Siccità record manda in crisi il Candia, meno quantità ma qualità salva

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La siccità record, la più grave probabilmente della storia della provincia apuana, manda in crisi anche il Candia dei Colli Apuani Doc. La vendemmia che tra le colline della viticoltura eroica è iniziata il weekend scorso il quadro generale presenta molte tinte fosche con un calo stimato della produzione di uva (e conseguentemente di vino) disomogenea a seconda dell’areale tra il 25% ed il 50%. A far paura ora è il rischio grandinate portate dall’allarme meteo previsto durante il weekend che potrebbe complicare la raccolta e la sua resa.

La produzione di uva dovrebbe aggirarsi intorno ai 5mila quintali di uva (nel 2016 erano stati dichiarati circa 7mila quintali). Per fortuna l’estate infuocata con temperature che hanno sfiorato anche i 40 gradi accompagnate dall’assenza prolungata di precipitazioni, in parte sopperita dall’irrigazione di soccorso la dove era possibile, non ha compromesso la qualità dei Doc apuani con i produttori che consegneranno al mercato prodotti di qualità in linea con le aspettative.

Su questo aspetto sono tutti concordi. La stima arriva da Coldiretti sulla base delle previsioni di Assoenologi. “Ad oggi la situazione – analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti Massa Carrara – è sotto controllo grazie alla grande professionalità delle aziende agricole che hanno gestito l’eccezionale ondata di caldo e la scarsità di precipitazioni anche ricorrendo all’irrigazione di soccorso. L’acquedotto agricolo è stato un investimento che si è rivelato determinante per limitare i danni. E’ però assodato che ci troviamo di fronte ad una stagione vitivinicola senza precedenti di cui anche molti anziani produttori non hanno memoria. Ed è giusto presumere che potremmo trovarci anche in futuro di fronte a cambiamenti climatici così pesanti. Avremo meno uva e quindi anche meno resa ma la qualità è salva e questo è un elemento importante per conservare la fetta di mercato che con fatica ed investimenti le aziende si sono conquistate”.

Per Fabrizio Bondielli, Presidente del Consorzio di Candia dei Colli Apuani Doc e titolare dell’azienda agricola “Calevro” fare previsioni è molto difficile: “le aspettative sono in linea con l’andamento climatico pazzo di quest’annata. – spiega – La raccolta delle uve inizierà tra il 4 ed il 5 settembre. La qualità è buona. Lo stress idrico ha causato non pochi problemi con il 5% delle piante danneggiate ed in sofferenza la cui resa potrebbe essere compromessa anche per la prossima vendemmia. Chi è riuscito ad irrigare avrà probabilmente più prodotto. L’andamento varia da zona a zona”.

Il Candia dei Colli Apuani è reduce da un ciclo di positivi eventi di promozione come “MadeDivino” che lo hanno portato sul pontile di Marina di Massa ed è pronto alla nuova sfida del Vinitaly. La new entry nella famiglia del Consorzio è l’azienda di Andrea Tarabella, architetto con la passione per il vino e per i vitigni autoctoni. Per l’azienda agricola “Ramarro” è la seconda vendemmia ma sono già tanti gli attestati di stima arrivati da sommelier, blogger ed esperti. Per la sua azienda ci sono davanti 10 giorni di lavoro. “La qualità delle uve, dal punto di vista degli zuccheri, è buona. Meno la quantità. In alcune zone, dove ho i vigneti, rischiamo di avere perdite anche del 50%. Purtroppo delle 2.000 barbatelle che ho piantato, circa 600 sono andate perse a causa della siccità. Avremo una produzione più contenuta ma siamo sicuri di affrontare il mercato con la stessa qualità di prodotto che ci sta contraddistinguendo”.

Andrea Tarabella

Andrea Tarabella

Dal punto di vista dell’andamento climatico è Assoenologi a fornire il quadro. L’annata 2017 è stata caratterizzata da una primavera con temperature miti e con scarse precipitazioni, condizioni che hanno favorito un germogliamento ed una fioritura anticipata. Nella seconda decade di aprile gelate notturne hanno colpito a macchia di leopardo l’intera regione compromettendo in parte la produzione. Dal mese di maggio si è registrato un aumento dei valori termici al di sopra delle medie stagionali e assenza di piogge. In condizioni di scarso apporto idrico le piante hanno risposto in maniera positiva, ma il perdurare di tale situazione, in concomitanza con temperature che hanno superato anche i 40°C, hanno messo a dura prova le uve e di conseguenza la loro maturazione. Terreni freschi e accurata gestione del verde hanno permesso di salvare gli acini che, in alcuni areali, a causa dell’assenza delle foglie basali, si sono lessati. L’invaiatura è iniziata 15 giorni in anticipo ma, a causa dello stress idrico, non è risultata omogenea.

Le uve, da un punto di vista sanitario, si presentano senza fitopatie, grazie all’attenzione e alla professionalità dei viticoltori che sono riusciti a contrastare ed arginare un importante attacco di oidio. Nel mese di luglio si sono verificati fenomeni temporaleschi con episodi di grandine di breve durata. Il caldo incessante ha avuto un arresto la prima settimana di agosto, tanto che le temperature si sono abbassate di circa 10°C, con la presenza anche di brevi ma intense piogge. Tale cambiamento ha portato un beneficio immediato alla vite, che ha dato importanti risposte sia sull’apparato areale, sia sui grappoli. Le prime analisi delle uve evidenziano una maturazione tecnologica in anticipo di circa 10 giorni rispetto alla media stagionale. Siamo di fronte ad una vendemmia scalare in linea con l’andamento climatico che ha caratterizzato l’annata 2017.

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