Alle grandi mostre veneziane si beve rosé (amato dai Millennials)

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Bere un rosato pugliese ammirando i progetti del celebre stilista Fiorucci o un capolavoro del Tintoretto fino a contemplare diverse opere di fama internazionale. Sì perché si berràrosain tutti i brindisi ufficiali delle mostre proposte dal Muve, la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Questo è possibile perché la grande Fondazione ha scelto Puglia in Rosé, la prima associazione dedicata ai vini rosati di Puglia, per brindare alle sue mostre più importanti in diversi musei in programma fino a fine anno.  Inoltre, l’associazione pugliese anche per quest’anno sarà presente alla 75esimaMostra del Cinema di Venezia (29 agosto – 8 settembre): autori, produttori, registi, attori e giornalisti degusteranno le migliori etichette di Puglia.

“Puglia in Rosè – spiega Lucia Nettis, direttore dell’associazione pugliese – da sempre valorizza il filo conduttore che lega l’arte al vino. Per questa ragione abbiamo abbracciato con piacere l’idea presentata dal Muve, il cui obiettivo è quello di trasmettere l’amore per l’arte cavalcando l’onda sempre più alta dell’enologia. L’associazione si offrirà come partner degli eventi esclusivi e suggestivi nello spazio culturale di Venezia, da secoli rinomato centro turistico internazionale. E a brillare in questo contesto ci sono i vini rosé migliori della Puglia, ormai amati in tutto il mondo”.

Più di una bottiglia di vino su dieci consumate oggi nel mondo è rosé e le vendite mondiali progrediscono in un contesto di stagnazione globale degli altri vini.

Il fenomeno rosato è esploso 10 anni fa e in questi ultimi 5 anni ha subito una crescita esponenziale di circa l’80%. La Puglia è la regione più gettonata e la maggiore produttrice in Italia (con una produzione del 15% e 4 milioni di bottiglie), grazie anche ai suoi vitigni particolari come Negroamaro e Bombino che conferiscono al vino una buona acidità, sentori intesi, fruttati e floreali. E quasi tutte le aziende pugliese lo producono: 70% fermo, 20% frizzante e il 10% spumante. I principali mercati di sbocco attualmente sono Germania, Nord Europa, Giappone, Stati Uniti e Canada.

L’Associazione Puglia in Rosé, che coinvolge 45 produttori, per essere ancora più compitivi all’estero è presente negli Usa e in Svizzera con un trend positivo: ha creato una sua rete di vendita e organizza periodicamente eventi.

Chi beve vino rosato? 

Il consumatore per eccellenza del vino rosato è donna (60%) Il suo identikit è piuttosto definito: ha tra i 18-38 anni in Italia e 21-38 in USA – per legal drinking age (i Millennials). Sono proprio le nuove generazioni ad essere i principali consumatori consapevoli delle novità e della qualità del fenomeno rosato.

Puglia in Rosé

L’Associazione nasce a Bari nel 2014 per condividere, insieme alle aziende vitivinicole pugliesi e a partner commerciali e istituzionali, il percorso di valorizzazione del vino rosato Pugliese. Inserito in un fruttuoso trend di crescita nei livelli di produzione e di consumo a livello mondiale, il vino rosato rappresenta una particolare eccellenza enoica a cui la Puglia risulta particolarmente vocata, producendo buona parte del rosato nazionale e gratificando, grazie agli alti livelli di esportazione, i palati di tutto il mondo.

In considerazione di questa vocazione e delle politiche di sviluppo del territorio, l’Associazione Puglia in Rosé si occupa dell’organizzazione di eventi e della realizzazione di attività promozionali e commerciali (sul mercato nazionale e internazionale) per il settore wine, nello specifico per il vino rosato regionale.

Informazioni

via Beata Elia di San Clemente, 232

70122 – Bari (Italia)

www.pugliainrose.it

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