Réva presenta il nuovo Barolo Ravera 2016

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vigneto ravera

Un ritorno atteso e importante. Dopo un anno di assenza torna sul mercato il Barolo Ravera Docg, punta di diamante e primo cru su cui la cantina Réva ha investito già nel 2012, agli albori della propria storia. Da molti chiamato semplicemente “l’etichetta nera di Réva”, in riferimento al packaging della bottiglia e dell’elegante cassa in legno, il Barolo Ravera torna sul mercato dunque, con alcune importantissime novità: l’utilizzo per la vinificazione della sola porzione di vigna più vecchia e meglio esposta, in cui l’unico Nebbiolo presente è il Michet dai tannini vellutati e precisi, e la conseguente riduzione della produzione totale di questo vino a 3000 bottiglie.

Il desiderio di rendere ancora più prezioso ed esclusivo il Barolo Ravera ha spinto il gruppo di lavoro dell’enologo Gabriele Adriano a uscire sul mercato con un anno di affinamento in più rispetto ai tre dedicati al Barolo Docg – prodotto con le uve di proprietà coltivate in 4 cru differenti – e al  Barolo Cannubi,  portando quindi a quattro anni totali il periodo di maturazione in cantina, per enfatizzare ed armonizzare meglio le mille sfumature sensoriali di un vino di carattere e struttura, che può regalare ancora più emozioni col passare degli anni in bottiglia.

Ravera

A Novello, all’interno della Menzione Geografica Aggiuntiva Ravera, coltiviamo 3 ettari e mezzo di vigneti in posizione di cui un ettaro e mezzo a nebbiolo. Ravera è un’area “magica” per il Barolo, che grazie a terreni ricchi di argilla e calcare acquista una struttura nobile, robusta ma elegantissima, connotata da un ricco profilo aromatico.

2016: un’annata fantastica

Dalla beva trascinante, il Barolo Ravera è un vino profondo ed estremamente ricco, equilibrato ed elegante. Sprigiona un profumo continuo, spaziando dalle note floreali alla frutta rossa e nera, con accenni di tostatura e richiami di tabacco e spezie. Di nobile struttura grazie ai terreni ricchi di argilla e calcare, in bocca è robusto e slanciato, con una compiuta armonia fra l’acidità sempre viva e la fitta trama tannica, persistente e vellutata.

Note di degustazione

Dalla beva trascinante, il Barolo Ravera è un vino profondo ed estremamente ricco, equilibrato ed elegante. Sprigiona un profumo continuo, spaziando dalle note floreali alla frutta rossa e nera, con accenni di tostatura e richiami di tabacco e spezie. Di nobile struttura grazie ai terreni ricchi di argilla e calcare, in bocca è robusto e slanciato, con una compiuta armonia fra l’acidità sempre viva e la fitta trama tannica, persistente e vellutata.

Barolo Ravera 2016

Tote tecniche

Ravera è una vigna certificata biologica dal 2018, condotta con disciplina e rispetto del terroir, applicando il sovescio per arricchire ulteriormente il terreno di sostanza organica, con una particolare attenzione alle potature – corte e bilanciate – per mantenere il giusto tasso di vigoria anche in piante molto vecchie. La doppia selezione garantisce un livello eccellente di qualità delle uve prima dell’inizio della fermentazione, viene effettuata con una prima scelta manuale in vigna ed è poi ottimizzata da una seconda, meccanica, condotta in cantina su tavolo di scelta.

La fermentazione avviene con lieviti indigeni, a temperatura bassa, con macerazione di 40 giorni. Ai 24 mesi di sosta in grandi botti di rovere austriaco seguono, per l’annata 2016, altri due anni in bottiglia, perseguendo la strada che ormai è diventata il vero marchio di fabbrica dell’azienda: l’esaltazione della purezza degli aromi di ciascuna varietà, con una ricerca continua dell’eleganza unita alla bevibilità.

Il vigneto Ravera è capostipite del progetto appassionato ed appassionante di Réva, che si è sviluppato partendo proprio da Novello e che vede declinare la filosofia e lo stile produttivo Réva a terroir differenti, per esprimere al meglio tutta la ricchezza del territorio di Barolo, del suo cru Cannubi e del cru Lazzarito a Serralunga. La cantina ha sede a Monforte d’Alba e da un paio d’anni vede il suo polo di vinificazione e affinamento a La Morra, presieduto dall’enologo Gabriele Adriano con la consulenza dell’enologo Beppe Caviola.

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