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31 Gennaio 2026

Un calice di Sangiovese umbro per brindare al ritmo dell’amore

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Una cena improvvisata, la playlist giusta, nessuna formalità, solo connessione. Per dirsi ti amo nel giorno di San Valentino non serve per forza la tovaglia ricamata, la candela a centro tavola e le posate d’argento. Basta preparare il suo piatto preferito e accompagnarlo con un vino che parla chiaro, con il giusto ritmo, senza filtri, come il Sangiovese della Tenuta Pometo di Lungarotti: autentico, diretto, sorprendentemente attuale.

Un rosso succoso, scorrevole e divertente, a partire dall’etichetta che raffigura un curioso vino-gatto con un tralcio per coda e un calice nella zampa. L’immagine è ripresa da uno degli ex libris realizzati dall’artista Andrzej Kot per il Museo del Vino di Torgiano, creato negli anni ’70 dalla famiglia Lungarotti.

Il Sangiovese Umbria IGT Pometo 2023 in bocca è dinamico con tannini delicati e una freschezza che lo rende versatile e conviviale. Si abbina con naturalezza a molti piatti tradizionali, ma anche alla pizza gourmet e alla cucina fusion informale. Sorprendente anche come aperitivo se servito leggermente fresco. Il Sangiovese umbro è un po’ come le storie d’amore più profonde: ha carattere, ma sa ascoltare; è intenso, ma mai esplosivo; lascia il segno senza essere invadente. E allora brindiamo all’amore vero, quello semplice, spontaneo, senza clamori. Un calice alla volta.

***

Lungarotti, storica realtà vitivinicola dell’Umbria, ha contribuito a scrivere la storia del vino italiano nel mondo. Fu Giorgio Lungarotti, nel dopoguerra, a trasformare l’azienda agricola di famiglia a Torgiano, in una cantina di successo. Una storia che oggi continua nelle tenute di Torgiano e Montefalco, grazie all’impegno, la passione e la competenza di 3 generazioni della famiglia. Con il Progetto 1962, lanciato nel 2025, è iniziato un nuovo ciclo dell’azienda che torna alle sue radici per raccontare una nuova contemporaneità. La visione del Progetto 62, che prende il nome dalla prima annata del Rubesco Torre di Giano, le due etichette simbolo rivisitate nella forma e nella sostanza, è chiara e ambiziosa: portare l’Umbria e il suo stile di vita lento nel mondo proponendo vini intramontabili e territoriali. Tra i pilastri dell’azienda, l’enoturismo e la promozione della cultura del vino, dell’olio e del patrimonio artistico attraverso il  Museo del Vino   e il  Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano. www.lungarotti.it

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