Villa Donoratico Bolgheri 2019: un ulteriore passo verso l’unicità

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Villa Donoratico Bolgheri DOC Tenuta Argentiera

Villa Donoratico è un edificio storico di interesse nazionale e punto di riferimento importante per il territorio. È anche noto come Villa Serristori, dal nome della nobile famiglia di politici e agronomi che l’ha edificata nel 1660 e a cui è appartenuta per quattro secoli. È un luogo che rappresenta parte della storia di Donoratico e delle terre dei Serristori, l’altra grande famiglia che, con i Della Gherardesca, ha posseduto gran parte del territorio di Castagneto Carducci.

La Villa è l’orizzonte verso cui guardano i vigneti e nel contesto aziendale la costruzione assume un significato agronomico di assoluta importanza: costituisce infatti il fulcro di un areale di 11 ettari vitati nella parte più a nord della proprietà di Tenuta Argentiera, conosciuto oggi appunto come Villa Donoratico. Queste parcelle differiscono dalle altre presenti nel corpo aziendale, dal punto di vista pedoclimatico e della composizione dei suoli. L’esposizione è prevalentemente nord con una piccola porzione a sud: immersi nel vigneto lo sguardo spazia dal mare verso l’entroterra. La vigna infatti è rivolta verso Bolgheri e accentua l’aderenza del nostro progetto enologico a una visione di territorio e della denominazione.

«La villa è un punto di riferimento per un microterroir di elezione – racconta Leonardo Raspini, direttore generale di Tenuta Argentiera, agronomo e profondo conoscitore del territorio. Infatti, all’interno dell’azienda troviamo aree vocate tra loro assai differenti, alcune delle quali molto antiche dal punto di vista geologico risalenti al Cretacico. Nelle parcelle limitrofe a Villa Donoratico troviamo in particolare sabbie continentali e Flysch ovvero rocce sedimentarie costituite da calcari, marmi, argilliti con intercalazioni di arenarie e rocce silicee, che contribuiscono a generare la natura consistente e complessa del vino ottenuto in via esclusiva da queste vigne, il Bolgheri Doc Villa Donoratico».

Di prossima uscita, l’annata 2019 esalta ulteriormente questo legame con le parcelle di origine, espresso attraverso un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e una piccola parte di Petit Verdot.

Le uve, raccolte rigorosamente a mano, vengono selezionate su due tavoli per la cernita degli acini (sorting tables) che per gravità vengono accompagnati nelle vasche. Tutte le varietà sono vinificate separatamente, con fermentazione e macerazione in serbatoi di acciaio per circa 20/25 giorni a una temperatura controllata non superiore ai 28° C. Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura per l’80% in tonneaux di rovere francese e austriaco da 500 litri e il restante 20% in barriques da 225 litri di rovere francese, una scelta frutto di anni di sperimentazioni e di un processo evolutivo, enologico e vitivinicolo, atto a favorire l’armonica integrazione del bouquet fruttato e preservarne la finezza.

In coerenza con il progetto agronomico ed enologico, l’annata 2019 riporta una novità in etichetta: la Villa e la vigna diventano protagoniste, insieme ai pini marittimi, caratteristici dello storico viale di ingresso, che dalla via Aurelia conduce alla storica residenza.

Zona di origine, vocazione attitudinale e geofisica integrata

A Tenuta Argentiera l’analisi dei suoli è costante. Studi geofisici integrati condotti con l’uso della resistività geoelettrica hanno permesso di caratterizzare aree ben distinte dal punto di vista geopedologico all’interno dei vigneti aziendali.

Grazie a questa mappatura, si sono individuate le varietà di vitigni più adatti per ogni suolo, base di progetti enologici fortemente caratterizzati e resi possibili da una rigorosa vendemmia parcellare.

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Suoli eterogenei, altitudine ed esposizioni, il fortunato microclima e la vocazione dei micro-terroir alle varietà che hanno reso celebri i vini di Bolgheri nel mondo intero, hanno fatto di Tenuta Argentiera un vero e proprio unicum della regione.

 Nel video di Pierre Le Hong, realizzato sulla base di un progetto di AgriSoing, in 4D, 3 dimensioni nello spazio e 1 dimensione nel suolo, ritroviamo il racconto degli elementi naturali che caratterizzano ogni singola parcella di Tenuta Argentiera e il suo terroir. Un luogo sospeso tra cielo e terra dove le viti custodiscono la luce riflessa del mare e ne respirano la brezza.

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Villa Donoratico Bolgheri 2019

L’annata 2019 è stata contraddistinta da un andamento meteorologico generalmente stabile, ritrovato in un perfetto equilibrio vegetativo e – successivamente – produttivo. La vendemmia è iniziata il 6 settembre con i Merlot e si è conclusa con i Cabernet Sauvignon raccolti fra fine settembre e il 9 ottobre. Ne deriva un vino di grande struttura ed eleganza, in perfetto bilanciamento con l’acidità un po’ spiccata, caratteristiche che sin da subito mostrano il potenziale di longevità del Villa Donoratico 2019, frutto di una splendida annata.

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Tenuta Argentiera si trova allo zenit meridionale della Bolgheri DOC, sulle alture di Donoratico, dove la grande bellezza dei vigneti si affaccia sull’orizzonte del mare dell’Arcipelago toscano. Argentiera rappresenta oggi, con i suoi 20 anni di vita, la moderna sintesi della visione enologica di una delle più pregiate aree vinicole d’Europa. Sono 80 gli ettari di vigneti di proprietà, tutti compresi nella Bolgheri DOC, unica denominazione toscana racchiusa in un solo comune: Castagneto Carducci, sintesi di fascino e autenticità italiana.

Tenuta Argentiera gestisce vigneti vocati a Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot, Syrah e Vermentino. Vini di qualità come Argentiera DOC Bolgheri Superiore, Villa Donoratico DOC Bolgheri Rosso, Poggio ai Ginepri DOC Bolgheri Rosso e Ventaglio (il primo single vineyard della Tenuta) costituiscono il nucleo storico della vinificazione di Argentiera.

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