‘Calici di stelle’ a Tempio: la Sardegna in cinque sorsi

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In occasione della notte di San Lorenzo, fra clima vacanziero ed aria di collina, raccontiamo uno spaccato di storie legati ai migliori vini di Sardegna. Degustazione all’interno del chiostro dell’ex convento degli Scolopi a Tempio Pausania. Nei tre giorni dedicati alla festa dei desideri di metà agosto, la cittadina della Gallura ha ospitato l’evento Onav dedicato all’eccellenza vinicola sarda.

Tracolla e calice alla mano, l’attenzione viene ovviamente catturata dal primo bianco della zona gallurese, il Vermentino Docg. Un’etichetta celebre in tutta la regione, comprendente vini bianchi dal colore paglierino e talvolta dai riflessi tendenti al dorato. Fermo o frizzantino, ottimo abbinamento per i piatti di pesce della costa nord. Ne assaggiamo almeno due tipologie, la prima più leggera (11%) e la seconda dal gusto più deciso e meno fruttato (13%). La freschezza e leggera acidità del vitigno autoctono a bacca bianca contraddistinguono il Vermentino Gallura dalle altre varianti sarde, ma non rientranti nella Docg caratteristica di una regione dal terroir granitico e roccioso. A seguire, uscendo dall’ampio regno del Vermentino, ecco i rossi, i rosati e gli spumanti.

Degustazione con scelta fra cinque diversi vini, offerti da aziende della zona e da assaggiatori esperti Onav sezione Gallura. Con metodo classico Charmat si ottengono ottimi spumanti, dolci o brut, da Vermentino Docg che la Cantina Sociale Gallura di Tempio ha deciso di mettere sul banco per accompagnare le specialità dolciarie sarde. La scelta ricade sul dolce, dal perlàge ampio e brillante nella sua variante da fine pasto. Il rosato da uve Cannonau cattura invece la nostra attenzione per le sue colorazioni intense, di un rosa quasi tendente al buccia di cipolla. Servito freddo è un piacere, ma senza perdere con ciò le note a tratti spigolose che questo vitigno sardo a bacca rossa vinificato per due mesi a contatto con le bucce riesce a regalare.

Infine il rosso, un bellissimo color rubino, un vino giovane (2016), detto per una serie di ragioni storiche “il vino dell’amore”. Prodotto dalle vicine Cantine Siddura attraverso una sapiente opera di vinificazione delle uve Cagnulari, dal vitigno a bacca rossa frutto del passaggio secoli fa degli spagnoli – con cui la cultura sarda ha tuttora molto in comune – e così chiamato anche per le sue note floreali e fruttate che risaltano ad una prima analisi olfattiva. Al contempo, però, un vino dal sapore avvolgente, intenso e persistente quasi da lasciare a bocca asciutta dopo un paio di sorsi, con aromi che ricordano il “non lontano” Nebbiolo piemontese trapiantato in Gallura con il Regno Sabaudo. Cinque vini e tante storie, per una regione che vanta una sola Docg e tante Doc – a seconda dei terreni e delle zone interne o di mare – ma alla quale guardare con grande interesse per le sue potenzialità.

Vermentino di Gallura

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