CVA Canicattì: un 2018 con il segno più

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Una produzione che sfiora quota un milione di bottiglie e una crescita del fatturato soprattutto in valore per l’aumento del prezzo medio a bottiglia. E poi ancora un nuovo vigneto all’interno del Parco della Valle dei  Templi e il progetto per l’uscita sul mercato di due nuovi vini per festeggiare il cinquantesimo anno della sua fondazione.

Bilancio e prospettive per l’immediato futuro scandiscono gli ultimi giorni di lavoro  di questo 2018 che, per CVA Canicattì, conferma il trend di crescita registrato nell’ultimo quinquennio.

Quello che sta per terminare è, con certezza, l’anno destinato ad entrare negli annali dell’azienda,  che, in poco meno di un decennio, grazie ad una visione imprenditoriale lungimirante centrata sul consolidamento del mercato,  ha raggiunto un posto di assoluto rispetto nel gotha delle aziende siciliane, per reputazione enologica e fiducia dei consumatori.

Dietro questo percorso virtuoso c’è il lavoro di squadra di circa 300 vignerons che hanno raccolto la sfida della qualità, puntando ad ottenere già nel vigneto una materia prima di grande eccellenza. Oggi le etichette di questa cantina godono diun grande consenso internazionale, grazie ad una produzione moderna e fortemente identitaria, in grado di trasmettere pienamente l’autenticità della Sicilia del vino.

A dirlo chiaramente sono proprio numeri, che descrivono un aumento del fatturato del 7% rispetto al 2017 dato che diventa ancora più significativo e gratificante in relazione alla crescita della vendita delle etichette più importanti, premio ad una qualità ormai riconosciuta e globalmente apprezzata che si fonda su precise scelte colturali centrate ad esprimere nel bicchiere sempre più territorialità.  “Anche questo per noi vuol dire fare impresa – afferma Giovanni Greco, Presidente di CVA Canicattì – remunerando i nostri viticoltori in maniera sempre più coerente al loro lavoro certosino in vigna”.

Tra i vini più apprezzati di CVA Canicattì tirano la volata le etichette bandiera come il Fileno e il Centuno, che prendono vita rispettivamente da uve di Grillo e Nero d’Avola, con 40.000 bottiglie prodotte per ciascuna etichetta.

Segue l’Aquilae Grillo Bio, che ha toccato quota 30.000 e il Satari, petillant ottenuto con uve autoctone che ha sfiorato le 35.000 bottiglie prodotte e vendute. Inoltre sono andate esaurite anche l’annata in commercio , la 2014, dei cru Aynat (poco più di 6000 bottiglie prodotte con una selezione di uve di Nero d’Avola  da vecchie vigne) e Diodoros (3600 bottiglie, tutte numerate prodotte con le uve a bacca rossa del vigneto posto sotto il Tempio di Giunone in un’area demaniale data in gestione dal Parco della Valle).

Questi vini, inoltre, mettono in evidenza come CVA Canicattì con la propria gamma di etichette è in grado di saper soddisfare le esigenze espresse da una fascia di consumatori trasversale  che va da quelli che scelgono vini più complessi e strutturatia quelli che lipreferiscono più freschi e di pronta beva, senza dimenticare coloro che prediligono i vini provenienti da agricoltura biologica certificata.

Sul fronte della produzione si è raggiunta quota 970.000  bottiglie, suddivise equamente tra il mercato italiano e i mercati esteri. Anche grazie alle iniziative promozionali e strategiche messe in campo con The Wine Net – Italian Co-Op Excellence, il network cheinsieme a CVA Canicattì raccoglie altre cinque importanticantine sociali di tutta Italia.

La cooperativa siciliana ha migliorato così la propria performance nel canale Ho.Re.Ca. e ha potenziato la distribuzione delle sue etichette nel Centro-Nord della penisola. Sul versante export, il lavoro sinergico con la rete delle cooperative, ha permesso a CVA Canicattì di ampliare il numero dei paesi esteri serviti che, con gli ingressi di Thailandia e Cuba, ha raggiunto quota 25.

Tra questi, i mercati maggiormente serviti sonola Germania, l’Inghilterra, la Francia e la Svizzera mentre Extra UE le vendite sono miglioratenegli Stati Uniti (dove da poco è iniziatoun percorso con nuovi distributori negli stati del Massachusetts, Nord Carolina e New York) in Cina e in Canada (dove prossimamente CVA Canicattì esordirà anche nelle province del Québec e della British Columbia).

“Il 2018 – spiega Giovanni Grecoè stato importante perché ha consolidato la nostra maturità produttiva ma ci aspetta un nuovo anno di intenso lavoro dove saranno tanti i progetti che punteranno a rafforzare quanto fatto in questi anni e ad accrescere l’appeal del nostro brand. Valorizzeremo ulteriormente il Progetto Diodoros che sarà al centro della nostra comunicazione in forza all’aumento della produzione delle sue bottiglie che saranno ricavate anche dalle uve di un nuovo vigneto di due ettari, sempre all’interno del Parco delle Valle dei Templi, in un’area limitrofa alla vigna che abbiamo in gestione dal 2012. Dopo gli investimenti fatti lo scorso anno sulle tecnologie produttive,  il prossimo rinnovamento toccherà altri  settori dell’azienda,  a partire dalla riorganizzazione della nostra rete vendita che vedrà l’ingresso di due capi area che ottimizzeranno la distribuzione delle nostre etichette.”

Nel 2019 CVA Canicattì festeggerà il 50° anniversario della sua fondazione: “Ci stiamo preparando al meglio a questo importante traguardo – conclude il presidente – che festeggeremo con una serie di iniziative e con il lancio di due nuovi vini, un rosso e uno spumante”.

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