Obiettivo Brasile, la Sicilia del vino di qualità a San Paolo

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Il processo di internazionalizzazione del vino siciliano di qualità ha nei paesi dell’area BRIC un punto qualificante e, proprio in Brasile, sviluppa uno dei suoi assi strategici più importanti. Dal 20 al 22 giugno un folto gruppo di aziende vitivinicole della Sicilia sarà impegnato a San Paolo – la città più importante per il commercio del vino nel grande paese sud-americano – in una serie di incontri, workshop e degustazioni riservate ad una platea brasiliana di buyer, giornalisti e operatori dell’alta ristorazione.

Il progetto, firmato da Michele Shah ed inserito nella programmazione OCM Sicilia della Regione Siciliana, è stato promosso dall’Istituto regionale Vini ed Oli di Sicilia e vede la compartecipazione di una selezione di aziende aderenti alle maggiori Associazioni di categoria dell’isola: Assovini e Pro.Vi.di.

Il momento clou della missione IRVOS in Brasile si concentra nelle giornate del 20 e 21 giugno, nella splendida cornice dell’Hotel UNIQUE di San Paolo, coinvolgendo due dei nomi più importanti del sistema vino del Brasile: il direttore dell’Associazione brasiliana dei Sommelier Arthur Azevedo e Giovanni Bacigalupo, noto professionista specializzato nella consulenza alle aziende importatrici brasiliane per la selezione dei vini italiani da importare.

Diciassette aziende vitivinicole di qualità, in rappresentanza dei territori di produzione più vocati alla viticoltura della Sicilia, avranno modo di confrontarsi con un mercato, quello brasiliano, nuovo e in forte espansione, aperto a nuove iniziative commerciali sul food e beverage del made in Italy e che dimostra interesse verso i vini di fascia solare e di territorio. La Sicilia enologica è un brand che attrae, soprattutto per i vini ottenuti da vitigni autoctoni, sia rossi che bianchi. Le aziende coinvolte sono: Alessandro di Camporeale, Baglio dei Fenicotteri, Corbera Vini, Nicosia, Cambria Vini, Abraxas, Baglio di Pianetto, Planeta, Benanti, Tasca d’Almerita, Feudo Maccari, Poggio Graffella, Valle dell’Acate, Geraci, Cusumano, Morgante ed Enologica Cassarà. Espressioni di una produzione che tocca tanti territori, dall’Etna alle isole minori di Pantelleria e Salina, senza dimenticare l’area del ragusano con il Cerasuolo di Vittoria, i Nero d’Avola prodotti nella Sicilia centro-meridionale patria d’elezione di questo vitigno principe, sino al territorio del Mamertino nel Messinese e del Belice con un ventaglio di tipologie e varietà che possono interpretare al meglio l’enologia dell’isola.

“Il mercato brasiliano è in crescita e guarda ai vini italiani con rinnovato interesse – commenta Dario Cartabellotta – Direttore dell’Assessorato Regionale alle Politiche Agricole – la Sicilia può intercettare questa domanda qualificata di vini a forte identità e con grande immagine. Non è un mercato per solo Prosecco e Lambrusco quello del brasile: il consumatore attento e preparato, ma anche il neofita incuriosito e alla ricerca di novità, trova nei vini siciliani una risposta enologicamente moderna e differenziata, sia per i territori di produzione che per vitigni”. Anche Michele Shah sottolinea l’importanza strategica del mercato brasiliano:”il livello raggiunto dalle scuole sommelier è altissimo e la Sicilia deve poter investire in Brasile investendo su queste professioni del mondo del vino e della ristorazione che sono a diretto contatto con il consumatore finale. Anche la comunicazione specializzata è notevolmente cresciuta, soprattutto quella del WEB, ma anche nell’editoria specializzata che ha nelle riviste ADEGA, GOSTO, Prazeres da Mesa e MENU le migliori espressioni”.

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