Le Pignole vara la “Banca del Tocai Rosso”.

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L’azienda Agricola Le Pignole di Brendola (Colli Berici-Vicenza) ha avviato la costituzione di un campo catalogo in cui conservare una collezione clonale di Tocai Rosso. Sui ceppi di un vecchio vigneto di proprietà, sito in località Soàstene, verranno innestate le marze di sette cloni di Tocai Rosso, che si aggiungeranno ai due già presenti in azienda. In totale la collezione clonale sarà quindi composta da nove varietà, ognuna coltivata in almeno 50 piante per clone. “Lo scopo della nostra iniziativa – spigano Paolo e Gianna Padrin, titolari dell’Azienda Agricola – è quello di salvaguardare il patrimonio genetico dei cloni più antichi dei Colli Berici, attualmente a rischio di estinzione. Inoltre crediamo di poter trarre indicazioni utili per l’utilizzo dei diversi cloni”.

È il primo progetto di questo genere per il Tocai Rosso, vitigno tipico dei Colli Berici, il cui arrivo in terra veneta rimane ancora incerto. Secondo una teoria accreditata potrebbe essere stato portato nel Trecento dai Frati Benedettini da Avignone (allora sede del papato), oppure potrebbe essere arrivato nella provincia di Vicenza all’inizio Ottocento a seguito dei primi emigranti. Il Tocai Rosso infatti altro non è che Grenache, vitigno ampiamente diffuso nella Valle del Rodano, dove è alla base del prestigioso Châteauneuf du Pape; in Spagna (dove assume il nome di Garnacha) e in Sardegna (dove è chiamato Cannonau).

I lavori della “banca del Tocai Rosso” inizieranno nelle prossime settimane sotto la direzione di Domenico Frigo, enologo de Le Pignole e con la consulenza della dott.ssa Severina Cancellier, ricercatrice dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Conegliano. Verranno messe a dimora le marze ricavate da tre piante coltivate da secoli sui Colli Berici, in particolare una selezionata sul versante ovest (a Brendola) e due sul versante Est, a Toara e a Barbarano. Quindi vi saranno tre cloni attualmente in commercio e reperibili presso la collezione dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e tre cloni in uso in altrettante aree diverse: la Cote du Rhone per il Grenache, il Priorato per la Garnacha e la Sardegna per il Cannonau.

“In questo modo – spiega Davide Xodo, agronomo – i cloni potranno essere diversificati ampelograficamente ed enologicamente attraverso le microvinificazioni che inizieremo a partire dalla vendemmia 2009”. “L’obiettivo della nostra ricerca – conferma Paolo Padrin – è quello di individuare le varietà clonali che possano esprimere al meglio questo territorio. La ricchezza minerale del terreno – con la presenza di basaltiche, calcare e sedimenti marini – offre potenzialità ancora tutte da scoprire”.

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