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21 Febbraio 2026

Storico riconoscimento internazionale per Leone de Castris: ingresso in Les Hénokiens

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Salice Salentino, 16 febbraio 2026 – Un nuovo, prestigioso riconoscimento internazionale per Leone de Castris: la storica azienda vitivinicola salentina entra ufficialmente nell’associazione Les Hénokiens, il selettivo sodalizio con sede a Parigi che riunisce soltanto imprese familiari con almeno 200 anni di storia, proprietà ininterrottamente nelle mani della stessa famiglia e comprovata solidità finanziaria.

Da gennaio 2026, l’antica realtà guidata da Piernicola Leone de Castris fa parte del ristretto gruppo internazionale. L’ammissione è stata formalizzata nelle scorse settimane dal presidente Alberto Marenghi. 

Con l’ingresso di Leone de Castris, i membri dell’associazione salgono a 57: 16 francesi, 15 italiani, 10 giapponesi, 5 svizzeri, 3 tedeschi, 2 austriaci, 2 belgi, 2 olandesi, 1 inglese e 1 portoghese. 

Tutte aziende accomunate da almeno due secoli di storia e dalla continuità familiare nella gestione.

Fondata nel 1981, Les Hénokiens riunisce imprese attive in settori diversificati – dall’aeronautica all’industria pesante, dal commercio ai servizi, fino alla produzione vinicola e all’editoria – con l’obiettivo di promuovere la cooperazione tra realtà che condividono il valore dell’impresa familiare come modello solido e duraturo nel tempo, capace di coniugare tradizione e innovazione.

“Per la nostra azienda – dice Piernicola Leone de Castris – essere stati coinvolti nel percorso associativo degli Hénokiens, rappresenta un importante riconoscimento del nostro profondo e coerente radicamento nel territorio e della nostra realtà produttiva ultracentenaria, gestita da sempre con dedizione, rigore, salvaguardia delle tradizioni e costante attenzione all’innovazione per uno sviluppo aziendale nel rispetto della nostra identità di impresa familiare. Per noi – aggiunge – è importante la ricerca per essere al passo coi tempi. Il tutto, però, deve avvenire rispettando le tradizioni produttive in vigna e in cantina, con il fine di valorizzare le peculiarità territoriali e i vitigni autoctoni. Ringrazio il presidente Marenghi per averci riservato il privilegio di far parte dell’associazione. Da parte nostra cercheremo da subito di dare il nostro fattivo apporto per assicurare, assieme agli altri soci, i risultati operativi attesi”.

Fondata nel 1665 da Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei conti di Lemos, Leone de Castris vanta oltre 350 anni di storia e rappresenta uno dei simboli dell’enologia pugliese e italiana. Dopo una lunga fase dedicata alla produzione di vino sfuso, nel 1925 l’azienda avviò l’imbottigliamento di vino di qualità con la prima etichetta “Moscatello”, scelta lungimirante che segnò una svolta strategica. Nel 1943 nacque il celebre “Five Roses”, primo rosato imbottigliato in Italia, mentre nel 1954 fu imbottigliato il rosso “Salice”, tappa che contribuì nel 1976 alla nascita della Doc “Salice Salentino”.

Oggi l’azienda è proprietaria di circa 250 ettari vitati e produce Negroamaro, Primitivo, Malvasia, Verdeca, Aleatico, Chardonnay, Sauvignon, Susumaniello e Fiano, consolidando una tradizione vitivinicola che coniuga identità territoriale, ricerca e innovazione.

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