Angelo d’Uva vignaiuolo in Larino per il Vinitaly si veste di bianco

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Angelo D’Uva Vignaiuolo in Larino è una realtà vitivinicola che ha la sua sede a Larino, città d’arte romana e medioevale, gioiello e simbolo della regione Molise. Negli anni ’40 è qui, nell’immediato entroterra della regione, alla confluenza di bracci minori di antichi tratturi, su dolci declivi che guardano verso il mare che scelse di lavorare come mezzadro il nonno Angelo D’Uva, giunto in Molise da Santa Croce del Sannio. Da allora la vocazione vinicola viene tramandata di padre in figlio, nel rispetto delle tradizioni e nella valorizzazione delle tipicità del territorio.

L’azienda ha così fatto proprio uno stile contraddistinto dall’impegno e dalla passione per la terra e i suoi prodotti, che coniuga la tradizione contadina alle più avanzate tecnologie di lavorazione: una felice intuizione che le permette di produrre vini di qualità che sanno restare al passo con le tendenze e i gusti dei moderni consumatori, senza dimenticare il profondo legame con il territorio molisano. Si tratta di una scelta coraggiosa, fatta fin dalla scelta dei nomi delle etichette, tutti legati al territorio, che si è però rivelata di successo visti gli ottimi riconoscimenti ottenuti nel tempo sia dal settore sia dal grande pubblico.


L’azienda molisana nota soprattutto per aver dato nuovo impulso alla Tintilia, suo vero e proprio fiore all’occhiello: un vitigno autoctono riscoperto e valorizzato dalla famiglia D’Uva, che dà origine a un rosso caldo, intenso, potentemente fruttato, con tannini morbidi ma consistenti e un’acidità sostenuta, poiché il vitigno è coltivato a quote elevate, che si accompagna idealmente a primi piatti ricchi e a carni rosse.


Per questa edizione del Vinitaly, la casa molisana presenta le nuove annate dei suoi vini, puntando soprattutto alla valorizzazione dei suoi vini bianchi più rappresentativi: Keres e Kantharos. Keres era il termine in lingua osca con il quale i Sanniti si riferivano alla dea delle messi (Cerere per i latini). Questa divinità è menzionata sulla Tavola Osca, una tavoletta di bronzo, che attualmente si trova al British Museum di Londra e che è la più importante iscrizione in lingua osca, dopo il Cippo Abellano e la Tabula Bantina. Si tratta di un vino Trebbiano IGT delle Terre degli Osci costituito da un blend in cui all’85% di Trebbiano viene aggiunto un 15% di Chardonnay, per il quale è stato scelto il nome della dea delle messi poiché il giallo paglierino intenso e vivace delle uve, dalle quali viene ricavato, ricorda il colore biondo del grano appena raccolto. Keres sorprende per la sua freschezza, dovuta alla buona acidità. Al palato sprigiona aromi di frutta matura (pera e mela) e in bocca è denso e piacevolmente persistente. Grazie a queste sue peculiarità è indicato per piatti a base di verdure e formaggi poco stagionati.


Kantharos, invece, è un vino bianco DOC ottenuto dai migliori grappoli di Trebbiano del Molise alle quali viene aggiunto un “pizzico” di Malvasia. Il nome deriva da uno dei mosaici ritrovati nelle domus romane della città di Larino: tale mosaico raffigura un’anfora vinaria, detta in greco kantharos. Il risultato si presenta alla vista di un colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati e rivela all’olfatto un bouquet di frutta esotica, in particolare ananas e mango. In bocca è piacevole e caldo, con un’acidità ben equilibrata che dona al vino freschezza e una buona persistenza finale. È l’abbinamento ideale di ricotta o formaggi freschi ed esalta il sapore delicato di primi piatti che comportano l’uso di carne bianca e/o latticini.


Tutte le etichette possono essere degustate presso lo stand (Padiglione 7B, Stand G5-G6) dell’azienda, per apprezzare in punta di labbra tutto il sapore più autentico del Molise.


Per informazioni:
Azienda Agricola D’Uva
C. Da Ricupo, 13
86035 Larino (CB)
Tel. 0874/822320
Fax 0874/833377
www.cantineduva.com
info@cantineduva.com 

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