Le Colture e Le Vigne di San Pietro: debutto gourmand in terra slovena

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Un debutto davvero gourmand, é proprio il caso di sottolinearlo, quello dell’azienda agricola Le Colture di Valdobbiadene e de Le Vigne di San Pietro (Sommacampagna – Verona) in terra slovena. Una selezione delle migliori etichette aziendali ha infatti accompagnato le creazioni culinarie di livello del celebre chef Janez Bratovž, di recente nominato uno dei migliori 100 chef al mondo, nel suo Restavracija JB, il più rinomato locale di Lubiana, in occasione di una serata riservata alla stampa specializzata e agli operatori del settore. Organizzata da Carpe Diem Club nella persona di Andreja Lajh, l’occasione ha visto i vini de Le Colture affiancati da quelli di un’altra realtà vinicola veneta di prestigio: Le Vigne di San Pietro di Sommacampagna (VR) rappresentate da Carlo Nerozzi.

L’idea di realizzare questo evento nasce infatti da una chiacchierata informale tra i due produttori, Alberto Ruggeri per Le Colture e Carlo Nerozzi per Le Vigne di San Pietro, amici uniti da una medesima grande passione; lavorare con impegno per ottenere prodotti di alta qualità. E presentarsi con questi frutti ad un nuovo mercato, attento e particolarmente interessato alle produzioni vinicole italiane, specie quelle venete. Un territorio dalle grandi potenzialità a partire dal suo cuore commerciale; la capitale Lubiana.

Gli ospiti intervenuti, in rappresentanza delle più importanti testate enogastronomiche slovene quali Revija Vino, Delo, Dolce Vita, Pet Zezdic, hanno subito dimostrato indubbio interesse nei confronti di quelle che, per questo paese, sono delle novità enologiche, arrivando all’appuntamento già preparati, come si è percepito dalle domande mirate che hanno rivolto ai produttori: tecniche di vinificazione, tipologia del vitigno (come si adatta, come cresce, come viene coltivato), differenze tra vecchia e nuova denominazione, differenze tra Prosecco di Pianura e Valdobbiadene Docg, mercati d’esportazione, ristoranti stellati in cui l’azienda è presente.

Un confronto vivace in un clima di grande cordialità e spontaneità, mentre in tavola si succedevano le originali creazioni di Janez. Tra le prelibatezze che hanno deliziato i presenti, citiamo gli scampi marinati e tonno su insalata di mango e cetrioli, abbinati al Valdobbiadene Docg Spumante Extradry “Pianer”- Le Colture, la zuppa cremosa di fagioli con olio di zucca e ravioli ripieni alle animelle abbinati al Bardolino – Le Vigne di San Pietro, la polenta con asparagi e ricotta affumicata con il Custoza – Le Vigne di San Pietro, le costine di agnello con pezzettini di cavolo con il Refolà – Le Vigne di San Pietro. E, per terminare in dolcezza, crostata di arance accompagnata dal Valdobbiadene Spumante Cartizze – Le Colture. E se il debutto con la stampa ha avuto simili presupposti, ci auguriamo che presto i vini delle due realtà venete riempiano i calici dei brindisi dei consumatori sloveni.

Janez Bratovž, cuoco numero uno di Lubiana, vanta oltre 35 anni di esperienza a contatto con tutti e quattro gli elementi, come ama dire lui. Dal 2000 coi figli è alla guida del Restavracija JB, locale art nouveau e retrò-chic sulla Miklošičeva, strada maestra della capitale slovena. “La mia cucina è fondata sulla salinità dell’acqua, l’amaro del fuoco, l’asprezza dell’aria e la dolcezza minerale della terra”, dice Janez.


Già giovanissimo alle prese con le ricette dei maestri dell’alberghiero di Lubiana, che gli impongono di realizzare bene più ricette possibile, lui preferisce andare controcorrente e seguire l’istinto: farne poche ma di personalità. Questa determinazione si rafforza nel quinquennio 1987-1992, allo Tschebull Inn di Egg am Faaker See, in Austria. Con questo bagaglio di know how internazionale-alpino-mediterraneo insieme, torna a casa e apre il suo primo ristorante JB: 4 tavoli in tutto e carpacci, scampi, carne appena scottata. Gusti e proposte inediti per il commensale sloveno. Seguono brevi stage di approfondimento: Da Vittorio a Bergamo, da Alain Ducasse al Louis XV di Montecarlo, a Chicago, ancora a Salisburgo.


Poi Janez scopre Ferran Adrià a Madrid Fusión e le spume fanno ingresso nei suoi piatti.


Dopo l’esperienza con la cucina molecolare, che in alcuni casi torna nelle sue creazioni, Janez persegue una filosofia che lo tiene vicino alla tradizione, al cucinare lento; sempre cercando di trarre il massimo dalle materie prime impiegate, mantenendo l’equilibrio tra gli insegnamenti del passato e l’innovazione. Con in testa un’antica sfida: riprodurre in versione alleggerita i gusti che lo stregavano da bambino.

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