante metodo classico e una Barbera d’Asti Docg e una Falanghina del Sannio Dop con un Aglianico del Taburno Docg Rosso. Infine il grande successo della pizza fritta della tradizione partenopea proposta dal noto pizzaiolo Gino Sorbillo, che nella giornata di apertura della kermesse ha attirato un numero considerevole di visitatori, attirati da questa tappa altoatesina di ‘Pizza&Falanghina’, la campagna lanciata nel 2015 per promuovere l’abbinamento dei vini Falanghina del Sannio Dop con la Pizza napoletana Stg.

«I visitatori di ‘Casa Sannio’ – dichiara Libero Rillo, presidente del Consorzio – hanno apprezzato particolarmente la nostra promozione. L’obiettivo che ci siamo proposti fin dal primo anno di partecipazione alla nota kermesse altoatesina è stato quello di creare uno spazio adeguato per dare vita ad un approccio particolare dal punto di vista della comunicazione. Grazie alle sinergie messe in campo, riusciamo a comunicare i nostri prodotti in modo molto più efficace: parliamo dei nostri vini mettendoli in relazione con il territorio di produzione e i suoi prodotti tipici. E lo facciamo attraverso una comunicazione personalizzata, che tiene conto dell’ospite che ci troviamo di fronte, creando storytelling che, attraverso le bottiglie, decantano i luoghi di produzione, raccontano degli uomini che lavorano nei campi e in cantina. Una formula vincente per forma e contenuti che continueremo a proporre nelle manifestazioni che lo consentono, proprio come il ‘Merano Wine Festival’, che per le sue caratteristiche – conclude la guida del Consorzio – è diventato una delle tappe obbligate nelle nostre iniziative promozionali».

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