Chiusa Grande, conclusione progetto “VI.NA – Vini naturali”

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L’azienda agricola biologica Chiusa Grande di Franco D’Eusanio, ubicata a Nocciano (Pe), ha presentato nella mattinata di lunedì 28 settembre u.s. i dati riepilogativi del progetto di sperimentazione “VI.NA – Vini naturali”. Presso la Sala Figlia Di Jorio della Provincia di Pescara  sono stati riassunti gli incoraggianti esiti della ricerca che rientra nel Programma di Sviluppo Rurale Abruzzo 2007/2013, Misura 1.2.4., e che ha avuto il supporto del Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale.

Grazie all’appoggio scientifico del C.Ri. V.E.A. (Centro di Ricerca Viticola ed Enologica d’Abruzzo), dell’Università di Teramo e dell’Università di Pescara-Chieti, per la prima volta in Abruzzo si sono portati avanti contemporaneamente 3 linee sperimentali in chiave di agricoltura biologica:

  • gli aspetti sensoriali e tecnici legati ai vini senza solfiti aggiunti;
  • i dettagli riguardanti la produzioni di vini spumanti secondo il Metodo Classico;
  • le particolarità del profilo organolettico delle micro e macro vinificazioni in vasche di pietra di Pietranico (Pe).

Per quanto concerne questo ultimo innovativo aspetto, proveniente da una tradizione secolare,  tutti gli esperti hanno concordato sul fatto che i vini (ben riconoscibili per sapidità e mineralità) e le vasche rupestri (concentrate in numero maggiore a Pietranico rispetto al resto dell’Abruzzo) costituiscono nuovi  elementi attrattori in termini di identità territoriali per l’intera regione.

Domenico Francomano, direttore del Gal Terre Pescaresi ha ribadito che la necessità di puntare sulle particolarità delle risorse agro-alimentari dei singoli territori non può prescindere dal legame con le tantissime testimonianze storiche e culturali presenti in Abruzzo. In questo senso, ha segnalato come paradigmatico e virtuoso il caso dei vini autoctoni “In Petra”, Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo, vinificati in vasche di pietra di Pietranico secondo un approccio che rifugge l’omologazione e mira alla rivalutazione della tradizione; tema su cui ha relazionato il ricercatore Edoardo Micati. Entusiasti dell’iniziativa il presidente della Provincia Antonio Di Marco insieme ai sindaci Lorenzo Mucci e Francesco Del Biondo, dei Comuni di Nocciano e Pietranico rispettivamente.

Dino Mastrocola, professore della Facoltà di Bio-scienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali   dell’Università di Teramo, e gli enologi dell’azienda Franco Giandomenico e Beniamino Di Domenica hanno sottolineato l’importanza del rigore scientifico nell’approccio sperimentale per garantire un prodotto finale che rispecchi la filosofia aziendale nel rispetto assoluto del benessere del consumatore. Va segnalato che i vini vinificati nella pietra di Pietranico sono privi di cessioni minerali e metalliche nocive, quindi non ci sono elementi che compromettono la stabilità chimico-fisica del vino e la sua salubrità.

Maurizio Odoardi, direttore del C.Ri. V.E.A. (Centro di Ricerca Viticola ed Enologica d’Abruzzo), ha fornito un quadro complessivo del panorama vitivinicolo regionale: costituito da circa 32.000 ettari e con una produzione nel 2014 di quasi 4 milioni di ettolitri di vino (di cui circa 1.5 milioni sono a Denominazione d’Origine e Indicazione Geografica). Odoardi ha ricordato l’assetto nuovo dell’OCM (Organizzazione Comune dei Mercati), che prevede l’abolizione del diritto di impianto. Cioè, dall’anno prossimo l’acquisto di una  nuova parcella adibita a vigneto deve presupporre l’esistenza pregressa di un vigna nello stesso luogo con relativo permesso per impiantare.

Tutti i risultati dello studio “VI.NA – Vini naturali” di Chiusa Grande – istogrammi del profilo sensoriale, analisi del panel, l’analisi petrologica sviluppata da Francesco Stoppa, professore di Geochimica e Vulcanologia dell’Università G.D’Annunzio di Chieti – Pescara e altre informazioni – saranno oggetto di  pubblicazione cartacea e saranno anche consultabili sul sito aziendale: www.chiusagrande.com.

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