Paladini, Passiti e Cultura a Bologna

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Lo spessore culturale che notoriamente caratterizza l’attività dei PALADINI DEI VINI DI SICILIA e la corrispondente valenza di efficacia che viene accreditata al modo con cui essi promuovono la migliore immagine dell’isola del vino, ha fatto sì che gli organizzatori bolognesi di “Librinchiostro” richiedessero – ottenendone positivo riscontro – che a parlare della Sicilia colta fosse proprio il presidente dei “Paladini”, Diego Maggio. E così, in questa prima edizione del festival delle librerie del quartiere San Vitale – il più tradizionale del centro storico del capoluogo felsineo – il cinquantesimo anniversario del “Gattopardo” (ritenuto il capolavoro più importante della letteratura italiana, dopo i “Promessi Sposi”) ha costituito l’occasione affinché il brindisi a Giuseppe Tomasi di Lampedusa vedesse degustare alcuni famosi Passiti di Pantelleria, anche liquorosi, in abbinamento a formaggi emiliani ed al pecorino siciliano d.o.p.

Dopo le ammalianti affabulazioni dell’avv. Maggio (che è anche consigliere delegato del Consorzio di Tutela della d.o.c. Pantelleria) sull’appeal naturalistico, produttivo e storico delle due isole del Mediterraneo profondo, un’attrice ha proposto la lettura di passi tratti dal famoso romanzo, ancor più motivando l’approccio ai gioielli offerti da Abraxas, Donnafugata, Miceli e Pellegrino: tutte aziende evidentemente sensibili alla promozione culturale. Il target degli almeno duecento ammirati fruitori di tali meraviglie – ospitati nel suggestivo chiostro di vicolo Bolognetti – era costituito soprattutto da studenti e docenti universitari. A fine serata, tutti parlavano di Nun, Ben Ryè, Nes, Tanit, Kabir, Abraxas, Yanir, Entelechia… E progettavano il loro prossimo viaggio in Sicilia.

 

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