Terre da Cabernet: Viaggio in Italia in un bicchiere di Cabernet

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Dall’unione di quattro grandi aziende vinicole d’eccellenza nasce “Terre da Cabernet” un’associazione che ha l’obiettivo di celebrare uno dei più grandi vitigni di tutti i tempi: il Cabernet. Tasca d’Almerita, Castello del Terriccio, Montevetrano e Tenuta San Leonardo: questi grandi nomi dell’enologia italiana, in un’epoca di spasmodica corsa alla riscoperta di antiche varietà, hanno ritenuto di primaria importanza dare voce ad un grande vitigno che ha contribuito in maniera determinante ad avvicinare i produttori e i consumatori al puro piacere edonistico del vino che ha contraddistinto questi ultimi decenni.

L’iniziativa è stata presentata lo scorso venerdì, 8 ottobre, a Roma e tenuta a battesimo dal prof. Attilio Scienza, tra i massimi esperti di agraria, responsabile di numerosi progetti di ricerca nazionali nel campo dell’agronomia, della fisiologia e della genetica della vite. Non poteva che essere Attilio Scienza, autore di importanti ricerche sulla zonazione, a raccontare come il Cabernet, quello che Secondat Montesquieu definiva “il vitigno perfetto” già nel 1785, sia arrivato in Italia e abbia espresso le sue migliori peculiarità secondo le diverse regioni, dando vita a vini eccellenti con caratteristiche anche assai diverse.


Quest’antica varietà è infatti riuscita ad adattarsi in modo straordinario in Italia, ambientandosi sui vari terreni del nostro paese. Il Cabernet è stato anche uno dei grandi rappresentanti del nostro rinascimento enologico ed ha spinto molti produttori a varcare i confini nazionali imponendosi con autorevolezza in tutto il mondo e divenendo simboli del Made in Italy.


Quello che propone Terre da Cabernet è dunque un viaggio nell’Italia enologica seguendo come filo di Arianna il vitigno Cabernet attraverso le regioni in cui ha saputo esprimere le sue migliori potenzialità: dal Trentino della Tenuta San Leonardo, alla Toscana con il Lupicaia del Castello del Terriccio; dalla Campania con il Montevetrano, alla Sicilia con Tasca d’Almerita. Ad ogni sorso questi quattro Cabernet permettono al “consumatore” di assaporare luoghi, climi e culture enologiche diverse.


Il Cabernet Sauvignon Tasca d’Almerita nasce nella Tenuta Regaleali, nel centro geografico della Sicilia, tra dolci colline lontane dal mare, dove l’altitudine tra 450 e 850 metri determina notevoli escursioni termiche tra giorno e notte. Il Lupicaia di Castello del Terriccio nasce in Toscana, da una terra selvatica, affacciata sul mar Tirreno, con microclima tipicamente mediterraneo, talmente ricca di minerali da attirare i minatori etruschi. Il Cabernet Montevetrano dell’omonima tenuta nasce nell’interno della costiera amalfitana, tra Paestum e Pompei. San Leonardo produce infine il suo Cabernet nel caratteristico borgo cintato del XIII secolo in Vallagarina, dove i Padri Crociferi già nel 900 d.C. coltivavano la vigna in questo luogo di culto religioso.


Quattro aziende appartenenti a famiglie che ancora oggi si trovano a gestire le loro realtà con la tenacia e la grande passione che contraddistingue da sempre la maggior parte della produzione vinicola del nostro paese. Sono aziende che hanno contribuito a preservare tradizione, cultura e paesaggi ma che al tempo stesso hanno saputo innovare portando la “scienza” del vino nella cultura del nostro paese.


Dall’iniziativa di “Terre da Cabernet” nasce un preziosissimo cofanetto contenente i quattro Cabernet frutto del lavoro delle quattro aziende fondatrici del progetto. “Terre da Cabernet” ha anche un obiettivo di solidarietà: l’associazione sostiene infatti Wine For Life, confermando l’amicizia che lega l’eccellenza vinicola italiana all’iniziativa solidale realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio per un sostegno sanitario delle popolazioni più a rischio del continente africano, dove oltre 25 milioni di persone afflitte dal virus hiv/aids e 14 milioni di bambini sono orfani di aids. Il contributo di Terre da Cabernet permetterà di realizzare “Dream”, il programma avviato nel 2002 dalla Comunità di Sant’Egidio per curare donne, uomini e bambini in moltissime regioni africane devastate dal virus.

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