Cantina Ruggeri: il Cartizze DOCG ora certificato SQNPI

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Cartizze Brut Ruggeri Certificato SQNPI

Consapevole dell’importanza della biodiversità del territorio e di una viticoltura sostenibile Ruggeri, storica cantina di Valdobbiadene, ha intrapreso negli anni numerosi progetti innovativi volti alla salvaguardia dell’ecosistema e alla salute dei conferitori. Nel 2019 i pionieri del Prosecco hanno aderito al sistema SQNPI: un impegno che oggi si concretizza e vede i Cartizze D.O.C.G. Brut e Dry fregiarsi della rinomata certificazione sulle sue bottiglie. Il marchio SQNPI testimonia la produzione integrata nel prezioso cru del Cartizze e l’innata lungimiranza della cantina protagonista nel Cuore del Prosecco.

Il Valdobbiadene Superiore di Cartizze D.O.C.G. certificato SQNPI

Per la prima volta il rinomato marchio SQNPI sarà applicato sulle etichette dei pregiati Cartizze D.O.C.G. Brut e Dry di Cantina Ruggeri a partire dalla vendemmia 2020, annata disponibile in commercio a partire da giugno. Oltre a rappresentare una solida tutela per i consumatori e i buyer, la certificazione SQNPI corona l’impegno costante di Ruggeri nella difesa della biodiversità e della bellezza di un territorio che da secoli custodisce paesaggi vitati.

Le uve destinate a questi vini di alta gamma provengono dal prezioso cru del Cartizze, la collina situata al centro del “Triangolo d’Oro” compreso tra i paesi di Santo Stefano, San Pietro di Barbozza e Saccol e riconosciuto come apice qualitativo dell’intera denominazione. Questo areale si estende su soli circa 106 ha situati tra i 300 e i 500 m, di cui Cantina Ruggeri vinifica il 12% di tutte le uve: di gran lunga la percentuale maggiore vinificata da una singola azienda. Il Cartizze D.O.C.G. firmato Ruggeri è uno dei primi della sua categoria a fregiarsi del marchio SQNPI.

Parola chiave: formazione e lungimiranza

Per accrescere la sensibilità e la sapienza dei soci conferitori, gli agronomi seguono attentamente i viticoltori in vigna al fine di trasferire le conoscenze necessarie: “I nostri conferitori rappresentano il primo anello di una lunga catena qualitativa che inizia in vigneto e trova la massima espressione nel calice degli appassionati”, afferma l’agronomo Gianluca Tognon, responsabile del progetto. Per questo motivo la sete di conoscenza e l’attivo coinvolgimento dimostrati dai viticoltori sono stati cruciali per la riuscita del progetto.

Le radici della storica cantina di Valdobbiadene affondano in una terra preziosa, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: “Per noi è fondamentale preservare il territorio e monitorare l’ecosistema, creando le migliori condizioni per una produzione eccellente e soprattutto di qualità sostenibile. Da sempre siamo in prima linea per testare metodologie sempre più efficaci ed innovative di lotta integrata”, spiega Tognon.

SQNPI: quando l’unione fa la forza

Da sempre Ruggeri crede e dà voce ad una terra unica nel suo genere e per farlo si avvale del tesoro più prezioso: l’aiuto degli oltre cento conferitori che da decenni collaborano con la cantina. Nel 2019, sostenuta dai conferitori e dal team di agronomi, Ruggeri ha deciso di aderire al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata. In questo contesto sono molteplici le norme e le pratiche da seguire per ridurre al minimo i trattamenti chimici e fitosanitari al fine di produrre un vino conforme al disciplinare e proteggere la preziosa biodiversità del territorio e la salute dei viticoltori che assiduamente lavorano in vigna.

Per farlo, Cantina Ruggeri si è affidata ai tecnici di “Progetto Natura”, uno studio di esperti agronomi che da vent’anni collabora con la cantina di Valdobbiadene. “Il marchio SQNPI presente da oggi sulle bottiglie del nostro identitario Valdobbiadene Superiore di Cartizze D.O.C.G. rappresenta la massima espressione dell’impegno corale e delle sinergie che quotidianamente avvengono tra i conferitori, gli agronomi e la cantina. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere tutte le famiglie conferitrici entro il 2024 ed estendere così la certificazione anche alle altre linee”, afferma Tognon.

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