Il mercato del lambrusco tiene. E Gianotti: “No in coro all’abbassamento del tasso alcolemico”

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Bollicine sempre più apprezzate sia nel mercato nazionale che in quello internazionale. E’ ciò che le cantine reggiane portano a casa da “Vinitaly” la più importante manifestazione del mondo vitivinicolo conclusasi Verona. Grande soddisfazione espressa anche da Giorgio Gianotti, presidente dei due Consorzi per la tutela e la promozione dei Vini Reggiani, che si esprime anche sul bere consapevole. “Non siamo ne restiamo immuni dinnanzi alla piaga sociale dell’alcolismo, e per questo come Consorzio siamo favorevoli e sosterremo iniziative di sensibilizzazione sul tema della prevenzione dell’abuso di alcool, per un bere invece consapevole che, però, ribadisca che il vino è un alimento, non è un superalcolico e il suo consumo deve essere consentito, regolamentato, ma non proibito”.

Di recente, però, si è discusso a livello nazionale della proposta di abbassare la soglia del tasso alcolemico oggi fissata in 0,5 per mille grammi/litro, per portarla a 0,2 permille. “Siamo contrari. Ribadiamo un approccio consapevole al mondo vitivinicolo – puntualizza Gianotti –. Il vino è da millenni presente sulla tavola dei consumatori, rappresenta parte del nostro patrimonio culturale e territoriale e non a caso è considerato da sempre un alimento”.


E’ da ascriversi al 2,9% la percentuale di incidenti che in Italia avvengono per la guida in stato di ebbrezza. “Sicuramente diciamo no alla guida in stato di ebbrezza, ma no anche alla demonizzazione di un intero comparto – continua Giorgio Gianotti -: come possiamo a continuare a ignorare che fattori quali l’abuso di sostanze stupefacenti, la stanchezza, i troppi decibel dello stereo, parlare al telefonino guidando, fumare, o l’utilizzo di farmaci, rappresentano fattori di rischio ben più pesanti nel bilancio delle disgrazie stradali”.


“Ma qualcuno si ostina a voler cavalcare la crociata contro il vino. A chi giova questo? Se si vuole combattere la guida in stato di ebbrezza, sulla quale sono assolutamente d’accordo, si potrebbe iniziare dall’adottare il modello di altri paesi: divieto di vendita di superalcolici la sera. Ma qui ci si scontra contro gli interessi degli esercenti…”.


“Ancora: scendere a 0,2 significherebbe attuare una politica del proibizionismo, quindi comportare gravi danni a un comparto economico molto forte, occorre lasciare la libertà di poter bere uno o due bicchieri a pasto senza essere considerati delinquenti”.


Intanto, oltre a quella della massima carica dei Consorzi di tutela e promozione dei Vini Reggiani, sono già diverse le voci che si sono già levate a sostegno della maggior parte delle persone che si approcciano al mondo del vino in modo consapevole. E’datata 18 marzo la seduta del consiglio di Bagnolo in Piano, comune nella vitivinicola Bassa reggiana, la maggioranza dei consiglieri ha espresso parere negativo su questa proposta nazionale.


“La piaga dell’alcolismo, così come le stragi sulle strade– conclude Gian Matteo Pesenti, direttore – non si combattono a suon di percentuali, ma operando e pianificando azioni volte alla riduzione dei disagi sociali che ne stanno alla base”.

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