In un panorama vitivinicolo sempre più competitivo, Centopassi (Palermo) rappresenta un caso di studio raro e concreto: un insieme di cooperative agricole che non solo hanno costruito un progetto identitario forte, ma hanno saputo tradurlo in risultati commerciali solidi e continui nel tempo. Un percorso che fa dialogare vitigni autoctoni siciliani, valorizzazione del territorio e capacità di stare sui mercati globali, senza snaturare la propria origine.
Centopassi è l’anima vitivinicola delle cooperative Libera Terra in Sicilia e opera su circa 70 ettari di vigneto coltivati in biologico, distribuiti su 13 vigneti nell’Alto Belice Corleonese, con altitudini che arrivano fino a 950 metri. Un contesto pedoclimatico complesso, che ha permesso di costruire una gamma coerente e riconoscibile, fondata prevalentemente su varietà autoctone come Grillo, Catarratto, Carricante, Nero d’Avola, Perricone, Lucignola, Nerello Mascalese e Nocera.
La dimensione agricola si riflette in una scala produttiva ormai strutturata: oltre 500 mila bottiglie prodotte ogni anno, con una presenza commerciale che non si limita al mercato nazionale. Centopassi esporta oggi in 14 Paesi, a conferma di una capacità di dialogo con i mercati internazionali costruita nel tempo, attraverso una crescita progressiva e misurabile.
I numeri delle vendite raccontano questa traiettoria con chiarezza. Dal 2018 alla chiusura del 2025, il totale delle bottiglie commercializzate ha mostrato una tenuta costante anche negli anni più complessi per il settore, con una crescita significativa nell’ultimo biennio che ha riportato il dato complessivo sopra le 540 mila bottiglie annue, il più alto di sempre (+18,5% rispetto al 2024). Un risultato particolarmente straordinario, data la situazione di mercato, che non dipende da un’unica etichetta, ma da un portafoglio articolato: dalle linee Placido Rizzotto e Giato fino ai Cru, che nel tempo hanno progressivamente rafforzato il loro peso all’interno del mix commerciale.
È questa articolazione che colloca Centopassi tra le esperienze più strutturate del riuso sociale dei beni confiscati alle mafie e che onora al meglio gli obiettivi della legislazione italiana in materia, modello studiato anche all’estero.
Centopassi dimostra che la cooperazione sociale impegnata nel riutilizzo dei bene confiscati, quando è supportata da una visione imprenditoriale chiara e da competenze tecniche solide, può essere non solo sostenibile ma pienamente competitiva. Un modello in cui la valorizzazione dei vitigni e delle singole vigne diventa uno strumento concreto per raccontare un territorio e renderlo leggibile anche a migliaia di chilometri di distanza.
In questo senso, Centopassi non è soltanto un marchio ma un caso virtuoso: un esempio compiuto di come una cooperativa nata su beni confiscati possa affermarsi sul mercato del vino di qualità, parlando il linguaggio dell’economia reale senza rinunciare alle proprie radici. Un equilibrio delicato, che oggi si traduce in numeri, continuità e riconoscibilità.
Contatti:
Contrada Don Tommaso, snc
90040 San Cipirello (PA)
www.centopassisicilia.it
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