Con 1,5 miliardi di persone e un mercato vinicolo che nel 2025 ha generato 238 milioni di dollari e che si prevede supererà i 520 milioni di dollari entro il 2028, l’India si prospetta come il nuovo “El Dorado” per l’export del vino italiano dopo gli accordi UE-India appena stipulati che vedono, tra gli altri, i dazi sul vino scendere dal 150% al 20% per quelli premium e al 30% per quelli di fascia media.
“Per noi produttori di vini l’accordo UE-India ci spalanca un mercato dalle straordinarie opportunità, e non parlo dell’India ma di tutto il Sud-Est asiatico, Thailandia e Indonesia, ma anche Vietnam, regioni dove non vi è una cultura del vino, il cui consumo è bassissimo rispetto alla popolazione che invece beve molta birra.” spiega Diego Cusumano, produttore che ben conosce il mercato internazionale del vino.
Per quanto rappresenti ancora un mercato di nicchia, i recenti dati sevidenziano una crescita accelerata del consumo di il vino italiano in India, l’export italiano in un paese che conta 1,5 miliardi di abitanti, genera soltanto 2,6 milioni di euro/anno (su un export totale che vale circa 8 miliardi di euro).
“Con i dazi indiani precedentemente fissati al 150% – sottolinea il vignaiolo Cusumano – un vero vino italiano di qualità, poteva arrivare anche a costare 12-14 volte in più. Un prezzo davvero proibitivo per far si che questo mercato potesse anche solo avvicinarsi al nostro prodotto, ed infatti sino ad oggi il 70% del vino italiano esportato in India si è collocato nella fascia di prezzo entry-level, con quelli di livello superiore ad appannaggio della produzione francese.”
IL VINO MIGLIOR TESTIMONIAL PER TURISMO E CULTURA ITALIANA.
PRODUTTORI: “IL MINISTERO INVESTA SU DI NOI PIUTTOSTO CHE SU AVATAR BOTTICELLIANE”
Adesso è fondamentale essere i primi a conquistare il mercato indiano, muovendosi velocemente e rapidamente, col supporto anche economico – soprattutto per quanto riguarda i costi della promozione – delle istituzioni e con un piano di comunicazione e promozione efficace e condiviso
Questo accordo secondo i produttori è inoltre una fantastica opportunità anche per l’incoming turistico verso l’Italia, e non solo nei luoghi più turistici di essa. È infatti più che conclamato che il vino e il cibo sono un volano per promuovere L’Italia, la nostra cultura, il made in Italy ma soprattutto i nostri luoghi, le terre d’origine del nostro enofood. “Il che rappresenta – aggiunge Cusumano – un’occasione per promuovere, non solo il comparto ma tutto il made in Italy, i suoi luoghi su un mercato fresco di 2 miliardi di potenziali turisti!”
“La mia proposta – continua – è quella dunque di un grande budget di comunicazione finanziato dai Ministeri dell’Agricoltura, Made in Italy e Turismo, ma con gestione da parte di produttori e acclarati professionisti. Ci si accorgerà che un bicchiere di buon vino italiano ritorna in valore più di mille avatar botticelliane”.
UE-India, con dazi giu al 20% per produttori VINO è nuovo “El Dorado”

