Il futuro di Cantina Kurtatsch: Erwin Carli è il nuovo enologo

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Cantina Kurtatsch Erwin Carli Enologo

Un nuovo passo, nel nome della continuità e della determinazione: Othmar Donà, storico enologo di Cantina Kurtatsch, passa il testimone a Erwin Carli, da 10 anni attivo nella cantina cooperativa altoatesina nel ruolo di agronomo e Viceenologo.

Una scelta, quella di Kurtatsch, che riflette il grande attaccamento allo spirito di comunità che da sempre la contraddistingue; una grande famiglia, dove ogni risorsa cresce verso lo stesso obiettivo, in simbiosi e collaborazione con chi la precede e chi la seguirà.

L’obiettivo è quello di proseguire nel percorso intrapreso – un percorso di successi continui, testimoniati da un aumento di valore del 110% negli ultimi 9 anni – guardando con lungimiranza al futuro, pur rimanendo fedele alla sua identità cooperativa, legata ai forti valori della tradizione vitivinicola che sin qui l’hanno condotta, e alla sua costante aspirazione verso il miglioramento, nel desiderio di ridefinire i limiti di ciò che è possibile.

Ricerca: passato, presente, futuro

Sarà un percorso, quello di Erwin Carli, all’insegna della continuità ma anche dell’elasticità nell’adattarsi alle nuove sfide con coraggio e ingegno, partendo imprescindibilmente dalla ricerca. Dalle sperimentazioni su lieviti alternativi per controllare lo sviluppo alcolico, agli studi sull’impronta del vetro e l’utilizzo di imballaggi sostenibili, alle continue migliorie apportate alla cantina, Cantina Kurtatsch persegue l’obiettivo di una produzione sostenibile a tutto tondo.

In continuità con quanto fatto negli ultimi decenni grazie alla visione di Othmar Donà, il lavoro di analisi e ricerca proseguirà anche in vigneto, con il distintivo approccio “Zona per Zona, Vino per Vino.” sviluppato con l’obiettivo di creare le migliori condizioni possibili per la produzione di ogni etichetta, per permettere la migliore espressione possibile del potenziale della varietà con un occhio di riguardo alle trasformazioni portate dai cambiamenti climatici.

«È stato un lavoro fatto anno dopo anno, svolgendo microfermentazioni di pochi ettolitri per aiutarci a capire cosa fosse corretto per ogni varietà, così da essere poi in grado di fare grandi vini. – racconta Othmar. – Siamo riusciti ad adattarci ai cambiamenti climatici, trovandone vantaggio nei vini rossi; per i bianchi, abbiamo avuto la fortuna di poter andare più in alto per ottenere la finezza e mineralità distintiva dei vini dell’Alto Adige.»

Grande passione ed eredità di Othmar è stato proprio il lavoro attento e lungimirante sui vini rossi, in particolare le varietà bordolesi: nell’ultimo decennio, affiancato da Erwin, l’enologo ha scommesso su Cabernet e Merlot, vedendo nei terreni ripidi e caldi, esposti a sud est, suoli ideali per queste nobili varietà internazionali ed ampliandone quindi l’estensione di oltre il 65%. Una scelta che ha regalato due tra le più grandi soddisfazioni dei suoi decenni di attività: FREIENFELD e TRES, due etichette icona che hanno confermato a livello nazionale ed internazionale il valore crescente della produzione di Cantina Kurtatsch.

«Sono entrato più di trent’anni fa in una cantina che quasi nessuno conosceva, una realtà piccola e incentrata su una produzione di quantità, più che di qualità. – ricorda Othmar. – La grande soddisfazione è essere, ad oggi, una delle cantine più importanti dell’Alto Adige e dell’Italia, con vini importanti che possono competere con i grandi vini nazionali e internazionali

Eredità e filosofia

È un’eredità, quella lasciata dal suo predecessore, che Erwin Carli onora e rispetta. «Ovviamente se sono qua devo ringraziare Othmar: poter lavorare e partire da questa base di eccellenza è un piacere che devo a lui. L’impostazione che ha dato a Cantina Kurtatsch ci permette di essere oggi un’azienda moderna e di poter prendere di petto le sfide del mercato. – spiega Erwin. – Questo senza la sua grande determinazione non sarebbe mai stato possibile: anche nei momenti in cui il mercato non apprezzava questi prodotti lui è andato sempre avanti. Questo ci dà oggi la possibilità di lavorare con delle viti di una certa età, con una filosofia produttiva rispettata e riconosciuta anche internazionalmente.

Erwin accoglie la sfida di un ruolo che, nella sua particolarità, porta con sé complessità ma anche grande orgoglio: essere a capo di una cooperativa di 190 soci è una responsabilità che l’enologo, così come il suo predecessore, assume con motivazione e rispetto, sottolineando la fierezza dell’aver ottenuto la fiducia di un gruppo così numeroso e la consapevolezza dell’importanza di guidare i soci con saggezza. L’obiettivo è sempre procedere allineati, senza imporre decisioni dall’alto, sviluppando la soddisfazione dei soci e il loro senso di appartenenza ed affiancandoli in ogni processo.

A guidare il neoeletto enologo, il desiderio di continuare a rispecchiare il territorio trasmettendo, attraverso i vini, l’orgoglio e il legame della cooperativa con il suo contesto produttivo. E una filosofia, nelle sue stesse parole, rispettosa del terroir, determinata e instancabile. «Finché il prodotto non è come deve essere, non mi do pace – spiega Erwin. – Un vino proviene da un territorio e deve rispecchiarlo, anche se a volte cozza con le mode del momento – la moda va, le viti rimangono.»

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In 700 metri di dislivello, tra i 220 m e i 900 m s.l.m., abbiamo trovato differenze estreme: sfide, climi, suoli, esposizioni, che ci motivano quotidianamente a ricercare abbinamenti tra vitigni e terroir, al fine di trovare per ogni vitigno le condizioni ideali di coltivazione ed espressione. In montagna ogni vino e ogni annata è frutto di una specifica e irripetibile combinazione di eventi.

Cantina Kurtatsch è un nuovo modello di cooperazione: 190 famiglie che innovano e ridefiniscono la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I soci producono in modo sostenibile vini che rispecchiano la loro inconfondibile provenienza, il loro terroir unico e inimitabile.

Un team giovane che collabora in una struttura architettonica contemporanea perfettamente integrata nel paesaggio e che del paesaggio racchiude elementi naturali differenzianti, la dolomia su tutti, utilizzata come materiale di costruzione che svela la vera essenza del panorama circostante. Da 120 anni viviamo in totale simbiosi tra comunità e natura e promuoviamo nel mondo il patrimonio culturale altoatesino.

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