Tenuta Masselina: Arrivano i primi due vini della nuova azienda vitivinicola

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All’incrocio di due culture, grazie a un mix ideale di fattori storici, umani e pedoclimatici, la Romagna dà il meglio di sé, realizzando una sintesi ideale dei suoi migliori terroir: è qui, su una dorsale collinare protesa sulla pianura tra Imola e Faenza, a monte di Castelbolognese (quasi ai ‘confini’ con l’Emilia), che sorge la Tenuta Masselina. Una nuovissima azienda vitivinicola, che lancia in commercio proprio in questi giorni i suoi primi due vini, di sicuro impatto e di grande immagine, realizzati con la consulenza dell’enologo Stefano Chioccioli: 147 slm, uno Chardonnay fine, sapido, piacevole ma non banale, ‘grasso’ all’entrata in bocca ma fresco e bevibile – a dimostrazione che la Romagna può fare anche bianchi molto interessanti – e 158 slm, un Sangiovese al 70% con Cabernet Sauvignon al 30%, che piace per i sentori di frutta e sottobosco, e per la sua potenza sapientemente tenuta a freno per toccare invece una punta di eleganza.

Vini che all’assaggio rimandano alle più vocate zone collinari della Romagna, come peraltro con immediatezza fanno anche i nomi stessi (non sono altro che le altitudini dei vigneti da cui si ottengono). Entrambi vendemmia 2008, in vendita al pubblico a circa 8 euro nelle enoteche, saranno seguiti nei prossimi anni da altri vini ‘selezione’, ovvero il Masselina rosso cioè un Sangiovese Riserva 2008, attualmente in affinamento in legno – in uscita quindi nel 2011- e il Masselina bianco, cioè Chardonnay con l’autoctono Trebbiano, che verrà imbottigliato a fine luglio e messo in commercio solo dopo un affinamento in bottiglia di 7-9 mesi (quindi nella primavera 2010). Entrambi sottolineeranno in modo particolare l’appartenenza al territorio.

L’ingresso in scena della Tenuta Masselina, pur in un anno difficile come il 2009, è l’ennesimo segnale dei fermenti positivi che la Romagna vitivinicola sta recependo ed elaborando. Ma è importante sottolineare che Tenuta Masselina non è la ‘solita’ nuova cantina di chi magari per ‘hobby’ vuole fare il suo vino con obiettivi più o meno baldanzosi (magari con capitali di extrasettore…). La Tenuta Masselina ha qualche segno particolare in più, e non di poco conto.

Tenuta Masselina, infatti, è frutto dell’approccio culturale e dei valori forti della cooperazione romagnola, e precisamente del gruppo Cevico. Alle spalle c’è un meditato progetto di alto profilo: l’obiettivo è un ingresso sul panorama romagnolo e nazionale che vuole sì lasciare il segno da subito, ma che lo vuole fare con tanta saggia umiltà, senza perdere di vista un sano e concreto attaccamento alla terra, alle radici, con grande rispetto per i luoghi in cui la nuova azienda opera: “La Tenuta Masselina è rielaborazione in chiave moderna dei saperi di 60 anni di vitivinicoltura, espressione diretta del grande ‘cuore’ agricolo della Romagna.” Ama dire la presidente del Cevico Ruenza Santandrea. “E vuole essere il fiore all’occhiello del gruppo”.

Non si tratta dunque di una semplice ‘linea’ di vini di alta gamma realizzati all’interno di una grande azienda già esistente – esperienza già vista, con risultati discordanti, in varie cooperative italiane – ma di una vera e propria piccola azienda autonoma (acquisita recentemente) che produce grandi vini esclusivamente con le uve coltivate all’interno del suo microcosmo di 22 ettari, di cui 12 a vigneto già esistenti e 4 di prossimo impianto. La gestione di Masselina è del tutto indipendente e dedicata, presso la sede in località Serra, sulla ondulata campagna-giardino di Castelbolognese. E’ una formula nuova, che la creatività romagnola, unitamente alla sua centenaria cultura solidaristica, ha saputo mettere in campo per creare un rapporto ancora più stretto con il territorio.

E’ vero, sarebbe stato invece molto più facile per l’azienda ‘ruspare’ tutto e creare solo vigneti ex novo… Nuovi impianti sono sicuramente in progetto, ma, con rigorosa attenzione alle tradizioni e alle vocazioni della zona, si è preferito in certi casi anche reinterpretare l’esistente, cogliendo il meglio delle sapienze vitivinicole delle colline romagnole, senza esasperazioni. A dimostrazione dell’approccio rispettoso del genius loci, non solo sono stati mantenuti e all’occorrenza migliorati gli impianti esistenti, ma è stato ‘salvato’ anche un vecchio vigneto di Trebbiano romagnolo a spalliera con sistema di allevamento tradizionale tipo doppio capovolto. Da questo vigneto di quasi 40 anni, ci si potranno attendere diverse sorprese, nuovi modi di sfruttare le potenzialità nascoste di questo vitigno, considerato spesso ‘senza niente da dire’… L’impianto si trova infatti in un interessante equilibrio vegeto-produttivo, con rese naturalmente basse (70 quintali per ettaro) ma costanti, con uve sane e belle.

Insomma, un ‘testimone’ della storia vitivinicola della Romagna che si proietta nel futuro. Quella di Tenuta Masselina non è nemmeno un’operazione calata dall’alto, ma un progetto condiviso dalle cooperative di primo grado aderenti al Cevico e dai 4500 soci viticoltori, perché tra gli obiettivi vi è anche quello di dare un’importante ricaduta diffusa sul territorio: Tenuta Masselina sarà una sorta di ‘laboratorio’ a disposizione di tutto il mondo vitivinicolo romagnolo, un polo che assorbirà saperi ed eccellenze, per poi redistribuirli all’esterno. In questo senso, la Tenuta Masselina promuoverà un intenso interscambio con alcune storiche realtà didattiche del territorio, quali l’Istituto Alberghiero di Riolo Terme, l’Istituto Tecnico Agrario Scarabelli di Imola, il Polo universitario di Tebano.


Allo studio anche la realizzazione di una ‘banca della biodiversità vitivinicola’ romagnola. Ai soci verrà richiesto di trovare e salvare vecchi esemplari di vigne di varietà e cloni ‘dimenticati’. La Tenuta Masselina metterà poi a disposizione un appezzamento nel quale i suoi tecnici riprodurranno le viti salvate, con la cui produzione si faranno poi microvinificazioni sperimentali… Non è tutto. In azienda, su progetto dello studio di architettura Rava e Piersanti di Faenza, è stato ristrutturato un annesso rurale in felice chiave contemporanea. L’azienda utilizzerà questo spazio come ‘salotto’ e centro di accoglienza di visitatori e clienti, vetrina dei prodotti e sede di meeting ed appuntamenti didattici e culturali legati al vino, anche in sinergia con le realtà locali, mentre al piano interrato trova posto la suggestiva barricaia.

Informazioni: www.masselina.it.


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