Rosso del Conte 2007 Tasca d’Almerita

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Rosso del Conte Tasca d'Almerita vendemmia 2007

Torno a scrivere di una degustazione dopo tanto tempo, un po’ perché non mi piace scrivere, un po’ perché ormai bevo veramente poco vino. Da oltre 15 anni vivo in Olanda, lontano dalla cantina del piccolissimo ristorante della mia famiglia, e allora compro e bevo sempre meno vino. L’unica cosa che mi lega al mondo del vino ormai è solo questo portale, e anche di questo mi sto stancando, perché mi ruba così tanto tempo. Forse la verità è che ho perso la passione per il vino. Per fortuna ogni tanto la mia famiglia mi manda un paio di casse di vino.

Visto che la crisi economica da un paio di anni ha colpito duramente anche la nostra piccola attività di ristorazione, i vini che non vendiamo ce li beviamo (questo era il motto di mio padre, ormai scomparso da tantissimi anni). Nelle ultime due casse, rimaste sigillate per alcuni mesi, ebbene si non le ho aperte neppure per curiosità, ho trovato una bottiglia di Rosso del Conte vendemmia 2007 della cantina Tasca d’Almerita. Ho preso la bottiglia in mano, e subito sono andato indietro negli anni con i ricordi, i bellissimi anni ‘80. Tasca d’Almerita, quando i vini siciliani non erano ancora di “moda”, era l’unica cantina siciliana ammessa nella cantina (scusate il gioco di parole) del ristorante di mio padre. In mezzo a centinai di etichette di cantine italiane e francesi molto famose, solo quelle di Regaleali erano ammesse a rappresentare la Sicilia del vino. Si deve infatti anche alla famiglia Tasca d’Almerita la rinascita dell’enologia siciliana proprio in quel periodo, anche se la loro storia per la verità è molto ma molto più lunga.

Già allora produceva degli autentici fuoriclasse, come lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon, ma il Rosso del Conte è quello che ricordo il più volentieri, un vino siciliano nel vero senso della parola. A mio modesto parere, è uno dei migliori vini siciliani, sicuramente lo è la vendemmia 2007. Il vino nasce come un blend di Nero d’Avola e Perricone, un altro vitigno autoctono siciliano, ma nel corso degli anni però sia le percentuali che le tecniche di produzioni sono cambiate, ed oggi è fondamentalmente un Nero d’Avola, con una piccola presenza di Perricone, e anche di altre uve a bacca rossa, ovviamente delle migliori selezioni vendemmiali. Il vino non viene prodotto nelle vendemmie non ritenute all’altezza, come quella del 2009.

Il Rosso del Conte vendemmia 2007, che ho bevuto io, si presenta con un bel colore rosso rubino intenso e brillante e leggerissimi riflessi violacei. Al naso mostra un frutto maturo e elegante, con sentori che ricordano principalmente la marasca e la ciliegia, e con note speziate e tostate che si mescolano ai piccoli frutti rossi. In bocca è un rosso potente, con una struttura tannica ancora non perfettamente levigata, ma comunque in equilibrio con tutto il resto, e che denota ancora una certa freschezza, molto buono anche il finale. In conclusione un vino che non delude mai, prezzo intorno ai 30,00. Può riposare in cantina ancora per diversi anni.

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