Novello e bontà del territorio per tutti a San Paolo Civitate

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Per dare il benvenuto al Novello, vino a go go, gratis per tutti nella piazza principale del paese della Capitanata sulla riva destra del fiume Fortore. È questo quanto promette la cantina Teanum nella piazza del Municipio della città che la ospita, San Paolo Civitate, l’antica Teanum apulum dei romani, la Tiati dei dauni, a Nord di Foggia. La città si erge oggi a roccaforte del vino Novello, qui nelle terre che nel 207 a.C. furono roccaforte dei romani che con due legioni guidate dal console Claudio Nerone (nella villa comunale una stele ricorda l’evento) iniziò la controffensiva che lavò l’onta di Canne con il fratello di Annibale, il cartaginese Asdrubale (242-207 a.C.) poi sconfitto e ucciso nella battaglia del Metauro (207 a.C.) nelle Marche. E qui, in una città circondata da terre così ricche di storia, sabato 7 novembre, dalle 18 in poi, ha luogo la “Festa del vino Novello” (quarta edizione) delle cantine Teanum. Un 100% macerazione carbonica (per 10 giorni a temperatura controllata), come si fa con il Beaujolais nouveau dei francesi, succo d’uva ma qui di uve Montepulciano da vigneti a spalliera a 150-200 metri sul livello del mare, con resa di 100 quintali per ettaro.

Un vino ottenuto con fermentazione intracellulare, quindi da uve sanissime e integre, per questo raccolte a mano. Il primo vino della stagione, per questo chiamato “Primo” in etichetta, quello che anticipa tutti con i suoi piacevolissimi sentori fruttati di piccoli frutti rossi delicati come fragola in primis, ciliegia, floreali di violetta che tende al fiore appassito con il trascorrere del tempo, ma anche note eteree di smalto tipiche del vino Novello. Gratis per tutti, senza alzare ovviamente troppo il gomito e in abbinamento ai piatti tipici preparati dai contradaioli dell’Aquila, del Bue, della Civetta e della contrada San Paolo che per una sera mettono da parte gli agonismi del Palio estivo (vinto quest’anno proprio dalla San Paolo) e che qui si sfidano sul campo libero del gusto, fra gli stand, fornelli e banchi di assaggioa suon di bruschette, formaggi, salumi, fagioli, castagne e le immancabili “scarpelle” (strisce di pasta di pane fritte). Sapori del passato, gratis per tutti, fra musiche, canti e balli in costume, che sono nel contempo affinità elettive del Novello, come le cicerchie e altre sorprese ancora. Una festa d’altri tempi in onore di un vino, il Novello, purtroppo bistrattato di recente, ma che è quanto di più genuino e tipico la terra possa offrirci se fatto come esige il giovane enologo della Teanum, Donato Giuliani, rigorosamente con macerazione carbonica (senza mosti o vini aggiunti) in appositi contenitori sterili dove giungono dalla campagna le uve Teanum, freschissime pronte per essere sottoposte a lavorazione. Alla festa partecipano anche le associazioni e i commerciati con l’esposizione e degustazione dei prodotti tipici locali e inoltre il bar del centro che per l’occasione propone in anteprima i primi taralli dolci al vino Novello.

San Paolo Civitate si connota così come terra di antichi sapori e di buon vino. Premiatissimi proprio quelli delle cantine Teanum. E per conoscerne i segreti, dalle 18, nella rinnovata piazzetta che affianca il Municipio, sessioni tematiche di degustazione di Novello a cura di Eustachio Cazzorla, enogiornalista di Telenorba (gastronomo della fortunata trasmissione mattutina “Mezzogiorno sul 7”) e sommelier degustatore e relatore che parlerà anche delle caratteristiche organolettiche del buon olio locale (novello anche quello qui inteso di prima spremitura) e dalle 18 alle 20 propone il fortunatao format “Preludio Bacchico” con l’analisi sensoriale del Novello e dalle 20 alle 22 propone una curiosa competizione, Novello contro vini tradizionali, sempre delle cantine Teanum. La cantina che organizza la festa insieme al Comune di San Paolo di Civitate (sindaco Generoso Perna), alla Provincia di Foggia e all’A.I.S. Puglia delegazione Foggia per festeggiare il primo vino dell’anno (si dice millesimo) appena prodotto. L’intento è quello di coinvolgere l’intero territorio della Daunia. Termina con il più classico epilogo, una megabatteria di fuochi pirotecnici del territorio, in cielo e a terra, nel querceto di fronte la chiesa di San Antonio da Padovadove i ragazzi sfidano la paura degli scoppi seguendone la miccia accesa secondo un rito, antichissimo, anche quello. Qui dove nel 1053 si tenne una famosa battaglia che aprì la via della conquista del Sud ai Normanni.

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