Il Vinitaly della Puglia, unica regione i cui vini non hanno richiesto operazioni di “arricchimento

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Annata complessa, quella del 2007, che sarà ricordata come la più “avara” degli ultimi 60 anni. E che consegna alla Puglia un primato assolutamente invidiabile. “La nostra regione – spiega Leonardo Palumbo, presidente Assoenelogi Puglia, Basilicata e Calabria – è l’unica in Italia a non aver richiesto operazioni di “arricchimento”. L’unica, cioè, i cui vini sono assolutamente naturali, autentica e perfetta espressione del sole e della terra, senza alcun intervento “correttivo”. Ed è certamente questo il dato più interessante che emerge dall’ultima vendemmia”.

E sarà questo uno dei tanti motivi per cui varrà la pena visitare il Padiglione 10, quello in cui la Puglia si presenta con ben 164 aziende espositrici (altre 25 occupano spazi esterni al padiglione stesso) e ben 1500 etichette. E con un fitto calendario di eventi organizzati dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari e dall’Unione Regionale  delle Camere di Commercio: laboratori, degustazioni, incontri e workshop che vedranno la fattiva collaborazione delle delegazioni regionali di Slow Food, Associazione Italiana Sommelier e Movimento Turismo del Vino.

“Tra i fiori all’occhiello di questa partecipazione pugliese alla 42° edizione di Vinitaly – sottolinea Enzo Russo, Assessore alle Risorse Agroalimentari – c’è sicuramente l’incontro che abbiamo organizzato tra 38 buyers internazionali e 55 delle nostre aziende. Una conferma a quella che è ormai una vocazione internazionale dei nostri vini, capaci di esprimere grande qualità, base di partenza essenziale per competere e proporsi sul mercato”.

Un’internazionalità figlia dei riconoscimenti che le etichette pugliesi raccolgono in tutti i continenti e che conferma la bontà della strategia adottata dalle istituzioni e dai produttori della regione che, in questi anni, hanno puntato i loro sforzi sui grandi autoctoni e sul forte connubio tra vini e territori.

“Connubio che sarà il leit motiv del nostro padiglione e Verona – conferma Luigi Farace, presidente dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio – con il Primitivo di Manduria, il Negroamaro e il Nero di Troia a guidare i visitatori in un percorso tra i nostri territori: dalla Daunia alle Murge, dalla Messapia e Valle d’Itria al Salento”.

E i visitatori del Padiglione Puglia potranno anche testare la loro abilità con la “Caccia al sentore”, gioco organizzato dal Movimento Turismo del Vino Puglia che si basa proprio sul riconoscimento dei più noti autoctoni pugliesi ai quali sarà inoltre dedicata un’installazione artistica.

Altra tappa impedibile, per i gourmet che affolleranno i padiglioni della kermesse scaligera, rimane l’Osteria Vino e Cibo che, nella scorsa edizione, ha riscosso un enorme successo. Gestito da Slow Food Puglia, lo spazio proporrà ogni giorno i piatti preparati da tre rinomati chef pugliesi, ovviamente abbinati alle etichette della regione, con menu che cambieranno di giorno in giorno.

I vini saranno invece gli assoluti protagonisti delle degustazioni guidate dai sommelier dell’Ais Puglia, che offriranno ai visitatori una panoramica completa ed affascinante del Vigneto Puglia.

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