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15 Gennaio 2026

Marchesi Alfieri torna a produrre un vino bianco dopo 25 anni

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Dopo una breve parentesi degli anni ’90 in cui si produceva un bianco da vitigno internazionale e oltre trent’anni dedicati all’eccellenza dei vini rossi piemontesi, Marchesi Alfieri inaugura un nuovo capitolo della propria storia con il lancio del Derthona, Colli Tortonesi DOC Timorasso 2023.

Un progetto ambizioso che rappresenta insieme una sfida tecnica, un arricchimento della gamma e una naturale evoluzione per un’azienda che dal 1696 interpreta il territorio piemontese con passione e rigore.

Una scelta di identità

“Siamo partiti dalla volontà di produrre un bianco che fosse espressione autentica delle terre del Piemonte, con spiccata personalità e capacità di evolvere nel tempo”, spiega l’enologo Mario Olivero che dal 1999 ha assunto la direzione aziendale della Tenuta. “Il Timorasso ci aveva sempre incuriosito: un vitigno che sposa perfettamente la nostra filosofia di vini strutturati, con buona freschezza acida, capaci di esprimere complessità in bottiglia”.

La scelta del Timorasso non è casuale. Vitigno storico del Piemonte, abbandonato nel XX secolo a causa della bassa resa e quasi dimenticato dopo la fillossera, ha conosciuto una straordinaria rinascita negli anni ’80 grazie alle sue qualità uniche e al grande potenziale di invecchiamento.

Il vigneto: Monleale, terroir d’elezione

Marchesi Alfieri ha individuato le condizioni ideali per il proprio Derthona nel comune di Monleale, cuore pulsante della denominazione Colli Tortonesi. Sei ettari con esposizione a est, a 400 metri di altitudine, dove la pendenza moderata garantisce un’ottimale insolazione durante l’intera giornata, proteggendo al contempo le viti dall’eccessivo calore estivo.

“La scelta del vigneto è nata da una riflessione condivisa, ma la decisione finale è stata della famiglia,” racconta Giovanna San Martino di San Germano, oggi alla guida di Marchesi Alfieri insieme alle sorelle Emanuela e Antonella e alle nuove generazioni. “Abbiamo scelto di investire in un territorio di confine, dove Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna si incontrano: un paesaggio storicamente vocato alla policoltura, in cui boschi e vigneti convivono in equilibrio da secoli. Qui la sostenibilità non è un concetto astratto, ma un modo di vivere e di coltivare che rispetta la complessità del luogo e la sua capacità di rigenerarsi nel tempo.”

Un approccio che rispecchia pienamente la filosofia di Marchesi Alfieri, da sempre impegnata a coniugare innovazione e tradizione, sguardo contemporaneo e memoria del territorio.

Vinificazione e stile

Il Derthona Marchesi Alfieri nasce da una vinificazione attenta e rispettosa. Le uve vengono pressate intere, senza diraspatura, per preservarne la delicatezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata di 18°C, seguita da un lungo periodo di affinamento sulle fecce fini che dona al vino complessità e struttura.

Il risultato è un vino elegante e complesso: al naso emergono note di mela e agrumi, seguite da sentori di frutta tropicale fragrante e fiori gialli, con affascinanti accenni di idrocarburo e pietra focaia che si sviluppano con l’affinamento in bottiglia. In bocca si rivela pieno, con una sapidità importante bilanciata da una freschezza vivace e persistente.

L’annata 2023: debutto promettente

La prima annata, la 2023, sarà disponibile da gennaio 2026 e ha già dimostrato un’eccezionale capacità evolutiva. “Il valore di un vino che sa evolvere nel tempo sta nella sorpresa, nello stupore che regala stappando le bottiglie anno dopo anno. Con la 2023 abbiamo già avuto dimostrazione di un vino pronto, ma con una grande capacità di evoluzione”.

Il Derthona si propone come vino da abbinamento gastronomico, adatto anche a piatti complessi, con un carattere deciso ma sempre nel rispetto della tipicità territoriale.

Un ponte verso il futuro

L’etichetta del Derthona racconta il suo territorio: il colore blu carta da zucchero richiama le caratteristiche marne tipiche del tortonese, terreno d’elezione per questo vitigno. Il nome resta semplicemente “Derthona“, antico toponimo di Tortona, omaggio alla denominazione e alla storia millenaria di questi luoghi.

“Questo vino rappresenta un consolidamento del nostro brand e un ponte verso nuove generazioni di consumatori”, afferma Christian Carlevero, enologo in azienda dal 2007. “È una sfida entusiasmante e un banco di prova importante per un’azienda quale la nostra che, pur essendo già conosciuta, vuole continuare a stimolare curiosità e interesse”. Il Derthona Marchesi Alfieri sarà disponibile in cantina e nel canale Ho.re.ca.

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