Bruni (Fedagri): Sostegno al ministro Zaia sul consumo moderato del vino

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A chi colpevolizza il consumo generalizzato di vino Paolo Bruni, presidente Fedagri Confcooperative, replica con l’ormai noto paradosso francese. “Il tema del rapporto vino e salute è un argomento che viene discusso da ormai troppo tempo. È, infatti, del 1980 il famoso studio condotto da alcuni epidemiologici francesi, noto anche come il “Paradosso Francese”, secondo il quale una alimentazione ricca di grassi di origine animale, prevalentemente costituiti da acidi grassi saturi, non indurrebbe una maggiore incidenza di malattie cardio-circolatorie se accompagnata da un costante, ma moderato, consumo di vino rosso, per merito del suo ricchissimo contenuto di polifenoli (tra cui il resveratrolo), che hanno proprietà antiossidanti maggiori della più nota e accreditata vitamina E”.

Piena solidarietà e condivisione, quindi, alle parole del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia che ha invitato a non colpevolizzare il consumo moderato di vino. “Premesso che nessun individuo possa essere sollecitato o indotto al consumo anche solo moderato di bevande alcoliche – continua Bruni – sono d’accordo con il Ministro Zaia nel ritenere con un po’ di buon senso che con due bicchieri di vino non si è ubriachi”.


“Fedagri-Confcooperative, in rappresentanza delle 423 cooperative vitivinicole associate che rappresentano il 40% del vino complessivamente prodotto in Italia – aggiunge il Presidente del Settore Vitivinicolo di Fedagri Adriano Orsi – auspica maggiore trasparenza e informazione per un comparto che non merita tanto accanimento e demagogia. Quando si parla di consumo di alcol, occorre fare chiarezza e distinguere tra consumo corretto del vino durante i pasti ed abuso di bevande alcoliche e superalcoliche in momenti occasionali troppo spesso concentrati in locali notturni e centri di ritrovo giovanili. Il vino in Italia è una cosa seria e lo dimostrano gli oltre 20 milioni di consumatori ma anche le oltre 700 cooperative e le 700.000 aziende che danno lavoro agli oltre 1,2 milioni di occupati in tutto l’indotto, per un valore complessivo della produzione di oltre 10 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi derivanti dalle vendite del made in Italy per eccellenza inoltre 170 Paesi in tutto il mondo”.

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