Chiarli leader nel lambrusco in gdo

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E’ Grasparossa Chiarli il Lambrusco più venduto in Gdo nel secondo semestre del 2009. Con oltre 1,7 milioni* di euro di valore di venduto e più di 470 mila* litri di volume, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc Chiarli è il più apprezzato e ricercato dai consumatori italiani sugli scaffali della grande distribuzione italiana, subito seguito dal Lambrusco di Sorbara Doc (oltre 1,6 milioni* di euro a valore, quasi 450 mila* litri a volume). In un mercato rilevante come quello del Lambrusco, – oltre 41 milioni di fatturato nella gdo italiana, anno terminante 2009 – primo vitigno nelle vendite a unità (5,3% del mercato) e secondo a valore dopo il Chianti, Chiarli conferma il suo importante primato e l’ottimo lavoro svolto negli anni.

Prodotti negli stabilimenti Chiarli di Modena, Grasparossa e Sorbara fanno da capifila al marchio Chiarli 1860 e conquistando la posizione rispettivamente di primo e secondo lambrusco in GDO si rivelano un caso di successo non soltanto per il loro primato ma anche per la capacità di crescere nelle preferenze dei consumatori italiani. Questo primato si aggiunge ad un altro recente riconoscimento ottenuto dalla Chiarli: Vecchia Modena Premium, il Lambrusco di Sorbara Doc prodotto nella cantina Cleto Chiarli a Castelvetro, che sotto l’egida del fondatore produce i vini di maggior pregio della casa vinicola, è stato il primo Sorbara della storia ad ottenere i 3 bicchieri del Gambero Rosso. Grandi numeri dunque, ma anche altissima qualità per la più antica azienda vinicola dell’Emilia diventata nel tempo il cuore di un polo di produzioni vinicole sia di alto pregio che di ampia diffusione legate al territorio.

I lambrusco sono tra i vini più venduti al mondo e tra i più bevuti in Italia in alternativa ai vini locali e la loro storia si intreccia indissolubilmente a quella della famiglia Chiarli. L’Azienda, di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario, nasce infatti nel 1860 per opera di Cleto Chiarli che prima di allora gestiva nel centro di Modena la trattoria dell’Artigliere e produceva in proprio il lambrusco per i clienti del suo locale. Da sempre gestita dalla famiglia Chiarli giunta oggi alla quarta generazione con i fratelli Anselmo e Mauro, dispone di 7 tenute agricole per un totale complessivo di più di 420 ettari di proprietà dei quali circa 140 coltivati a vigneto e due cantine, la storica “Chiarli 1860” a Modena e la “Cleto Chiarli” a Castelvetro.

* Dati Iri Infoscan

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