Intervista a Mario Petito presidente della Cupertinum

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La sede della Cupertinum, circondata da enormi eucalipti secolari e da una stupenda pineta marittima, è localizzata al centro della cittadina che ha dato i natali a San Giuseppe da Copertino – noto per i suoi mistici voli, protettore degli studenti e soggetto di un magnifico testo di Carmelo Bene – ma anche – in ambiti più prosaici e dionisiaci – a Giuliano Sangiorgi, compositore e voce dei Negramaro, gruppo salentino dai successi internazionali. Sicuri di trovare in lui una fonte storica attendibile e una competenza tecnica di prim’ordine, incontriamo il presidente Mario Petito nel suo ufficio, nella parte amministrativa degli imponenti edifici storici della Cupertinum. Il dottor Petito è presidente della Cupertinum, Cantina Sociale Cooperativa di Copertino, dal 1985, prima per molti anni ha ricoperto l’incarico di amministratore. Suo padre, nel 1935, fu uno dei fondatori della Cantina, e quindi fin da piccolo ha respirato e vissuto atmosfere e pratiche enoiche, cui ha dato sostanza laureandosi in Scienze Agrarie, specializzazione in viticoltura, all’università di Firenze, dove è stato allievo del professor Garoglio, uno delle massime figure dell’enologia italiana.

Storia e geografia, tempo e spazio, memoria e ricerca. Ascoltiamo il suo racconto.



“La Cupertinum, Cantina Sociale Cooperativa di Copertino, nasce nel 1935 su iniziativa di un gruppo di viticoltori, con l’ambizioso obiettivo di diffondere la qualità dei vini salentini, collaborando e rinunciando all’individualismo che caratterizzava questo territorio. Fino agli anni Settanta, la Cantina prevalentemente trasformava le uve per i vini da taglio che venivano utilizzati in varie zone d’Italia, dal Chianti al Barolo, dal Veneto alla Lombardia. A questo si sommò, per una decina di anni, un altro sbocco: dopo l’indipendenza dell’Algeria, la Francia fu costretta a rivolgersi a nuovi mercati per l’acquisto dei vini. Così negli anni Sessanta la maggior parte della produzione della Cantina era acquistata dai francesi, per migliorare i propri vini. Dagli anni Settanta, con le normative comunitarie questo non fu più possibile. Attualmente vendiamo ancora parte del vino in cisterne, ma ovviamente gli imbottigliatori non possono utilizzarlo per migliorare i vini di altre zone DOC.


All’inizio degli anni Settanta venne a mancare lo sbocco commerciale francese, e nello stesso periodo si verificò la crisi del settore, che in poco più di un decennio portò alla riduzione a un terzo della superficie vitata della provincia di Lecce. A limitare la produzione, oltre alla perdita del mercato francese e alle nuove norme comunitarie, contribuì anche la crisi del rapporto economico tra proprietari e conduttori (era diffuso allora il metodo della colonìa), con la legge dei patti agrari del ’82. In quel momento delicato di ristrutturazione della produzione e di crisi di mercato, la comunità europea dette dei contributi per l’espianto dei vigneti, cosa che molti proprietari fecero, non avendo la professionalità di quei viticoltori che avevano condotto fino a quel momento la produzione. Questi tre fattori portarono alla riduzione dell’area vitata, ma anche a una selezione dei vitivinicoltori, infatti rimasero quelli che veramente avevano le competenze tecniche. Si dovettero cercare altri sbocchi commerciali, cosa che si fece soprattutto nel settore dell’imbottigliato e dello sfuso. La creazione – nel 1977 – della DOC Copertino contribuì a valorizzare i nostri vini e fu uno sprono a fare vini di qualità. Negli ultimi decenni i vini della Cupertinum hanno sviluppato – ed è uno dei nostri vanti – un solido e stabile sbocco commerciale nel Nord Europa, in particolare nei Paesi scandinavi, e in America.”


Per gli appassionati, ricordiamo anche qualche dato tecnico?


“La cantina attualmente ha una base sociale di circa 350 soci che conferiscono le loro uve per una superficie complessiva di circa 400 ettari . Il sistema di allevamento più diffuso è l’alberello pugliese, circa 60% della superficie vitata, mentre l’altra forma utilizzata è la contro spalliera, che per certe operazioni è meccanizzabile, ma assicura una sempre una buona qualità delle uve. La produttività si aggira sui 90 quintali per ettaro per i vigneti ad alberello, sui 110 in quelli a contro spalliera (il disciplinare della DOC permette di arrivare a 140). A proposito di viticoltura, un altro nostro vanto – anche personale – che mi permetto di ricordare è l’individuazione, in collaborazione con il professor Calò dell’Istituto Enologico di Conegliano (presidente dell’Accademia della Vite e del Vino) del Negroamaro cannellino, una varietà precoce, di bassa resa ma di alta qualità.”


Al prestigio dei vini della Cupertinum ha contribuito anche Severino Garofano, un nome importante dell’enologia italiana.


“Sì, per ben 45 anni l’enologo della Cupertinum è stato Severino Garofano, un grande professionista, colui che ha dato lustro all’enologia salentina – oltre che alla nostra Cantina – e che è stato determinante per la valorizzazione del Negroamaro. Anche la realizzazione della DOC Copertino è stata ottenuta grazie all’impegno della nostra Cantina – ed è un terzo vanto – e da Garofano, con una precisa individuazione delle caratteristiche pedoclimatiche omogenee dei territori di Copertino, Carmiano, Arnesano, Monteroni, e di parte di quelli di San Pietro in Lama, Lequile e Galatina.”


Come riassumeresti il progetto attuale che ha alla base la volontà di miglioramento e innovazione?


“Sottolineerei quattro aspetti principali. Innanzitutto, stiamo dando e continueremo a dare sempre più importanza alla cura dell’uva e della vendemmia, e quindi all’assistenza agronomica dei soci, nella consapevolezza che il “vino di qualità si fa a partire dalla vigna”. Per inciso, la consulenza e assistenza soci per la parte fitosanitaria è seguita dal Co.di.le. (Consorzio di difesa e valorizzazione delle produzioni intensive, dell’ambiente e del territorio rurale della provincia di Lecce) e per la parte agronomica da un tecnico della Cupertinum.


Poi, per il miglioramento della qualità, abbiamo incaricato da pochi mesi Giuseppe Pizzolante Leuzzi, un giovane, competente, prestigioso enologo, che ha già dimostrato la sua bravura collaborando ad altre aziende salentine e realizzando ottimi vini. Il nostro obiettivo è chiaro: valorizzare ancora di più sia i vini che escono con la Denominazione d’origine Copertino – il Rosso Copertino, il Rosso Riserva Copertino – sia quelli che escono come IGT Salento, che per ora sono il Cigliano (Chardonnay e Malvasia bianca di Lecce), il Primitivo, il Piede Torto (Negroamaro, Merlot e Syrah) e il Rosato Spinello dei Falconi (da uve Negroamaro e Malvasia nera).


Vogliamo quindi sviluppare una rete commerciale sul territorio nazionale, che si affianchi agli ottimi risultati di vendite all’estero, riducendo la commercializzazione del vino sfuso e aumentando l’imbottigliato di qualità.


Infine, con fermezza e serenità, vogliamo continuare il percorso segnatoci dai fondatori, adeguandoci alla contemporaneità, ma anche con la presunzione di precedere tendenze e gusti. Per questo abbiamo realizzato una ristrutturazione degli spazi espositivi e di vendita, così come – in occasione del settantacinquesimo anniversario – abbiamo realizzato un nuovo abbigliaggio alle nostre bottiglie e presentato il nuovo logo della Cupertinum. Credo che il grande lavoro da fare nei prossimi anni sarà coinvolgere i giovani, sia nel consumo intelligente dei vini di qualità, ma in loco anche nello stimolare la passione per l’agricoltura e vitivinicoltura, ovviamente dando la possibilità ai giovani di avere un reddito dignitoso. La creazione di un matrimonio, di un circuito virtuoso tra cultura del territorio (il barocco leccese, la musica salentina, le nuove proposte culturali), turismo, vini e prodotti gastronomici, ambiente, e quindi per forza di cose, agricoltura, sarà la chiave di volta e di svolta del futuro prossimo.” (m.t.)


> Vinitaly 2010, Verona 8-12 aprile,


la Cupertinum è al Padiglione 10, isola G5, stand 26-27


Vi aspettiamo per farvi assaggiare i nostri vini: il Rosso Riserva Copertino Doc, il Rosso Copertino Doc, e gli Igt Salento: Primitivo, Piede Torto, Spinello dei Falconi, Cigliano.


I vini della CUPERTINUM e i loro estimatori


La Cupertinum è una realtà solida che ha stabili mercati con il Nord-Europa, in particolare con i Paesi scandinavi, forse anche per questo non si è fatta molto conoscere in Italia, anche se ha sempre avuto estimatori raffinati, infatti, già dagli anni ’80 dei suoi vini hanno scritto Luigi Veronelli, molti sommelier, giornalisti e molte Guide e riviste di settore.


I vini della Cupertinum sono presenti con valutazioni egregie su:


> Guida Vini d’Italia 2010 L’Espresso: Tre Bottiglie e 15.5/20 al Copertino DOC 2004, Tre Bottiglie e 15.5/20 al Primitivo IGT Salento 2007;


> Guida Slow Food al Vino Quotidiano: 2 Stelle al Primitivo IGT Salento 2007; 1 Stella al Copertino DOC 2004; 1 Stella allo Spinello dei Falconi Salento Rosato IGT 2008; fin dalla prima edizione questa Guida ha espresso ottime segnalazioni ai vini della nostra Cantina;


> Guida ai Vini di Puglia e Basilicata: al Copertino DOC Riserva rosso 2003: vino di grande finezza e di alto livello; allo Spinello dei Falconi 2007 IGT Salento Rosato: vino di notevole eleganza e particolare finezza;


> anche le Guide Gambero Rosso e Veronelli hanno premiato, a partire dagli anni ’90, i Vini della Cupertinum in diverse annate.


> Vinitaly 2010, Verona 8-12 aprile,


la Cupertinum è al Padiglione 10, isola G5, stand 26-27


CUPERTINUM, Cantina Sociale Cooperativa di Copertino


Via martiri del Risorgimento, 6 – Copertino – Tel. 0832.947031 / addetto comunicazione m.t. 3393667470
E-mail: cantinacopertino@libero.itcontatti@cupertinum.it

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