Feudo Liguori nasce a Terravecchia, piccolo comune della provincia di Cosenza, in un angolo di Calabria dove la coltivazione dell’ulivo e della vite rappresenta da generazioni una componente essenziale della cultura agricola locale. Qui, tra l’azzurro del Mar Ionio e il verde degli uliveti e dei vigneti che si affacciano sulla piana del fiume Nicà , prende forma un progetto produttivo profondamente legato alla terra, al clima e alla storia di una famiglia.
Il territorio di Terravecchia gode di condizioni ambientali particolarmente favorevoli: l’esposizione al sole, la vicinanza del mare e la ventilazione costante contribuiscono a creare un microclima ideale per la coltivazione sia dell’ulivo sia della vite. In questo contesto, Feudo Liguori interpreta l’agricoltura come un equilibrio naturale tra tradizione e innovazione, tra rispetto delle radici e capacità di evolvere.
Il legame simbolico con il territorio è racchiuso anche nel marchio aziendale, che raffigura il cavaliere vincitore del drago, figura riconducibile a San Giorgio, da cui prende il nome la contrada in cui sorge l’azienda. Un riferimento che unisce spiritualità , tradizione popolare e senso di appartenenza, elementi che definiscono l’identità di Feudo Liguori.
Dall’olio extravergine alla visione agricola integrata
La storia produttiva dell’azienda affonda le sue radici nell’olio extravergine di oliva. Da cultivar tipiche calabresi provenienti dalla Tenuta Rosaneti, attraverso una raccolta manuale accurata e una spremitura a freddo, nasce un olio EVO a basso contenuto di acidità , caratterizzato da buona intensità , morbidezza, profilo fruttato e una piacevole nota speziata. Un prodotto che rappresenta non solo una produzione di eccellenza, ma anche un pilastro culturale della dieta mediterranea.
Per Feudo Liguori, l’ulivo e la vite sono da sempre elementi simbiotici del paesaggio agricolo. L’olio extravergine di oliva non è un’attività parallela, ma un complemento naturale alla produzione vitivinicola, parte integrante di una visione agricola coerente e territoriale.
La nascita della struttura e l’evoluzione tecnologica
La struttura aziendale prende forma nel 1983, quando Saverio Liguori, insieme ai figli Francesco, Giuseppe e Luigi, decide di trasformare anni di passione per la terra e per l’ulivo nella costruzione del primo frantoio. Un progetto inizialmente legato alla trasformazione dell’oliva, sviluppato con sobrietà e funzionalità , secondo uno stile autenticamente calabrese che coniuga utilità e piacere.
Un passaggio decisivo avviene nel 2003, quando Giuseppe Liguori immagina una struttura completamente rinnovata, orientata alle nuove tecnologie. L’azienda viene progressivamente trasformata in uno stabilimento moderno, capace di integrare innovazione, controllo dei processi e rispetto delle tradizioni produttive. La struttura attuale, sviluppata su un dolce pendio, accoglie l’intera filiera produttiva in un ambiente pensato per la vivibilità degli spazi e per un’organizzazione del lavoro efficiente, quasi domestica, ma altamente professionale.
Il vino come espressione della terra
Dal 2017, la gestione dell’azienda passa a Saverio Liguori, figlio di Giuseppe, che amplia l’orizzonte produttivo inserendo nella filiera anche il vino. Nel 2019 nasce il primo vino rosato aziendale, Terra Rossa, simbolo di un nuovo capitolo che affonda comunque le radici nella stessa filosofia agricola.
I vini di Feudo Liguori sono concepiti come espressioni dirette del territorio e della cultura locale. Il lavoro in vigna è meticoloso e quotidiano, mentre in cantina l’obiettivo è quello di rispettare e fissare l’impronta della vigna, senza interventi invasivi. La personalitĂ del vino e la sua riconoscibilitĂ , anche attraverso le differenze tra le annate, rappresentano il valore piĂ¹ alto della produzione.
SostenibilitĂ e responsabilitĂ
La sostenibilità è una linea guida centrale per Feudo Liguori, intesa come impegno sociale, economico e ambientale. L’azienda è da sempre attenta alla cura del territorio e alla salvaguardia della biodiversità , principi che ha scelto di tradurre in modo oggettivo attraverso l’adozione dello standard Equalitas. Un percorso che rafforza la coerenza tra visione agricola, responsabilità ambientale e qualità dei prodotti.

