Conclusione Convegno Azienda Sperimentale La Bicocca

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Venerdì 22 maggio, a Saluzzo, presso il Centro Centro per le Rarità Ampelografiche Cuneesi “Giuseppe di Rovasenda”, all’interno dello splendido complesso della Castiglia, si è tenuto il Convegno di presentazione del “Piano per la rilevazione e il controllo della superficie vitata saluzzese”, dell’Azienda Viticola Sperimentale “La Bicocca” in Verzuolo (CN): novità nel panorama viticolo pedemontano. Un pubblico specializzato di giornalisti, studiosi, ampelografi, enotecnici, produttori, appassionati di enologia, operatori del settore vitivinicolo e autorità ha assistito all’incontro dimostrando interesse e partecipazione per gli interventi dei relatori, che hanno esposto con grande capacità divulgativa dati e dettagli relativi all’imminente costituzione dell’Azienda Viticola Sperimentale “La Bicocca”.

Al via, dunque, un progetto di grande interesse e innovazione in un’area, il Saluzzese, da sempre considerata marginale dal punto vitivinicolo: nell’Azienda, che sorgerà nella tenuta di Verzuolo dove un tempo il Conte Giuseppe di Rovasenda (autore del Saggio di un’Ampelografia Universale – 1877) collezionò oltre 3.000 vitigni, verranno presto messe a dimora le barbatelle di alcune varietà a rischio di estinzione e autoctone delle vallate che confluiscono nella città marchionale. Bubia, Parporio, Cardin, Bianchetto di Saluzzo, Rossese Bianco sono i vitigni che saranno oggetto di studio presso il vigneto sperimentale ma sono solo una parte di quell’immenso patrimonio ampelografico che questo territorio conserva e che vuole riscoprire per dare un nuovo impulso alla viticoltura locale. In questo quadro si inserisce dunque la giornata di studi svoltasi venerdì scorso, indispensabile per fare il punto sullo sviluppo della realtà enoica saluzzese, anche in virtù della convenzione stipulata recentemente (1° aprile 2009) tra la Regione Piemonte e la Città di Saluzzo per la realizzazione del “Piano per la rilevazione e il controllo della superficie vitata saluzzese”: un progetto interamente finanziato dalla Regione che permetterà di costruire l’intera mappatura dei vigneti sul territorio saluzzese.

Altro momento cruciale del convegno è stata la presentazione in anteprima di Gianluigi Biestro (Direttore dell’Associazione Vignaioli Piemontesi) del progetto di allargamento della DOC Piemonte: un progetto che si presenta rivoluzionario e che promette di ridisegnare il panorama delle denominazioni protette in Piemonte. In effetti la DOC Piemonte ridisegnata andrà a coprire tutto il territorio piemontese, rappresentando la DOC di “ricaduta” per tutte le aree oggi già inserite in altre DOC (sono oltre 50 in Piemonte). Inoltre, i territori montani dei comuni che conservano ad oggi una viticoltura potranno produrre le uve per i vini DOC Piemonte Vigne di Montagna, a patto che il vigneto soddisfi almeno uno dei requisiti del CERVIM (altitudine, pendenza, presenza di ciglioni o terrazzamenti). Da queste vigne eroiche potranno uscire vini DOC prodotti con qualunque vitigno idoneo alla coltivazione nella Regione Piemonte. Obiettivi della riforma: rafforzare la DOC con il nome più riconoscibile, semplificare la promozione, incentivare la ripresa della viticoltura nelle zone marginali.

Per quanto concerne gli altri interventi nello specifico, il Prof. Parisio e il Prof. Grasso, rispettivamente dirigente e docente dell’I.I.S. Umberto I di Alba (ben nota come “Scuola Enologica”, che ha svolto gli studi preliminari per la scelta dei vitigni da impiantare), hanno illustrato le modalità di realizzazione del campo sperimentale; il Dott. Enrico Zola (Regione Piemonte e CERVIM) ha mostrato l’importante ruolo del Cruscotto Regionale: uno strumento istituito dalla Regione Piemonte che, inserito all’interno dell’Osservatorio Vitivinicolo, è in grado di fornire gli strumenti tecnologici che concorrono alla gestione consapevole e corretta del territorio; il Dott. Marco Bertolotti (Koinè Sistemi s.r.l. Torino) ha presentato quelle che sono le possibilità informatiche per lo studio della vocazionalità del territorio, mentre l’Assessore all’Agricoltura della Città di Saluzzo, Michele Fino, ha riassunto i concetti chiave che hanno spinto l’Amministrazione Saluzzese a investire sulla viticoltura: tutela del territorio e segnatamente del paesaggio collinare; sostenibilità idrica ed economica; conservazione del patrimonio di tradizioni, conoscenze e cultivar: un ricco bagaglio di conoscenze e strumenti che saranno necessari ad affermare l’identità e l’importanza del distretto rurale del saluzzese.

Dopo il momento conviviale curato dal Ristorante L’Ostu dij Baloss di Saluzzo, la giornata è proseguita con un tour enogastronomico presso alcune importanti aziende agroalimentari del territorio, tra cui due realtà vitivinicole emergenti come Vigna Monte d’Oro di Verzuolo e Maero di Castellar, due caseifici artigianali, come il Caseificio San Martino di Saluzzo e il Casolare di Piasco, e chicca finale, il Birrificio Boero di Frassino. Un nutrito gruppo di appassionati e giornalisti ha partecipato all’interessante pomeriggio di studio “sul campo” e di degustazioni, tra cui l’inviato del TG3, Alberto Gedda, accompagnato da una troupe televisiva.

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